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Le 7903 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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 | Settembre.
Alla fine della bella estate
siamo tutti in perdita ...
Qualche sirena, ancora si specchia nell’azzurra acqua salata;
Vanitosa, si pettina seduta sugli scogli di Mergellina,
sotto il disco caldo del sole.
Danza il mare,
si dimena tra
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| Migrazioni
zingari nel cuore
animali migrano
il suono delle balene
orientazioni stellari
musiche orientali
sedentari mai
ma proiettati in mille dimensioni
filosofia del camminare
mentre ricordo pascoli verdi
dipingo il viaggio
dinamico e
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| La furia del vento del sud
ha imperversato possente sull’arenile deserto
lasciando di se lunga traccia, che in questo mattino
radioso sembra sfidare a capirne il perche, evidente
dove più dei suoi colpi la sponda ha sofferto
ora appena
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 | Sull’umida borraccina
già la pioggia scende
limitando la fine del giorno.
Tremolano le tenere foglie
cadendo dai rami anzitempo
nel meriggio traboccante
di solitudine e uggia.
Non rallenta la natura
il suo rituale corso
al mutarsi degli
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Lambisce l’acqua corpo ammiccante
quasi fosse amante, inarcato, abbandonato
al piacere d’assaporar sospiro di zefiro birbante,
in ultimo istante.
Soffio vitale che dietro coltre di cielo, regala
refrigerio, spuma che ruzza gioiosa
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Respiro e incanto, inferno e paradiso
Quando si sveglia l’Etna con feroce ruggito
la lava scorre, brucia aranceti e grano.
La sua bellezza è gonfia
d’alghe e di cielo corallino.
Ammiro i prodigi del suo cielo
i mandorli fioriti in pieno
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Come sono lontane
le albe d'avorio quando
il cielo si tingeva d'indaco
e i fiori sbocciavano freschi
di rugiada, mentre le rondini
rassettavano i nidi.
Ora guardo le rose che
sfumano i colori, e piegano
il capo inerti, senza il ronzio
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Non son adatto al coito fraudolento
né incline all'ultimo bacio salivante
bidone inspiratutto
mi vesto d'occhiaie precoci
gomorra non dichiarata
sodomia non applicata
al gelido cliché del vorrei ma non voglio...
so di canfora
d'un
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Bellissimi frutti estivi
E densa esistenza
Abbracciano il mare
Sui binari d’oro
Ulivi secolari
Tra colline,
Gocce di olio
Esaltano i cuori
Nel magico grano
Di spirito allegro,
Il mondo tace,
Ascoltare
La ricca terra
Fatta di gioia
E
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Pian piano subliminale confine
delineava il suo passaggio in
carovana di nuvole che
come artista tratteggiava
lo stupore della natura
esplosa nel suo firmamento
rendendo grazia e miraggio
a chi la contemplava.
Sospese nell'aria in
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I fumi lontani
che s'alzano dai fianchi montuosi
sembrano richiami visivi
per continuare il tragitto quotidiano.
Solo quel verde è linfa che scorre.
Dal cascinale di pietre
gli occhi di finestra osservano l'orizzonte.
É un
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Un'altra estate avanti a me si chiude
tra lo sguardo dell'onda spumeggiante
che col fragore tonico e armonioso
il mio spirto lasso ha rigenerato.
E settembre tra grappoli ritorna
di nettare odoroso che il core allegra
mentre il solerte contadin
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Fiordi di nuvole
frastagliati dal sole
levigano il cielo
scavando nel blu
Sospinti dal vento
al pascolo dell'altitudine,
caldi raggi, bagnati di luce,
piovono sul mare
annegando nell'onda.
Sulle creste di ciò che svetta
il sogno
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Si è ridestato il canto
delle querce a dei
castagni e incalza il
rosso folgorante dei
ginepri.
Il cupo verde dell'edera
avviluppa i tronchi
togliendogli il respiro
mai sazia d'amore.
Irrequieto il vento
soffia tra le foglie
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 | Sa ascoltare il sibilo
del vento che s’appiglia
ad ogni petalo lilla
e lieve l’accarezza,
per rubarne il profumo
che sa di purezza,
sì da donarlo ad ognuno
ed ognuno inebriare.
