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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Febbraio 2026 |
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Le 6873 poesie in esclusiva dell'argomento "Fantasia"
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Volavano bassi
i pellicani ciechi
e le fregate rubavano il pesce
agli ultimi ubriachi del Caribe.
Solo una donna
ebbe pietà di Pedro
il gabbiano dal becco spezzato
cieco e molto malato.
La ragazza dal vestiro rosso
lo
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Danzano immemori
estasiando la luna
In turbini di coagulati sciami di tenebra,
nel cupo bosco devastanti, si levano nenie,
tamburi e flauti s'uniscono ai cerchi oscuri e,
fluttuano i corpi vacillanti, i capelli disciolti
prendon vita su spalle,
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Erano chinate le foglie in quei versi di primo autunno
in odore di mosto e castagne filtravano l'ultimo
Lei ebria ancora del dorato calore estivo
brindava a quel permissivo d'amore
ora giunto alla fine.
Chissà se,
ancora di gioiosa vita
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 | Custodi dei tempi...
in mani palmate
Scrigni di conchiglie
in gemme delicate...
Code di pesce
squame perlate
chiome disciolte
lungo schiene
tatuate...
Fate del mare
voi che sapete...
cosa racchiudono
le vostre stanze
segrete?
Forse
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| Un residuo di nuvola
nel cielo s’è persa
pare un’idea frivola
nella mente dispersa
del vento è in balìa
qua e là la sospinge
traccia una tenue scia
che la volta dipinge
e l’azzurro si colora
con delicati segni
il
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| Invece, sai
cammino sotto le parole
le intendo a gradini
a specchi
le tocco con le unghie
ne faccio cerchi
echi
le colmo in riflessi
le
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| ic ho bevuto
maldestro
grido silenzio
mele aranci
il contadino
fa vino
ic la mia femmina
dolori
sogni
pasta e salame
meglio cipolle bollite
streghe
biancaneve
e la mela avvelenata di Turing
un sasso
meglio l'amore
un palo da evitare
ic
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 | Tra impedimenti
che arrestano la libertà,
ripesco arcani pensieri,
misteriosi e sperduti,
dalle rive del fiume
dov'erano approdati,
per condurli
al primo livello
ancora privo di confini
del mio orizzonte.
Mutano crosta,
cambiano
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| Arduo, lambito da lingue di fuoco roventi,
da sguardi che son più di mille firmamenti,
dai profumi che riconosco al buio della nostra cantina,
così intensi e femminei
che mi inebriano senza stappare il vino vecchio e
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entra
stupenda
invadente
educata
canone e contrappunto
antico e moderno
linguaggio dei segni
sulla scrivania
fogli
progetti abbozzati
speranze
il cielo celeste
galassie e ordine
messaggi codificati
infinità di timbri
ritmo e
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Sapere quanto dolce è la tua
voce. Immagina
se le gemme
potessero
cantare.
Ecco.
Comprendere quanto ristora la luce dello sguardo
tuo, immagina:
un campo di gerani, un canestro e noi distesi
vicini a un ruscello di chiara
calma. Che
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fulmini
zigzagazioni
neuroni slegati
al bando
reato o non reato
divagazioni
nel mentre ci sentiamo vivi
tramite
la voce
il tramite
che conduce
a sottostare
a sproloquiare
su quello che di noi non vale
inteso il dolo
crepe
su
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apri le porte
le putride discordie
nel tuo nome
Occhio di mago a far da culla al cielo,
impavido veleno che soffia trame d'odio.
Le notti sono ferme, attesa fra le foglie
che crescon controtempo in un barlume
Le brume poi non cambiano
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 | Ho immaginato
uno strano mondo,
un mondo tutto capovolto
dove le lacrime
vengono giù
senza solcare il viso
un mondo dove i pensieri
gli strazi e i dolori
si staccano
e cadono come foglie morte
ho immaginato noi due,
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Dolci melodie,
nel leggiadro vorticar
delle membra,
destano nell'animo
antiche emozioni.
Odi il canto
liberarsi dal cuore,
sinuosi i suoi versi,
parlano d'amore.
