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Gli ultimi 5 iscritti: Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi - Derosas Michele
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Febbraio 2026 |
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Le 6873 poesie in esclusiva dell'argomento "Fantasia"
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ulissidi e la vela della
passione su perigliosi flutti
intrisi di mistica luce
a sbraitare di
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 | Cosa offre?
l'ILLIMITATO BLU vivere,
di ogni istante che circola su se stesso,
in vertiginosa lucidità nel lungo viaggio,
incatenato nell'irrealtà d'un mondo materiale.
Ali di vetro,
che nella trasparenza han luce che si fonde
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| la barca trasparente del sogno
dove ti porta?
Palpiti
seguono la scia
uscendo dalla
camera della
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 | Ascolto frasi mormorate dal vento,
danzano alberi, ondeggiano foglie.
E nel vento inizio a volare come gabbiano
felice dell’aria fresca che carezza il viso.
Amo volare con l’anima in cieli impensati,
alimentando dolci e carezzevoli emozioni.
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Potrebbe essere una goccia
a santificare la sera
uno di quei veleni
sacrificati a pioggia acida
Lacrime di Stige
che il tempo ha dimenticato
a divinazione dell'inferno
traccia del male per le notti nere
Potrebbe essere materia
composta di
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L'avvocato fumava solo sigari di Cuba
per quanto fosse figlia di una lupa
e di un podestà in camicia nera
vecchia guardia di un maiale in giarettiera.
Spegneva la cenere nel lago
forse per non farsi notare
mentre spiava debitori sulla
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Eravamo prigionieri delle aspettative
e vittime di noi,
noi che perdemmo gli anni a
volerci piú o meno bene
e poi...
Alzo il bicchiere della mia esistenza
mezzo vuoto [o mezzo pieno]
e verso da un amaro calice il restante
di un debole
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La notte si accapiglia col mattino
che bussa già incalzante
e salta fluttuante
sul bordo ancora in ombra del camino.
L’ozioso principino
si alza dal suo letto calcitrante
mostrandosi svogliato e intollerante
ancora uno zinzino.
Decisa e
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Primavera, nei miei sogni, illudi d'eterno, fiori, germogli
gialli licheni che sulla corteccia di un albero disegnano
grovigli nella carezza del sole, l'aria che profuma
ruba un sorriso. Grappoli di glicine e verdi virgulti
arpeggiano nel vento...
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dissero di lui che il vento
giocasse con la sua chioma
e le aquile lo seguissero fino in cielo
le ali aveva per il volo
lunghe ali fatte di bianche piume
nella luce del tramonto si coloravano d'oro
dissero che la sua voce
fosse un canto
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Tra miti e leggende
parvenza o realtà
sul trono regnavo
con sincera lealtà,
con potere e saggezza
governavo sovrano
portando il mio popolo
in palmo di mano
Oltre il monte di Calpe
una terra fiorente
veniva sfiorata
dalla calda
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la notte splendeva di una luna
piena sull'onda pigra rifletteva
cullata dalla corrente lei piangeva
ogni lacrima nel mare confondeva
sale nel sale
i flutti spruzzavano scintille
nel fondersi agli scogli
pulviscolo di sole sulle attinie
coralli
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 | Sarebbe bello cogliere i fiori più allegri
e mischiarne i colori in un vaso
e ogni dì, al mattino rimanere incantato
da quei fiori recisi, immutabili vivi.
Ma la vita ha regole strane, le uniche vere
e tu sei dal suo fiume travolto, sei
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| ringhia la notte
nell'oscurità delle tenebre
la smorfia nasconde
demone dell'oblio
tra spirali di fumo
avanza
nella nebbiosa valle
dell'inconscio
preda dell'angoscia
la gola attanaglia
il respiro toglie
l'anima geme
rantola nel
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| E' l'essenziale che dice "io", se ci pensi,
quando i vuoti non hanno attese brevi
mentre i pieni a traboccare e a disperdersi.
E allora:
supponiamo una sinossi a ricondurre i sensi
alla vastità del poco; è dolce,
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Lia |
31/10/2015 21:19 | 1907 |
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Giacchero Colosico era un uomo d'altri tempi
senza grilli per la testa, né un centimetro di terra
girava il suo orologio col crescere dell'erba
e sapeva cosa è il cielo quando al mar dichiara guerra.
