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Le 7957 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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D’oro pallido è il tuo primo sussulto
piccola gemma che rompe il gelo
nel grembo dell’erba, ancora celato
cerchi un brivido mite di cielo.
Non attendi che il sole sia pieno
o che il bosco si vesta di vanto
sbocci umile, in un giorno sereno
tra le
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S’accende il coro delle antiche sfere,
mentre la notte svela il suo tesoro;
cadono stanche le umane preghiere
dentro un oceano di polvere d’oro.
Sospesi in varchi di silenzi e gelo,
i grandi fari di remoti soli
tracciano rotte sul velluto e il
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Soffici batuffoli bianco rosati
cercan l’azzurro del cielo d’Aprile,
arditi bioccoli si levan lucenti setati
e i bocci fioriscon con moto sottile.
Il sole tutti li riscalda e si diletta
e i raggi tuffa nel roseo mar dei colori,
ad ammirar
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Il vento scuote il velo dell’inverno
e il sole ricama l’erba di smeraldo,
mentre il ruscello, fuggito dall’eterno
gelo, sussurra un canto mite e caldo.
L’aria diviene un calice di seta
dove ogni gemma esplode in un sospiro;
la terra par che sogni
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Ho intravisto un cucciol di cagnolino
smarrito chissà dal suo umano distratto,
nell’erba sottile del Parco giardino,
o forse deciso gli ha imposto lo sfratto.
Un batuffolo d’oro sguardo piangente,
d’amor son presa e in giacca l’avvolgo,
riccioli
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E stava lì riposta in mezzo ai denti
tra giorni sincopati e indifferenti
capace di tramare e di vantarsi
con il suo tono acuto ermellinato
stracciandosi le vesti il petto e il fiore
che profumava in fondo al vecchio cuore.
E mi diceva “canta e
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S’accende il pesco in un brivido rosa
nuvola mite che il cielo trattiene
ogni corolla è una tazza preziosa
dove la vita fa scorrere le vene.
Svanisce il petalo, cade la seta
e resta il nocciolo, cuore d’argilla
che sotto il sole si fa polpa
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentrro ville e nei
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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 | Tornano alla Luna,
lo dicono piano
quasi con paura,
come fosse un ritorno a casa
e non un salto nell’eterno.
Io invece qui,
inchiodato a questa gravità
che mi tiene le ossa e i sogni,
che pesa più del corpo.
Eppure ti guardo,
ogni notte.
A
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| coccolo dolce gambo di girasole piegato dal vento
campi di fiori che sbocciano il sole che ama
m inondo dei segreti palpiti della natura
fragile filo di erba che cresce nella rugiada amata
tornano le rondini uccelli striati d’un colore nero
crescono
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Ad infuriar tempeste di stelle cadenti,
vento a soffiar saline coste
impeto furioso e travolgente
catastrofi ambientali
a spazzar quel che incontrano.
Onde su onde,
risacca e mare forza sette,
onde giganti a travolger l’incanto
e frantumar gocce
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S’apre nel petto un varco, un raggio d’oro,
mentre il silenzio invernale si spezza;
Marzo ridesta l’antico tesoro
col tocco lieve d’una mite brezza.
L’anima scioglie i nodi del dolore
che la stringevano, freddi, nel buio;
or canta un inno
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Scende la pioggia e batte sulla terra
un pianto d’argento che lava il sentiero,
dentro ogni goccia una musica erra
scioglie le sue note nel silenzio severo.
Marzo è un sospiro che scuote le zolle
un’ansia di vita che preme nel fango,
mentre
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S’affaccia Marzo al limitare d’oro,
scuotendo il gelo dalle stanche piume;
risveglia il bosco e il suo perduto coro
mentre la neve si fa vivo fiume.
È un cavaliere che non trova posa,
tra lampi azzurri e nuvole di lana;
ora s’accende in
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Scruta lotta e scava,
il virgulto del bianco fior di neve,
il terreno reso duro dal gelo,
tenace il freddo affronta
e nell’impresa vince.
Delicata potente vita
simile a lacrima bianca,
che in animo custodisce
quel primo tenero
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Vanno gli storni per terra e mare
volando incontro al loro destino...
Volano in stormi veloci nel vento
e nulla li ferma, nemmeno il freddo
che inizia a fischiare dietro le ali,
creando figure in volo
che mutano in curiose forme
così come in
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 | Un refolo dolce
reca il profumo
dell’erba grassa
che ho qui fra me,
come un saluto,
e rende il sentore,
prorompente e antico,
del risveglio
e di quella ragione,
senza un senso vero
e accessibile,
ma insopprimibile,
per cui muoversi
e
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| Marzo apre le vene della terra
con dita di vento e luce smeraldina
un canto lontano di arance amare
trema nei cortili di cemento.
La luna si scioglie nei pozzi antichi
come un sogno che non osa restare
i cavalli neri del temporale
bevono pioggia
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Giri e danze amorose
si alternano sui rami frondosi.
Iridescenti e scattanti
a Marzo i colori dei prati
dichiaran al cielo e al mare
che la festosa Primavera
è arrivata.
La candida tenera neve
ancor sulle vette lucenti dimora,
ma ancor per
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 | Sembri ansimare d’un tratto
tepore e profumo li’ fuori
e un lieve capogiro
il giorno sgrana il suo sorriso
la vita si colora
la senti
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| Tre numeri che riescono ad accendere un falò
persino quando nel tepore del giorno
tutto stravolgono nel presentare sé stessi al mondo
gioia serenità calore profumi hanno il loro bel daffare
onde portare avanti la stagione
sanno bene cosa
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| Nel respiro obliquo della luce
la Terra inclina il cuore al sole
come un bicchiere colmo che trema
prima di farsi trasparenza.
È un confine sottile, l’equinozio
un filo d’oro teso tra due silenzi
la notte depone le sue chiavi d’ombra
il giorno
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Dice la Notte al Giorno:
<< Stavolta siam pari.
E questi casi non son rari,
ogni Primavera ed Autunno
è da riviver lo stesso dramma.
Siam uguali e congiunti
da un tratto verticale
indicato sulla global mappa
dalle umane intelligenze.
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Ti sento primavera
col vecchio tintinnio alla finestra
che preannunzia il profumo dei tuoi passi
felici nell’entrare assai odorosi
nella mia stanza aperta al divenire
che tenero e asservito
santifica le ore del mattino
coperto di fragranze
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Si è nascosta la luna,
la notte ruzzola cautamente
sui sentieri del tempo,
mi fa inciampare
nei macigni pungenti degli anni.
Trascorrono le stagioni,
se ne vanno
silenziosamente lontano
senza nulla chiedere
lasciando rughe in
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Basta narrar di candidi fiocchi di neve,
di rigidi geli d’inverno,
di bigie nubi nel cupo cielo,
or che è alle porte Primavera.
Con i sedati venti del Nord
e sospensione di pioggia battente,
canta limpido il cielo
sotto il raggiar del sole
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Il bosco svela il suo segreto antico
tra i ricami di luce e di smeraldo,
ogni radice è un vecchio padre amico
che tiene il passo della terra saldo.
L’acqua del fiume è un musico d’argento
che scrive versi sopra la pietraia,
mentre la danza
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7957 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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