Miriadi di stelle
illuminano la notte,
viandante senza meta
arresta il tuo
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 | inseguo il tuo profumo
dietro la scia dei passi
nell'ombra lieve
disegnata dal vento
in un tramonto languido
calpesto i giorni;
stingono i colori ed i pensieri
e resto lì
ad odorare quel che rimane d'una scia
assaporando un breve
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| Eravamo altrove
forse eravamo sempre e soltanto lì in quell'azzurro dove - lì in quel verde- finiscono i nomi
ed era più che un dire un pensare
se si poteva in quelle forme sospendersi fino a morire oppure si poteva camminare
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| Sapessi, oltre il vetro appannato
con il naso spiaccicato,
quante volte ho contato i minuti
e i pensieri nel fondo rimestati .
Quante volte la pioggia battente
ha creato paure nella mente,
quanti palpiti ad un ombra son saliti
su per la gola
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 | Un
insieme
di avare parole.
E altro dì nel solito rituale
in giornata uggiosa che prevale,
pioggia a scrosci tutt'intorno assale
e io resto solo in silenzio che fa male.
La solita matrice irrompe nello scenario
la bella stagione ha
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| Bianca tante sorelle e sorellastre
ha nell’Europa, un po’ da lei distanti,
e poi parecchie figlie e le figliastre
che d’America sono le abitanti.
Perfida fu chiamata da qualcuno
un tempo, ché slealmente ricercava,
senza mai impietosirsi per
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mischiate i sogni la fantasia e la voglia distare bene
insieme ed allontanerete gli incubi ed i suoi demoni.
cadranno
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 | Apro le mie ali
stasera
lasciando sempre
aperto il cuore
mentre nel respiro
del vento trovo memorie
dipinte in un quadro d'amore
dove sboccio come
timido fiore...
Sono fatti di sospiri i
miei petali che si frantumano
in forti
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| E' veglia di mani
sottofondi per la tua nuca
su confuse pareti di vuoto
ma distinguo il moto
l'uso pronto del tocco
che ne scolora il buio
mi posiziono mi sfiocco
pieghe a conforto
in bisbigli di corpo
tre giravolte mi blocco:
prono si
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Lia |
26/11/2012 12:28 | 2319 |
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| Si viaggiava lontano
dove c'era soltanto bisogno
di un stretta di mano.
Un futuro perfetto
con i sogni intriganti
della gente per bene.
Non esisteva paura
quello che si diceva
era tutto spontaneo
veniva dal profondo del cuore.
Aiutati dal
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non c'è spazio
non occorre spiegazione che dia il via - dico che non c'è spazio
mi parlano di guerre lontane
avranno pareti di altro colore, laggiù
non cambiano i rapporti tra le cose - bada bene cosa dico: non c'è
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 | Ecco il consiglio tanto agognato:
Si propone in versione onirica
quando meno te l’aspetti.
Una macchina contattile bisbigliasti
quale miracolo tecnologico
risolutore di tutti i mali.
Ed eri proprio tu
essere umano da me ormai scartato
essere
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| perché ti porti un odore di pioggia e di tannino nel cuore
e una valigia di soldatini ubriachi per fare la guerra
la
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Raffigurarti
Nei pensieri del cuore
Possederti
Nelle fantasie della mente
Respirarti
Nei refoli tiepidi del vento
E amarti
Negli spazi ancora vergini
Dove solo la Luna
Ha compiuto il suo viaggio a cerchio
Alba in attesa ...
Il sogno
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Sulle ali di un sogno
mi librai felice
in un liberatorio volo
e dimenticai
le paure e le angosce
che turbano l'anima.
Ma amaro fu il risveglio
e
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le pietre urlavano nella notte
staccandosi dal fianco
della montagna sacra
il fiume scorreva
inanellandosi come una
serpe immonda
nel buio liquido della valle
il vecchio accucciato alla riva
aspettava il tonfo sordo
nella melma
ribolliva ai
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Dimmi delle linee
e racconta di come le correggi adesso
mentre abbandoni la mente al passato
confuso. Lo dico perché vorrei poter proteggere ogni ricordo
Cosa è stato della sabbia che abbiamo camminato
mano nella mano?
Sai?
ho
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6873 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3181 al n° 3210.
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