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Le 7904 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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 | Sì bello il territorio, rinomato,
dall'uom ridotto da mozzare il fiato...
Bell'accoglienza dà presso lo scalo!
Su rio Galeria,
in tempo dei Romani "Mola Rupta"
o come alcun sostiene
ché d'un malvagio
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 | Incolori diamanti sparsi,
tra la schiuma di nuvole
e le onde dei timidi versi
ti raccontano fragili favole.
Mentre mostri la forza infinita,
che travolge ogni cosa che trova,
questo mare che bagna la vita
e t'annega il pensier di chi
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| respiro umido
la valle è un circolo di luna
tra la corteccia e l'anima
un ramo teso nella bruma
s'alza il vento freddo
dalla montagna arriva
fin sopra il ciglio
della campagna scura
ondeggia e si ritira
sulla terrazza vuota di casa
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| chiome
spoglie da foglie
specchiano, sagome scure
Tra il lieve andare del fiume
di bianco innevato
colore
Tace l’ intorno nel meriggio
che d’ ore sprovvisto, già muore
Tronchi dormienti, colmi di neve paion spettri
di grigio vestiti
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le gocce nere
piante dal temporale
in un inverno
Il signore delle piogge aveva freddo,
apriva il manto delle nubi controvento
nelle notti tese a sogno su un ricamo.
Perché le parole erano sempre fiori neri
Le albe predicevano sventure,
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Piove sui tetti delle case,
sulle pietre sconnesse dei vicoli.
Piove sugli alberi ignudi
sulle aiuole e i giardini.
Piove sull’ombrello floreale
di una vecchia signora.
Un cane randagio fa la doccia
dietro un cassonetto del comune
e per un
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 | S’ode il risveglio del vulcano
e paventa l’umano essere
laddove resta
silente ed immobile al suo fascino.
L’urlo della bocca squarcia il cielo
fino ad uscir dagli inferi
vorticose ed infuocate lingue.
Anticamera infernale
ove cupi i
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Oh cielo avverso
che digrigni i denti
all'universo,
mi duole il tuo rimorso
se ti avvicini all'amata terra
sul dorso di nuvole nere
che da cattive forestiere
spaventano chi sovrastano
sul loro corso.
Cresce la rabbia
mentre sussurri al
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Dei invisi
dai raggi dell'odio
percorrono
quel viale lucente
ammantato di sabbia
e di niente.
Lunga carovana...
esodo silente
di stelle ferite
da soli lontani...
perdute si ritrovano
sopra lampioni
tenendosi le mani.
Serene e
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Natura,
dai mille colori vestita,
si desta a nuova stagione,
ne ribalta il consueto grigiore.
Natura,
che tutto comprende e giustifica,
dona profumi e lacrime,
perfettamente dosati
nell'equilibrio del creato.
Ogni giorno,
un abito diverso
al
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 | Un'azzurra libellula
si librava sopra un fiore
fremevano le sue ali senza
alcun rumore.
La attendeva sorniona,
la solitaria rosa dai petali
d'oro, mentre gli ultimi
grilli intonavano un
armonico coro.
Si spogliavano i rami,
eran quasi
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Giù della scoscesa rupe austera che il pelago
sovrasta, tra spettinate chiome di ginepri
aulenti e rosmarini in fiore, mi sorride il volto
azzurro del mare mentre, come vele lontane
gonfie di brezza, bianche onde appaion.
Dai mughi
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Sto
immancabile ai miei risvegli
letargica radice
Semplicemente autunno
ed ogni foglia pare un fiore
da stropicciare
- nebbie-
separano i campi brulli
dal verde maggio
d'un ape che bombisce
Guarda!
La campagna...
non è che un
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Il tempo invecchia...
Muoiono i faggi,
s'ammuffano i mari;
inondate madri di speranze
gettano a vita la prole,
e nascono giorni radiosi
e forti da luminose rovine:
nascono i fiori
per profumar di beltà i nati nuovi.
Agli aulenti fiori
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la luce viva
sulle lune celate
taglia la pelle
Lama di pervinca quest'argento fragile
che sussurra crepuscolo celato ai passi
lenti come frutti nati al bordo delle strade.
Lampioni su lune crescenti a notte.
