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Le 4127 poesie in esclusiva dell'argomento "Famiglia"
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 | Vorrei poterti veder crescere,
incamminarti nella tua strada,
divenire un uomo,
un padre,
e poi,
poi vorrei che rallentassi,
dandomi il tempo di riprender fiato
per poterti ancora seguire,
ma non troppo.
Vorrei poter vedere i tuoi
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| Se prendi le mie mani,
se guardi i miei occhi,
se senti la mia voce,
ti rendi conto di quanto
mi sento solo e fragile,
senza una carezza della sera,
quelle preoccupazioni che
solo tu mi donavi.
Quella sedia dove ti sedevi
quando alla sera eri
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In questa notte buia, in compagnia della luna e delle stelle che mi fan da riflesso
tutto commosso cerco di pensar a chi al mondo mi ha messo
Sono persone così normali che non sono da ricordarseli negli annali
ma per me sono così
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Sono qui tra le righe di un tempo
che non ti appartiene
a masticare parole rimaste strette in gola
specchiandomi in un foglio bianco
come una piccola lucciola
che si illude di illuminare il cielo.
Lo sai porto ai piedi ancora i tuoi passi
negli
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Come farò con te,
m'accorgo che l'ultimo appiglio
svanisce e quel filo sottile,
si spezza.
Ti perdo...
Come farò con te,
con te che sei la mia vita
i miei respiri
la mia gioia,
i miei dolori...
Come farò
con te, vita
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 | Spirava il libeccio
sui viottoli impervi
che sanno di letame;
e i passi risuonavano
sui ciottoli informi.
Ripenso a mio padre
sul ciglio d’una strada
con le mani ruvide e scarne
che sudano miseria
per un pugno di mosche
nell’arida terra di
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| E mi manca ogni cosa di te.
La tua voce
il tuo fragile corpo
le mani insicure
quel tuo chiedere scusa
quasi fossi colpevole
d'essere viva
così bisognosa di tutto.
Ah se potessi
abbracciarti ancora una volta
e ancora una
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Mamma!
luce e sole del radioso mattino,
raro fiore sbocciato
a primavera,
spruzza cuor dolce fragranza,
indelebile rimane beltà.
Non sfugge essenza!
bufera non lascia al vento
scrigno d'amore,
abbaglia vita imperituro sorriso.
Candida
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Quattro settembre del cinquantanove
e l’Estate stava per morire ma caldo
ancora quel pomeriggio afoso, l’aria
mossa sol dal suon d’una campana:
l’annuncio triste dava della morte
tua, cara sorella mia, stava già freddo
il corpo tuo e fermo silente
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Ho lottato per cambiarlo,
son cambiato per amarlo,
e lui lì a rimuovere la muffa
a ritornare ad odiare per fare il mondo,
ad imbrattare le cose belle per non gioire
d’amore senza colpa e senza interesse.
-I figli come pesi e i pesi come
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Saluta per primo caro bambino
e alzati se qualcuno è in piedi
si chiama educazione
quella che ti vogliamo insegnare.
Ricordati di fare i compiti
sempre prima di giocare
e non rispondere mai ai professori
comportati bene
e stai
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Le sei e quaranticinque di mattino
mi sveglio all'improvviso sul divano
le gambe stese sopra il tavolino
e col telecomando nella mano,
mi guardo intorno, faccia da cretino
e cerco di capire tutto, invano,
credevo d'aver fatto un
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 | Buonanotte tesoro mio,
una preghiera e poi a nanna
che quelle buie son ore da dormire.
Dolce notte tesoro mio,
te lo dico ogni sera
con un sorriso e un bacio
che la notte è lunga
nel giaciglio del riposo
e chissà poi le cose del
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Si sgretola la creta modellata
tutto passa in un ultimo respiro
Il tempo si è mutato in nebbia
allo sguardo
che non aveva più bisogno d'occhiali
Il caos del mondo
si fermava
nel silenzio dell'udito
lasciandoti sola col tempio
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 | Riserve d'amore,
vuote
come otri al sole,
giacciono
in quest'orizzonte pigro,
dove si dondolano
cavallucci di legno
e gatti dalla coda nera.
