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Le 7951 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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S’accende il pesco in un brivido rosa
nuvola mite che il cielo trattiene
ogni corolla è una tazza preziosa
dove la vita fa scorrere le vene.
Svanisce il petalo, cade la seta
e resta il nocciolo, cuore d’argilla
che sotto il sole si fa polpa
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentrro ville e nei
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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 | Tornano alla Luna,
lo dicono piano
quasi con paura,
come fosse un ritorno a casa
e non un salto nell’eterno.
Io invece qui,
inchiodato a questa gravità
che mi tiene le ossa e i sogni,
che pesa più del corpo.
Eppure ti guardo,
ogni notte.
A
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| coccolo dolce gambo di girasole piegato dal vento
campi di fiori che sbocciano il sole che ama
m inondo dei segreti palpiti della natura
fragile filo di erba che cresce nella rugiada amata
tornano le rondini uccelli striati d’un colore nero
crescono
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Ad infuriar tempeste di stelle cadenti,
vento a soffiar saline coste
impeto furioso e travolgente
catastrofi ambientali
a spazzar quel che incontrano.
Onde su onde,
risacca e mare forza sette,
onde giganti a travolger l’incanto
e frantumar gocce
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S’apre nel petto un varco, un raggio d’oro,
mentre il silenzio invernale si spezza;
Marzo ridesta l’antico tesoro
col tocco lieve d’una mite brezza.
L’anima scioglie i nodi del dolore
che la stringevano, freddi, nel buio;
or canta un inno
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Scende la pioggia e batte sulla terra
un pianto d’argento che lava il sentiero,
dentro ogni goccia una musica erra
scioglie le sue note nel silenzio severo.
Marzo è un sospiro che scuote le zolle
un’ansia di vita che preme nel fango,
mentre
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S’affaccia Marzo al limitare d’oro,
scuotendo il gelo dalle stanche piume;
risveglia il bosco e il suo perduto coro
mentre la neve si fa vivo fiume.
È un cavaliere che non trova posa,
tra lampi azzurri e nuvole di lana;
ora s’accende in
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Scruta lotta e scava,
il virgulto del bianco fior di neve,
il terreno reso duro dal gelo,
tenace il freddo affronta
e nell’impresa vince.
Delicata potente vita
simile a lacrima bianca,
che in animo custodisce
quel primo tenero
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Vanno gli storni per terra e mare
volando incontro al loro destino...
Volano in stormi veloci nel vento
e nulla li ferma, nemmeno il freddo
che inizia a fischiare dietro le ali,
creando figure in volo
che mutano in curiose forme
così come in
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 | Un refolo dolce
reca il profumo
dell’erba grassa
che ho qui fra me,
come un saluto,
e rende il sentore,
prorompente e antico,
del risveglio
e di quella ragione,
senza un senso vero
e accessibile,
ma insopprimibile,
per cui muoversi
e
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| Marzo apre le vene della terra
con dita di vento e luce smeraldina
un canto lontano di arance amare
trema nei cortili di cemento.
La luna si scioglie nei pozzi antichi
come un sogno che non osa restare
i cavalli neri del temporale
bevono pioggia
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Giri e danze amorose
si alternano sui rami frondosi.
Iridescenti e scattanti
a Marzo i colori dei prati
dichiaran al cielo e al mare
che la festosa Primavera
è arrivata.
La candida tenera neve
ancor sulle vette lucenti dimora,
ma ancor per
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 | Sembri ansimare d’un tratto
tepore e profumo li’ fuori
e un lieve capogiro
il giorno sgrana il suo sorriso
la vita si colora
la senti
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| Tre numeri che riescono ad accendere un falò
persino quando nel tepore del giorno
tutto stravolgono nel presentare sé stessi al mondo
gioia serenità calore profumi hanno il loro bel daffare
onde portare avanti la stagione
sanno bene cosa
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| Nel respiro obliquo della luce
la Terra inclina il cuore al sole
come un bicchiere colmo che trema
prima di farsi trasparenza.
È un confine sottile, l’equinozio
un filo d’oro teso tra due silenzi
la notte depone le sue chiavi d’ombra
il giorno
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Dice la Notte al Giorno:
<< Stavolta siam pari.
E questi casi non son rari,
ogni Primavera ed Autunno
è da riviver lo stesso dramma.
Siam uguali e congiunti
da un tratto verticale
indicato sulla global mappa
dalle umane intelligenze.
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Ti sento primavera
col vecchio tintinnio alla finestra
che preannunzia il profumo dei tuoi passi
felici nell’entrare assai odorosi
nella mia stanza aperta al divenire
che tenero e asservito
santifica le ore del mattino
coperto di fragranze
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Si è nascosta la luna,
la notte ruzzola cautamente
sui sentieri del tempo,
mi fa inciampare
nei macigni pungenti degli anni.
Trascorrono le stagioni,
se ne vanno
silenziosamente lontano
senza nulla chiedere
lasciando rughe in
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Basta narrar di candidi fiocchi di neve,
di rigidi geli d’inverno,
di bigie nubi nel cupo cielo,
or che è alle porte Primavera.
Con i sedati venti del Nord
e sospensione di pioggia battente,
canta limpido il cielo
sotto il raggiar del sole
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Il bosco svela il suo segreto antico
tra i ricami di luce e di smeraldo,
ogni radice è un vecchio padre amico
che tiene il passo della terra saldo.
L’acqua del fiume è un musico d’argento
che scrive versi sopra la pietraia,
mentre la danza
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Alle soglie del borgo, un fiume antico
distendeva l’acqua nel suo respiro;
aveva il passo remoto della luce
e in ogni ansa del pallido suo corso
pareva trattenere il tempo intero.
Lo chiamavano fiume della memoria:
serbava l’ombra immersa dei
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Umile, paziente amica terra,
concedesti passaggio ai miei passi
da quando dimoravo la caverna:
secoli passati inosservati.
In antico protetta da foresta
opposta al cielo, vicino a Dio,
scegliesti amici lampo di sole
e la luna di stelle
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Or divien dì lieto
al cantar de l’ugole in festa
al divenir d’un novello mattutino,
che l’umor allieta
Or germogli già risuonano
d’odorosi effluvi
a sprizzar di brezza lieta,
ridondanti su nell’aere
Or sì giunge primavera,
che’l tepor già sì
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Nuvole tinte di grigio, d’oro e d’argento,
che senza sosta seguite veloci il vento,
in cortesia ditemi per davvero:
avete visto la dolce stagione sul sentiero?
<< Chiedi al grande astro brillante
che dall’alto irradia da mattina alla sera,
ti dirà
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L’aria frizzante stamane
porta il profumo di fiori
e intorno nuovi colori
per l’attesa primavera.
Pur se marzo a volte impazza,
tosto un raggio del suo sole
fa spuntar le prime viole
con un’aura più leggera.
Una rondine ho veduto
arrivare da
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Dondolar flebile di foglie verdi,
supino sul caldo di mia terra
ti guardo e sento profonda pace.
Respira sereno il mio cuore,
batter lento, garanzia di vita,
noto e misterioso fluir di sangue.
Sommesso a tua danza s’affaccia
spicchio di cielo
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7951 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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