Lucida la nebbia, foschia
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 | Sibila il vento fra le arse chiome
in balia della sua furia le cime,
si contorcono nel travolgente balletto
come esplosiva musica di fanfara.
Bacia il corpulente tronco quel suolo
sradicato dalla casa natia,
gettato giù senza nessuna
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Della neve come il soffio che la luna indossò
per il suo bianco lutto,
così arrivò l'inverno quatto quatto,
come una preghiera stesa
su di una sabbia troppo fredda
per esser ancora figlia di un’estate remota,
ormai sposa di
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Quella cosa incantata
ch'era, ieri, 'l mio giardino,
or è solo rallegrata
da una rosa in declino.
Di notte la nebbia scende
a bagnar la sua corolla;
un pallido sol s'accende
e fa che, ancora, resti molla.
Sì che un giorno dopo
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 | Fiore d'acacia
a grappoli la vita si risposa
osserva la natura dalla Dacia.
Solcano 'l cielo
stornelli 'n formazione di refuso
abusando del tempo fanno
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 | Tra le mille incertezze del cielo
in un’alba non ancora se stessa ...
tu luna ... apparivi.
Dignitosamente mi sentivo
rapita dall'emozione
ed accoglievo passioni
tra le nebbie ...
fu così
che distogliendomi da ogni
altra natura
mi
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 | L'autunno ha spogliato gli alberi
La vivace coltre di foglie odora d'intimi passi
Rugiadoso il vento m'accarezza gli occhi
Nell'ora crepuscolare odo la magia del silenzio
L'ultimo raggio si sta sciogliendo trai miei capelli
E tu t'incunei
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Levigate da baci severi
del sole le plastiche impronte,
corrucciando del buio la fronte,
esplorano profondi sentieri.
Impalpabili carezze di seta
aggrottano l’intimità del cuore
scavando precipizi d’amore
nel plasmare volti di creta.
Si
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Ancora un secondo
per respirare.
La difficoltà di restare a galla
ci sputa in faccia la paura.
Senso di impotenza
che mastica dentro la tua interiorità.
Ancora pochi attimi
e bisognerà reagire.
Quando la marea porta via le
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| Jimmi |
21/11/2012 08:16| 1854 |
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La strada bucata
con dentro
l’azzurro:
chissà
quali mondi
giù sotto
l’asfalto?
Ma il sole la beve
e
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Ha languidi lembi sul cielo il Vesuvio
e opachi pallori nei toni più bigi
e chiazze verdine, puntini di bianco,
striature sottili;
mi sembra un disegno di mano infantile.
L'antico lucore enumera gli anni
e spande l'oblio di questo
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 | Ti posi leggero sul mondo
copri di neve le cime
spogli gli alberi intorno
spesso nascondi al mondo
i caldi raggi del sole.
Non sbocciano fiori nei campi,
le rondini sono lontane non
soffia il vento giocondo, si
accendono i ceppi nei
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Sospesa
su pallida luna
inerme giacevi.
Sorella di luce
soffiata...
Con stelle sapienti
giocaron le Dita
posandoti accesa
sul ciglio del sole.
Ignara del mondo,
al mondo fremevi...
timido respiro...
di tremulo stelo
una
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Non conosco ciò che si nasconde al di là del cielo,
dietro l'azzurro vibrare del chiaro abisso,
oltre la visione che l'uomo ha di se stesso,
oltre il bordo che separa l'infinito mutare del tempo,
dal correre verso il
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venti di pioggia
svaniscono mattini
in un veleno
Le nuvole nere sono solo lividi,
sogni che il cielo ha disegnato
per non dimenticare le sue ferite
ormai aperte da lustri di veleno.
La pioggia è rossa, è sangue vivo,
batte la
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Fiamme d'incendio.
Lingue rosse che divorano il nero.
La terra impreca,
nel suo dolore grigio
che sale verso un dio che non ascolta...
E lentamente muore,
e viene abbandonata...
Da quell'argine rosso sangue
che assatanato si sposta ad
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Potessi essere uno spirito angelico,
nel turchese della sera volare
ruberei stelle filanti al firmamento
per agganciarle ai campanili silenti
nelle vallate chiare
là
dove il solo rumore che spezza
è la macchia violacea della
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7904 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4351 al n° 4380.
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