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Le 7952 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Ecco un merlo e un altro ancora
e poi in schiera l’aria sorvolar
sopra il mio e il loro cielo,
e poi sulle erbette e sui campi dissodati
a cercar leccornie per il lor palato.
E i cardellini cinguettano tra i rami
non ancor di gemme
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 | Come tutte le cose del mondo,
anche la rosa, regina dei fiori,
vanitosa e profumata,
col tempo, poco, lentamente,
dopo aver sfoggiato la sua bellezza
nel giardino degli occhi di chi la guarda,
piega la bella e odorosa chioma rossa,
perde le
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Quel ramo quasi spezzato
che sfiora la terra
pareva già morto.
E invece ecco, che,
da un giorno all’altro
s’adorna di piccole gemme
pare un miracolo
quel verde più verde
dell’erba d’aprile
e trema lo sguardo al pensiero
che il vento possa
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Oggi nel mezzo di febbraio
la natura di risvegliarsi
attende e di riprendere i colori,
io lungo un sentiero i passi
muovo su un sentier racchiuso
tra una piccola boscaglia che
alle sponde qui vicine del Ticinello
del Ticino figlio si
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La musica allegra
brillante ed effimera
delle cicale e della primavera
vola lontano cercando
il suo nido perduto
nelle meste note dei violini d’autunno,
toccanti melodie
che annunciano la morta stagione
e feriscono il cuore.
Gli alberi
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Il tempo è sempre un po’ pazzo,
io sono nato a marzo.
Freddo, caldo, pioggia, neve, sole,
cadono le ultime foglie
mentre qua e là spunta un fiore.
Vento di scirocco s’alterna
a tramontana e la
primavera si veste di neve.
Torna l’inverno sul
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Sul tiglio che di riinverdir
nel tempo primaveril attende
sui rami scheletriti al cielo
volti come a implorar la stagion
dove il dolce zefiro qui spira
le ultime gocce dell’ultima
breve pioggia di febbraio
qui si imperlanon tutte lucenti
al sole
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Come d’incanto
si materializzano
apparendo
come figure dantesche
da una fitta nebbia grigia.
Avanzano
sotto il picchiettare
di un’ingannevole pioggia
tra i faggi opalescenti
e le Croci.
Ansimando
per aspri sentieri
s’inerpicano
mentre
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La solitudine del bosco
è un’ombra
che scivola lentamente
verso il gelo della sera
Nessuno è passato
lungo questo sentiero
ed io mi rifugio
nel mistero del buio
Nessuno ha pensato
di cogliere le foglie
all’ora del tramonto
quando le fate
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Una farfalla bianca la luna.
La terra
un profumato fiore azzurro.
Gustoso per la
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Petali a sfogliar misture colorate,
essenze di profumo ad inebriar aria.
Petali a volteggiar nel vento ed aleggiar d’amore.
Sfaldano le corolle in nuvole di petali
tappeto a concimare il suolo.
Vivere e morire e colorar la terra
da boccioli a
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Del volo delle rondini attendo l’arrivo
come i corsi d’acqua che si riversano a mare,
e già nell’aria si ode quel brio
una strana e buffa sensazione del cuore.
Scorrono le nuvole cinte dal vento
con pensieri sparsi e mescolati al mondo.
Vorrei
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Fiocchi di neve su tutta la terra
cristalli di ghiaccio come in una serra
di fiori bianchi, dove qualcuno ha innaffiato
con il pianto del cielo, immacolato.
Fiocchi bianchi e tramonti vermigli
fiocchi morbidi come conigli
brina boschiva e
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Tristemente villaggio minerario
sul punto di sprofondare,
dall’altura dove si vede il mare,
scomparendo nell’oblio della memoria
dove non c’è né arte né storia.
Sud Sardegna,
dove d’asfodelo tutto s’impregna,
tra Masua e Buggerru,
i ruderi del
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Pendono le mie labbra
dalla tua bocca fine,
arsa di parole,
che
volteggiano
in cerchi
tra le fronde dei pini,
descrivendo
soavi correnti
in questo cielo
iridato.
Oh, Musa! Il tempo
non più assolve
i tuoi vezzi leggiadri,
che dolcemente
si
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Son nudi i rami del giardino
ove timidi volano gli augelli,
ora tra coriandoli di neve
ed ora tra canti d’azzurro cielo.