Giacchero Colosico aveva quattro
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La luna invidia il sole
che le fa ombra,
luce dimezzata
apre una breccia nel cielo,
ferita lacrimante
da cui scivolano gocce di luce
sul firmamento.
Astri eterei
all’opposto angolo
spartiscono la volta celeste,
nella sublimità
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Si muove Estate lentamente
ancora un poco intorpidita
coi suoi riccioli dorati
d’intrecciate viti e di capricci
Avanza Autunno infreddolito
e intanto le giornate accorcia,
dagli alberi le fronde allenta
e il buio della sera invia
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Scavate nel legno il violino!
Cavategli i suoni e ai suoni il cielo.
Come il glicine salito sui salici.
Dai miei occhi cogli lo specchio
che l’anima ti spacchi.
Dalla spina di ghiaccio estrai
le sonanti stille del cristallo.
Un osso di pesce
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così accade d'esistere
anche in pochi spigoli
qui sul divano
sotto pile di telecomandi mandarini
sbucciati che neanche la pioggia sui vetri
neanche un pianto bevuto dal naso
caduto nella voce accolto
in questo poco intatto meridione di
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Ho dipinto
il giallo del sole più caldo
per unirlo all’azzurro
dei cieli d’estate
e scoprire il verde
dei prati assolati.
Ho raccolto
migliaia di esili petali
di tremule margherite
e li ho lasciati cadere
come fiocchi
di
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soffiò il vento sopra le sue aride labbra
nessun lamento nessun segno di rabbia
Lei venne per portarla via
le mani fredde sopra i suoi occhi
fuori un cielo nero
bussò alla porta bussò tre volte
la voce dolce il vento forte
su
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E frig si ceata
dis de dimineata
toamna in dans
peste deal fugara
iubirea in zadar coboara
luna in rochie de mireasa
sta ascunsa in casa
pe un fir de borangic
ca un basm de vis
infloresc in tine
aud marea spicuind spre nor
cu litere in
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la sagoma di un suono,
piuttosto l'ombra interminabile di un corpo,
e quella sua agonia
di segno perenne, indivisibile,
eppure così vivo,
così tenacemente vivo da non esserci.
E' questa sofferenza d'un rifugio
scoperto a forza
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In sogno
più volte vedo
tante e tante stelle
che brillano nel cielo
saltando di qua e là.
Vorrei prenderne una
ma non si fa acchiappare,
la inseguo
e per fortuna
una mi casca in mano.
La prendo
e presto vedo
che è una
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Gira il mondo
in una palla di fuoco.
Cammino intrigante
nell’opera irritante,
punteggia l’avvenire,
personaggio apatico
nasconde incongrue
emigrazione di massa.
Disabilitata coscienza umana,
in cerca di assetto fisico psicologico
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il sole spariva tra i flutti
creando un disegno di luci
il verde scuriva nell'ombra
l'azzurro moriva nel fondo
i pesci guizzavano felici tra i rami
taglienti di rosso corallo
un baluginio di specchio riflesso
squame lucenti corazza di verde
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Tra poco accadrò da qualche parte e sarò fatto di suoni.
A qualcuno verrà in mente di piangere
qualcuno canterà la notte sulle dita
e sarò il filo dentro la parola pioggia;
adesso provo a uscire da uno specchio
ti
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Quand'ancora la terra
non si riteneva una sfera
viaggiavo per mare
come Ammiraglio in carriera,
con le vele sospinte
dai perpetui alisei
ero alla ricerca continua
di terre e trofei
Governando il timone
in circostanze funeste
m'affidavo al
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erano giorni di pioggia e cielo nero
il vento ululava alle stelle
la tempesta infuriava
l'onda rabbiosa schiaffeggiava
gli scogli squarciava le reti
il mare sembrava impazzito
sul ponte il volto sferzato dal vento
le labbra bagnate di
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Ringrazio il sole
che potrebbe bruciarci
ed invece ci illumina
e riscalda senza pagare
il canone.
Sono grato alla terra
che ci tiene sempre in piedi
e non ci fa venire le vertigini,
girando intorno al sole.
E quando si scuote
non farebbe
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6873 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1591 al n° 1620.
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