Spiaggia il mare
tristi residui di conchiglie,
e vuoti gusci sonanti
come nacchere spagnole
e
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 | Nel vento che muove a onde l’erba
si depone l’eco di antiche nenie
in trasparenze fatte di respiri
fili e magie in congiunzioni astrali
così la luna invoca sottovoce
il movimento dolce di maree
e in quel nido come passero
agiti le ali nel
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Alla fine
ti eri piegato alle ombre
e il tempo svaniva
con il soffio degli anni
Lontano
un ricordo tremava
per il rumore del vento
e fra le nuvole stanche
Troppo silenzio
in attesa del tramonto
troppo dolore
che lentamente
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Li sentiamo a noi vicini
ne percepiamo la presenza
in un'ombra evanescente
o in un alito di vento
o in anomalo riflesso,
a volte è ad occhi chiusi
che tener serrati vorremmo
ne raccogliamo i sorrisi
ma grande è l'emozione
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S’attende solo che passino le ore
e l’ignoranza trovi soluzione
Vi sono limbi che valgono la pena
altri svelano prima o poi presagi
Si resta muti piegati sui silenzi
attenti ai rumori della vita
- E se li avverti forse sei presente... -
Sono
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Smarrito nel silenzio di una sera,
col caldo che fagocita le voglie,
ti scuoti un poco ma la vedi nera
e guardi gli occhi assenti di tua moglie,
che cerca di restare tutta intera,
sfiorando dello spasimo le soglie,
in questa notte che non sembra
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Il Vero Artista,
un pellegrino
che veglia gli angoli del cuore
e d'ogni cosa
percepisce il suo rumore.
Non odia la vita,
la contempla,
finanche nel dolore.
Si riconosce
in quel che fra i suoi simili
accomuna amore.
E ne gioisce
con
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Leggera e curva, a tratti persa
Osservi ciuffi di papaveri sui lati
rosso acceso, qualcuno un po’ sbiadito
come me, sempre più stupita, un po’ stremata.
Io osservo te
silenziosa più del tuo silenzio
dominando queste mani mie ribelli
che stringono
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 | Ah! Vita, vita,
credevo di aver vissuto già tutto
dell'Umana sofferenza,
e invece no, dell’una e dell’altra
mi tocca vivere le miserie.
Dov'è che io peccai per vivere siffatta punizione?
Forse che di presunzione indossai
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Appagano il cuore,
accarezzano la luce
dell’anima, girano
portano un sorriso
nell'infinito mondo
i nipoti.
Piccoli amori corrono
inscenano il teatrino
della vita.
Nel silenzio
della notte echeggiano
le vocine, la piazzetta
di
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Il viso illuminato a metà,
quanto basta per socchiudere gli occhi.
La posa è un po’ improvvisata,
il fotografo forse no;
mio fratello:
un aspetto più serio,
gli occhi socchiusi al tempo,
quasi con gesto di sfida,
al mondo, al
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non smette l'onda di infrangersi a riva
quando al calar del sole la luce scende
e intanto passa
quel che ieri c'era
oggi è andato
ma resta nel domani
e se incerto brancola nel buio
è in quel punto fermo
il passaggio
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Oh! Aspetterò amor mio,
quel turbine di vento a sublimar
giorni disorientati e amorfi,
vortice maestrale a rincuorar vita.
Aspetterò che nubi oscure, diradino e,
profumo di viole sia
essenza di vital cammino...
Tu, io, un anima
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Vorrei ... farvi toccare
il dolore,
la durezza della pietra
l’illividirsi in volto
come per un cappio
alla gola, la rabbia
sfogare in quel bruxismo
agghiacciante,
accompagnato dal continuo moto
d’arti inferiori ondeggianti
sotto un
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La sabbiolina d'oro bianco
sul tuo abito da sposa
giocava con le volute paradisiache
del tuo radioso sorriso.
Profumo d'arancio tutt'intorno
inebriava il sole sulla tua pelle ambrata.
S'aprivano, come bocche di velluto,
fiori ovunque.
E la
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Sembra eterno il cammino
tracciato sentieri.
Resistito a gelidi inverni,
la pioggia nei capelli
sulla camicia zuppa,
scivola sulla schiena.
Le dita fondono
al tocco dei mattoni,
al tocco dei sassi, dell'acciaio.
Il sole cocente
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Proteggerti vorrei,
dai tuoi pensieri
dalle tue immagini
riflesse, dalle tue angosce,
dalle tue ombre sbiadite,
dai tuoi perché,
voglio essere la tua roccia,
se lo vuoi.
Solo un cenno
un gesto
uno sguardo
e volerò al tuo
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4127 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 991 al n° 1020.
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