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Le 7955 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Davanti un piccolo
insignificante
tarsio,
o a chicchessia,
amici miei,
m'inchino
deferente
specchiomi umilmente
d'ignoranza vestito.
Mistero
e vita viva,
e mentre m'illumino
di gioia
dentro,
profuma di sandalo
il mio
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Soffia il vento nella brughiera
racconta la vita,
da mattina a sera.
Scorre l'acqua giù fino alla valle
gocce impetuose
non puoi fermarle.
Se
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 | Tra le masse bianche opache
delle nuvole
sprofonda il sole
con i suoi raggi gialli
insolentemente brillanti.
Si diffonde la trasparenza
della sera
che precede il silenzio
della notte
con i suoi monotoni rumori.
Avanzano rapide
le ombre
e
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| La densità delle nuvole
ti spinge ad immaginare
cosa si può nascondere
tra un vapore fertile
e un'oscura minaccia.
In fondo resta sole
oppure luna
poi una sola goccia
che fa mare
ed una spada
che induce a
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| Incalzata
da refoli di vento
che dell'inverno
sciolgono i ricordi
nuova primavera
bussa
ai rami di alberi
che ancora incerti
hanno ripreso
a germogliare.
Fisso
macchie di luce
contro l'erba
di prati
ieri dilavati
che,
sotto gli zoccoli
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Aledam |
18/03/2014 16:44 | 1761 |
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 | Anche il tempo è incerto
per queste vie trafficate
e, m’è difficile dissipare
paure e giorni infausti;
le foglie si mescolano alla mota
e l’attimo par che s’arresti
quando spira la furia del libeccio.
Dopo la sfuriata,
nel viale dei tigli
la
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Or che la bella primavera avanza
e il volto porge al sospirato sole,
i petali del pesco fan la danza
tra mammole fiorite e fresche viole.
Si schiude ogni corolla nel mattino,
al volo vanno i passerotti implumi,
l’erbetta si stiracchia e fa
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 | Sono libero quando guardo il cielo e mi trasformo in esso.
Sono libero ...
Quando spiego le ali e divento gabbiano,
aquila, rondine e soprattutto, stella.
Libero ... quando nella foresta divento leone,
giraffa, poi, zebra e antilope.
Quando salto
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Barriera corallina
dipinta di rosa,
sei fiore di sposa
regalato al mare,
omaggio
al ritorno del suo amore.
Seno ornato di coralli
a forma di fiore,
le spine tengono le doghe,
è il dolore del tempo
che sembra non passare.
Arenile rosa
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Alfin m’è dolce ‘l ciel primaverile,
e queto m’è lo spir che irrora ‘l vento,
e lei che veggo, gemma femminile,
a’ boschi cresce, ov’io spesso m’assento,
e a ridestarsi va un muto fienile
del ruminante al son del labbro lento,
e
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The silent waves of the ocean
are dancing on our eyes,
beautfiul landscape of eternity.
No man can leave this place,
marvel and wonder are his keep
beneath our human skin.
A melody sings far from the hoofes
of running horses and
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Su’ un orno giacesi una cingallegra,
e canta al verno che lento perisce,
e assaggia ‘l sangue d’una gemma negra;
e sogna ‘l limpido e bel suo piumaggio
ciò che più in cor contenta preferisce:
un ciel d’aprile, e una rosa di
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perle d'asfalto
sulle rovine aperte
dal tempo nero (D)
Fuori il sole prometteva stagioni vuote
con le sue tempeste di vento leggero
e l'inutile destriero del cielo lucido
a seminare spore di primavera verde
Dentro le parole andavano
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Lampare allo specchio
linee e tondi di luci
scarabocchi di gesso
in tremula lavagna.
Obelischi marinai
misteriosi, bui, ritti,
capitani e polene
su smilzi velieri.
Sfondan l'orizzonte
ombre a fender il mar,
sfuman oltri i moli,
luce rossa
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Oggi era basso il cielo
e la rugiada baciava
le gemme aperte dal vento
nel profumo amaro
delle piccole malinconie di fiori.
Succedeva il silenzio
tra archi di nuvole
in caduta libera
sul fondo della valle
per ogni foglia che nasceva.
Ho
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 | C’è una sorta di musica nell’aria
in questo malinconico autunno;
col plenilunio pallido e glaciale
s’addorme nel canto la speranza
forse presagio di tempo incerto.
