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Le 7952 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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 | Di questo vento
che scuote e rompe
la cresta delle onde
e si insinua tra le crepe dei muri
spezzandone l'incerto l'equilibrio
non riconosco più la voce
e della pioggia
che si gonfia
in fiumi di paura
soffocando di melma
la bocca
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| il riccio si fa la permanente
mio figlio ha due palle di neve in fronte
tu non disperare se ti crescono i cannoni nel cortile
nulla è più come allora
ci si odia dal tramonto all'aurora ci si spara in ogni dove
la natura ci ha
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La solitudine ha un suono
molto più potente
del silenzio, compone la sua
melodia sullo spazio
tra le fronde della sera,
sul mare spento delle onde assorte.
Si susseguono gli istanti
appoggiati alle corde
filiformi degli anni;
sulla
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Io solo sono
quel che ero
io sono il vecchio padre.
Sono quel che immaginavo allora
quando le fragole erano altri profumi
il latte era aroma
il pane profumo nella via.
Io sono il vecchio padre
siedo ancora su quella panchina
mentre la villa
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curvi i rami verso il cielo
come mani in cerca di certezze smarrite
attorcigli il tronco
attorno alla terra che più non ti nutre
ma che si dissolve portata via dalla pioggia
scarnito il volto
di compagno vento
impazzito
non trova
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 | E l’uomo ti ha spezzato
il cuore dentro
lasciandoti da sola
in questo cielo
col sole insofferente
e malaticcio
col vento che ti stringe
al suo capriccio.
E l’uomo ha tramutato
ogni tuo frutto
sporcando il volto
un tempo il più
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Non salire
su quella montagna,
lassù c’è tanto vento
e fa molto freddo.
E’ così alta:
potresti facilmente
toccare il cielo
con la punta delle dita,
come potresti pure perderti
nel mezzo di una bufera
di neve.
Osservala
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 | Se ne stanno gli alberi d'autunno
in silenzio
quando la voce si perde e scocca l'ora,
la dissolvenza del verde fogliame.
Implorano le foglie
le parole di un tempo e l'ombra
quando nelle braccia protese
si frangeva il vento sui lembi delle
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Spettacolare il cielo
di un rosa azzurro
caldo e circolare
coi suoi tramonti
a toccare il mare
con le sue nubi
fresche e rugiadose
e le sue piogge
terse come spose.
Straordinario il mare
di un verde giada
tronfio da ammirare
con le sue
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Nei margini di istanti
ormai nella storia di chi
i ricordi non svaniscono mai.
Di chi un tempo,
adagiati ai piedi di un albero
respirava l'energia positiva
della terra,
il profumo e ossigeno emanavano vita,
Gli innamorati amoreggiavano
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 | Eri una terra tutta latte e miele
con le mammelle gonfie d’ogni bene
e il solco maturato dal tuo sole
offriva eccelsi frutti alla sua prole.
Eri felice ricca e sana dentro
coi tuoi poderi pregni di fatica
che con le braccia l’uomo
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Apro la mia finestra che dà sul cortile della vita
e niente di ciò che appare mi consola
dove un tempo regnava incontrastata la natura
ora si espande a dismisura
quella discarica chiamata progresso
e non posso che pensare se davvero ne
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E sognavo di te prima che gli occhi
ti cadessero dentro
sublime veste indossavi
al ripetuto appuntamento di ogni giorno
dal finestrino della corriera.
Eri un mare di verde umido
prato sotto il noccioleto
senza macchia o grigiori di cemento
solo
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Qui c’era il giardino della giovinezza
mia ove respirai d’amore oh quei primi
baci che all’animo portarono dolcezza
una panchina fiori profumi in primavera
e di un tiglio l’ombra nella calda estate
lì volavan in autunno variopinte foglie
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Non è più come allora.
L’estate,
raccontava d’un azzurro
così intenso da accecare gli occhi,
del mare calmo
e del grano dorato sfinito al sole.
La primavera,
impaziente,
aspettava le rondini,
e i passeri,
sulle
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Mandorli in fiore danzano armonici,
al suon melodico della natura,
profumo soave si spande per la via,
sensazione onirica cuori cattura.