Respira piano nell’aria
sazia di tenerezza
e taciturno, nel
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 | Nel cielo incarnato
folte nuvole si diradano,
il sol occiduo
precipita allo sguardo,
spento il suo riflesso,
un raggio smorzato
saluta il
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Forse solo voi
vecchi ulivi, spezzati dal tempo
distorti dalla sete
separati dalla vostra essenza originaria
coi vostri lugubri occhi stanchi,
grevi, ciechi
avete afferrato per un attimo
l'immanente essenza del Viaggiatore.
Il vostro prossimo
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Brezza di vento sferzante
arriva da un mare spumoso
che increspandosi mostra i suoi muscoli
in un alternarsi di colori magici.
Un bimbo sul bagnasciuga gioca
col suo vecchio aquilone
mentre il cane ansimando
riporta indietro il bastone.
Vele
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Dal lentischio profumato
celato tra le fronde,
di piume come culla,
si leva come un coro
un lieve cinguettio
Osservo incuriosita
Tre pulli ancora ignudi
col becco bruno e giallo
han fame di sicuro.
Attendo un po’ distante
l’arrivo della
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 | Un altro vento
vestito d’argento
oltre il sole d’oro
attorno
i colori d’anima
solfeggiate
del lamento della terra.
Così si piegano
i desideri
nei silenzi siderali
abbracciare
le gocce di benedizione
si annodano
in sfere di
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| Orme d'odori
stralci di Luce mangiate dal Sole
Il sudore si scioglie
lieve, nella pioggia
La v. ati nella neve
Mi chiesero d'Insegnarmi a Vivere.
Di programmare comode prigioni 3d
Realistici solidi ologrammi
Madre Natura traslucente
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| Appurato che in scienza e coscienza
ampio il concetto metafisico
in cui la visione dell’eterno
assume sembianze di rocce insidiose
con millenni di visioni;
scena che muta al passar dell’ora
come gli umani pensieri che si stroncano
nel momento del
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| I tralci soccombono
carchi di frutto
in dritti filari
di scuro screziati,
alla fine di Agosto.
Il grappolo maturo
alfin era colto
da man delicate,
per sua pigiata
ancor con i piedi,
per spremerne 'l mosto.
Il cancello d'accesso
al grande
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Solleva, o mare,
bluacee onde
contorte, arrabbiate, dirompenti.
In mille schiumose gocce fracàssati
sulla spiaggia deserta,
mesto paesaggio invernale.
Infrangiti sulla riva
solcata dalle mie orme,
ingrossati al cantar delle
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Fuoco alle pareti
e nulla che non sia pioggia
ad attendere il velo della sera
che disarma anche nell'ombra
Danza nelle nubi
con il vento che non sa piangere
qualche goccia di nostalgia
abbandonata alle cose di ieri
Non voglio entrare
in
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 | L’alito caldo del sole rallegra la collina.
Posillipo è gioiosa.
Cerco ombra sotto mani verdi.
Ventagli distesi nel vento.
Sdraiato resto,
nella vestita terra d’agosto.
Evaporano pensieri,
dentro spazi aperti si smarriscono nel
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| Salire verso l’alto
per omaggiar la croce,
splendore e ardore
per chi si avvicina
non sentendo la fatica
del lungo camminar.
Alta sul monte e sola
domina la valle
e tutta la sua flora;
piantata sulla cima
da gente che lavora
regna
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Giacevo sdraiato
sull’erba di un prato,
lo sguardo era perso,
quasi annoiato,
nubi biancastre
sospinte dal vento
procedevano pigre
con incedere lento
La mente vagava
in quel clima sereno
finché in un punto preciso
la vista incateno,
sospesa
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Così dolce su per il pendio dorato alita
la fragranza della vigna gravida di frutti
da sfiorar la terra, che obliar mi fa di
ogni tristezza e d'ogni affanno...
E son mille e mille testoline sfavillanti
al sole ove l'autunno ha disegnato
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 | Nella golena sommersa dall’acqua
naufragano fischi di merli
incuranti dell’umida alba.
C’è ancora spazio nell’alternarsi
del giorno e della notte
dove il vento soffia
e la luna sbiancata; guarda
dubbiosa l’erosione delle ore.
Sgomenta di
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In un'acqua immobile, azzurrina che di
mirabile metallo tingon le canne dalla luce
argentina, quieta, sul far della sera una
gallinella dal becco innevato s'aggira a
schivare gli steli per tornare al suo nido...
Presto il sole che dagli alti
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7903 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3121 al n° 3150.
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