Ed io dalla mia finestra opaca
il tutto ammiro e resto lì,
a guardare fino a sera,
quando un lamento d’usignolo
il silenzio
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 | E’ lei l’ultima
la più nostalgica
la più lenta
la più anziana
L’ultima rondine libra pesantemente in volo
sa che non tornerà
segue lo stormo
se ne sente attratta
Ma il suo cuore rimane lì
come il suo sguardo
dove il calore estivo è stato
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 | Collina a me cara che segni
l’orizzonte dal mio affaccio,
dove miro vestire stagioni
sul dolce declivio di coccio
Trafitta da tre croci di vento,
spettri su un Golgota spento,
impalate a corrompere il cielo.
Solo la nebbia col pietoso velo,
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 | Deboli brandelli di sole
filtrati da nuvole sfrangiate
nel mattutino dorato:
presagio armonico
nel vasto chiarore dell’alpeggio.
Di tanto in tanto
i campanacci
frantumano silenzi aerei.
Agosto, consapevole, avanza
adagiandosi su fresca
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| Verde il prato di fiordalisi pieno
in distesa infinita d’intenso ciano,
laggiù si perde tra dolci colline
nel quieto paesaggio senza confine
ed io in silenzio basito ammiro
si tanta beltà con profondo respiro,
m’illumina l’anima tale
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 | Guardo l’immenso infinito
passando da silenzio a silenzio.
Luccicar di rugiada,
stelle del mattino catturano
gli occhi
distratti da pensieri.
Mi incanta magica natura,
mandorli a gemme
sprizzano soave fragranza,
l’aria s’inebria di profumata
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Sapessi luna i ricordi che
emana il tuo chiaror notturno,
stupore ad ammantar orizzonte.
Notte sonnambula, misteriosa,
notte di luna piena ad
apparir su trasparenti vetri,
magnifica, lungimirante,
effimera nostalgia.
Argentea brezza e,
sguardi
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Onor a te che ogni tuo petalo
forma un macro,
corollario ad aggirar se stesso
e fiore a fiorir in simmetria vegetale
colori smaglianti d’avvenente mistero.
Onore a te Dio della quasi perfezione,
agli occhi di beltà vestita,
fierezza fioritura
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 | Tra nuvole di suoni
e di colore
l’improvviso nereggiar
del temporale
quando del giorno
rimane solamente
una vampa
arancione all’orizzonte.
Del mare screziata
da strisce d’argento
l’onda sfiorata
da un fievole sole
voluttuosi
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Distesa di colori e
ciel s’arrende a
codesta bellezza che risplende...
Un cuor s’eleva alza ed invola,
disteso pacifico vestito da bonaccia...
E’ un muscolo gioioso e addolorato,
di serenità fatta sincera,
serena valle ad eco boreale
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 | Mal vedrò forse l’eterno sole
e tutto ciò che vibra intorno
all’orizzonte che ondeggia
specchiandosi all’infinito
sugli arenili abbacinati.
Si può presumere la fuga
dei silenzi sì profondi
che nel tempo si ravvisano
nei deboli fruscii dei
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 | Nasce nuova giornata di pensieri vivaci
cala dal roseo avvio celeste,
viaggia nel notturno riposo delle braci
schiera già in chiara veste
di felici moti posati sulla porta a vetri
della vecchia serra
nell’incanto di un roseto potato .
In tempo
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Piove il cielo
lacrime di purezza
fiocchi leggeri,
a sollevare il cuore d’allegrezza
stupore,
fra spazi aperti di
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 | Nell’incavo del grembo del tempo;
stando in ascolto della natura
nella misura che mi consentiva;
m’ inoltravo nell’infinito
ove non esiste il prima e il dopo;
lasciandomi abbagliare
da improvvisi brandelli di nuvole
stracariche di radiose
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L’ultima carezza
aveva lasciato il bosco
caduta in un attimo
come le foglie
Quando arriva
il gelo dell’inverno
e i rami restano spogli
in attesa di un sogno
L’aria
non era troppo fredda
ed io sapevo
che prima o poi
Sarebbe
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Al tenue tepore
vano s’arrende
e, senza riserve,
il vergine manto
è vinto dal sole,
ritorna a cantare
il vecchio torrente
e sfratta dal letto
l’ignavo letargo,
incede, sospeso,
un avido uccello
nel prato riarso
or trova ristoro,
lento si
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7952 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1051 al n° 1080.
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