Letizia, gioia si lascian trasportare,
lievi planano sull'arcobaleno di colori,
tramonto tinge cielo
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 | Gocce d’amore scorrono
Su dilaniata terra
dove i passi della vita si perdono
nella notte dei tempi.
E nel brusio del silenzio
brace rovente all’imbrunire langue
dentro un deserto d’anime
i cui respiri esalano
lungo le antiche trame
di
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Stanca
di un cielo invisibile
dove sbiancano i colori
e le rondini
non volteggiano più
del mare che nasconde i tramonti
e sulla riva porta
i singhiozzi infuriati dell'onde
e il grido solitario del vento
di fiori calpestati e
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Non è più lo stesso profumo
la stessa atmosfera
il sapore nella bocca
la cantilena
Non è più lo stesso vento
lo stesso sole
lo stesso amore
lo stesso Dio
le corse a perdifiato
capriole sul prato
fotografie
Non
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 | Dal cielo un po’ offuscato
precipita pioggerellina
che raramente si percepisce;
oltre ai rumori indesiderati
nella presenza di tanta armonia.
Oh natura! che dialoghi ovunque
nel fascino, nel mistero
e ti dilunghi all’infinito
tra luna, stelle e
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| Vivo qua
Dove il buio
Consumerà il tuo cuore
In abito di sposa
Dove il fertile amore
È il riflesso dell'immensità
E la tua danza
Come la luna
Senza ridare il tempo
Nell'arcobaleno della tua pelle
Nulla è come
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| La mia corte
non è come allora,
come quando avevo
le scarpe sempre rotte
e le tenere ginocchia
con quelle leggere ferite.
Non c'erano a quei tempi
cancelli e serrature,
tutto era aperto e tante corti
non avevano padrone,
così noi
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Un cane con la
coda mozzata
un fiume che
sbava come un
lupo mannaro.
Un ciliegio triste
tra le crepe di
una terra senza
più vita
un dialogo tra
l'essenza delle cose
ed un giorno che
si perderà nel
buio della sera.
Un
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Nuda è la terra, così esposta
al gelo dell'inverno e la pioggia
che cade sembra plastica.
Visioni di un mondo che perde
ogni giorno spiragli di luce,
e nelle notti lunari, il cielo sfiora
l'abisso.
Grandi schiere di uomini
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Si diventa vecchi all'improvviso
si seccano i pensieri
come foglie di banana informicate
sotto un sole tropicale.
Rapidi svaniscono i volti
fluttuano come fantasmi evanescenti
scordi il nome delle cose
e la mente vaga.
Ricordi solo qualche
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 | Si sbriciolavano le ore nel freddo
del’attesa
in geometrici battiti di ali che
ignari si sovrapponevano al’aurora.
Orgoglio e passione era quel fare censimenti
nella cognizione di un lavoro non pagato,
un fuoco giovanile, un seme di esperienza
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| Sento ancora quel tanfo
alla gola
di esumate sembianze
finite.
Nella cupa certezza,
a distanza di due calendari,
ricostruendo una lenta agonia
d’ immatura vecchiezza
ho cercato mio padre.
- Un’immagine sfatta,
indistinta
e più
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Ho atteso riannodando
cieli azzurri
il dolce cinguettare
di sussurri
volendo dare luce
alle tue stelle
ma i cieli ne hanno riso
a crepapelle
e il sole ormai privato
del gioire
rimanda coi suoi raggi
le tue ire.
Ho atteso che ci fosse
un
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 | Ero infante tra monti e valli
nel bucolico sentimento dei prati
satellite il mio rifugio
nell’immensità del grano
che respiri inibiva al soffio di folata
Allegro tra beate colture
il treno fischiava nei campi
e le stelle dominanti
nel
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| Sbiadita e lucida
la forfora caduta
sul lacero bisbiglio
Incombe tra le sparse foglie macerate
nella presente terra
Ogni tenerezza che porta in serbo
l'azzurro della sera schiarisce
le distanze tra l'oggi e lo ieri
che intravedo a
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E si specchiava dentro un mare blu
felice del suo fare da riparo
ma il mondo del bel tempo che già fu
giocava con le carte da corsaro.
E si mostrava gonfio del suo io
legato alla più folle fantasia
ma il sangue nelle vene in un
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7952 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2911 al n° 2940.
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