Al limitare della visuale
nella notte triste e solitaria;
la luna tonda gioca a
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Non pretendo più i colori vivi
di queste primavere uccise,
non il cielo sordo e maledetto
che rende l'azzurro del suo velo
Non chiedo di morire nel silenzio
con il tepore delle strade
appena colto nel suo inganno
di primo sole, angelo
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 | Vento,
portami fuori da ogni cosa:
nel profondo del mare
dove il tempo mi corrode,
portami dove le stelle si estinguono
e il sole ribolle,
portami nell’ignoto infinito
dove il corpo si materializza,
portami nel nulla, colà;
nel principio;
dove
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| Eterno carme del poeta
che dei suoi versi, mi onora.
Il mio profumo, ogni cuor allieta
e di serenità l’aurora colora.
Sono una rosa
souvenir e viaggio di bisbigli
viavai di vita religiosa
avvolta, a volte, d’artigli.
Sono una
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| Or s'affaccia per risvegliar la terra
da quel letargo greve della notte
ed or s'asconde dietro nuvolette
di vapori carche e boccioli aulenti.
Torna l'augellin a cantar tra i rami
e la lucertola fa capolino
tra pietre e frasche ancora
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| Oggi la natura si racconta
con versi forti e lenti
confusi
in un'armonia di fiati fischiettanti.
C'è piazza grande fra gli ulivi
si odono picchiettìi di uomini
solitari
riparatori di porte e panche arrugginite
mestiere domenicale
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Piove stasera...
tra l'odore salmastro
ed il suono del vento tra i giunchi,
mi lascio bagnare un po' il viso
ritorno bambino...
riempiendomi gli occhi di vita,
il falco volteggia sicuro nel cielo
e non lesina sguardi,
il fiume rallenta e in
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Il Marzo opulento s’ingrassa
di nuovi germogli d’erba fresca
e dilata i giorni, sempre più adorni
d’intensa luce. Gioiscono
i cuori della mite Primavera
che recita l’annuale atmosfera
d’aspri profumi cosparsa.
Vivifica i colori, Marzo.
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Piccolo sasso caduto nel lago
all'orizzonte pian piano s'allarga
in variopinti concentrici cerchi
ch'al ciel s'uniscono pieno di stelle.
Piccolo seme dal vento disperso
affondasti in terra grandi radici
ch'or son diventate rami fioriti
di
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 | E’ tardi! E’ tardi e incombe già la sera
l’ascesa del crepuscolo solerte
con gli ocra i bei vermigli e gli ori adagia
sulle sponde adrïatiche deserte.
Su seta gli ornamenti del tramonto
la brezza lo accarezza il gentil velo
bisbiglia anche il
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| Da questo silenzio
primordiale
nascerà la primavera,
dall'ultima notte del mondo
sboccerà il proto fiore
dell'era d'amore,
il nuovo respiro dell'uomo
s'accorderà
con le sottomarine stagioni
per la rinascita,
per nuove
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Febbraio corto, fiacco e riottoso
spende i suoi ultimi spiccioli di inverno:
si azzuffa il sole tiepido con minacciose nuvole,
sbuffa tormente gelide, vomita pioggia e grandine
e tarde nevicate imbiancano il tappeto erboso.
Ma ho già
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Breve spazio d’azzurro
taglia nubi di piombo
lontanamente ruggenti
tempeste rattenute;
ma ecco
al mio fervente sguardo
mano di fiamma volge
con cruna di saetta spesso
filo di cotone con gugliate
plumbee, rammenda
il sorridente sdrucio.
E’ ora
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Il sole nasconde un suo raggio tra le mie ginocchia,
trafigge il vento i miei capelli mentre guardo.
Negli inferi accesi vedo muovere il pianto del mondo che spira
impiccato dalla corda dell’ indifferenza.
Ucciso da mani esperte d’egoismo giace
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 | Ed ecco che è già primavera
sui sassi, sul fiume che corre
sul filo dei panni ridenti
sui colli, sui molli sorrisi dei cigni
si gonfia la gonna si sfilan le scarpe
pannocchie rigonfie, papaveri rossi
e i mossi capelli sui plaid
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 | Sfrondati,
essenziali, eloquenti:
rami secchi,
la cui vita silente
s'attarda, nel molle
interiore.
Scrocchiano
alla furia del vento,
sillabando tenaci.
Preme, vinta
da sofferto splendore,
effimera bellezza
sotto scorza:
eppure,
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7955 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3481 al n° 3510.
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