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Le 7904 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Canta la terra
una nenia di vento
che polvere alza
e terriccio molle smuove.
Arriva la pioggia
su cocchi di nuvole indaco
e scarpe di bruma.
Bagna e sazia
il grano incolto
bacia e inebria i mosti odorosi.
Crepita la corteccia
e le foglie
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 | ~
J'aime, oui, j'aime
et je ne me lasserai jamais de le dire,
guider mes pas
à travers les traces
de ceux qui,
avant moi,
ont parcouru ce chemin gravé
par le temps.
J'exulte...
Voilé d'une brumeuse
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Foglie,
papiri trascritti
dal tempo, sospirano
rubando il rosso alle rose
la mia vendetta
un
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 | E’ la stagione
che gli alberi denuda,
e delle rondini
segna la partenza,
che l’aria annebbia
e addormenta gli animali.
E’ la stagione
del cielo buio e cupo,
e delle piogge
forti ed improvvise.
E’ la stagione
di frutta saporita
e di cantine
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 | Come una fetta di melone dal colore giallo.
Sospesa tra l’oscuro manto del cielo
tra pallini di proiettili celesti
sparati da cacciatori ignoti.
Sospesa resti
nella forma del frutto tagliato a fette.
Vanitosa...
Appari agli occhi di tutti i
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| sull'ultima parabola
del solstizio,
il sole come un amante
dopo l'amplesso,
sfogato l'ardore
accarezza
la terra
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Del sole non sei soggetta,
di lui ne avvinci solo il destro,
del giorno non sei sorella,
ma solo dimora del vegetar,
nelle stellate notti s'aprono
di bianco viola screziati
i tuoi soggioganti ornamenti,
tra verdi grandi picciolate
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Volano via,
se ne vanno verso Sud.
Nell'ombra
ormai fa freddo.
Attraversano i campi
in cerca di calore.
Cercano nuovi cieli
nei quali perdersi.
Volano
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| Jimmi |
20/09/2012 09:14| 1767 |
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 | Socchiudo gl'occhi
respirando fragranza
che vento conduce
e m'inebria
ignorando da dove.
Inganna l'olfatto
come profumo
d'oriente
teso a concupir
sensi e mente.
Mi volto ed è un sorriso
in questa primavera
leggera,
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Sotto la siepe
trovai il bianco
peloso
sonnecchiante e pacifico
ciondolante coda
linee sottili
disegnavano
roseo muso
addolcito dal tuo melodico
miao... miao
occhi chiari e attenti
scrutarono là intorno
il vasto parco
nel
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Macchie di colore
lasciate lì
quasi a caso:
verde, rosso, giallo...
Il prato sulla collina
che diventa monte,
e poi il boschetto
fino in cima;
e nuvole basse,
grigie,
scure,
temporalesche,
nuvole
che velano
i contorni,
mescolano i
leggi

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Dai tasti di un piano, la nenia sottile
Di lacrime stanche
rivolte al passato
Ai tempi dell’aria fragrante e gentile
Del cielo leggero
vibrante e stellato
Voli ampliati da armoniche ali
Tracciano fauste,
celesti orizzonti
Dipingono esperte in
leggi

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Gialle foglie ridisegnan viali
allontanarsi sotto veloci nubi
oltre l'orizzonte ove sempre
alba e tramonto si rincorrono,
realtà e fantasia si perdono
trasportate da freddi venti.
Riprendo a tracciar versi
che di sciolta rima
han l'acre
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Appena l'aria imbruna
sul fare della sera,
e la rotonda luna
quel che ancor chiaro era
non veste di sua luce:
sul pioppo nel giardino,
per trascorrervi la notte,
piomba da ogni dove
di passeri uno stormo
stanco dal volar del giorno.
In men che
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Come vorrei
con l’armonia d’intenti
ricamare un punto a croce
su fazzoletti d’erba
dove l’io
fosse il disegno di un noi
in rossi cieli
e stagni infiniti
Nel quieto silenzio
che mi siede accanto
orlare il tempo con spume d’ali
urlando
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Scroscianti suoni l’alba avverte
lungo il vuoto dell’aria brezza
e fugge lontano
l’incredulo vocio rugoso
della vita sulle foglie inaridite.
Fiumi in piena
di bolle danzanti,
lavagne ingessate di pensieri
rincuoran l’anima,
la nube dissolta
sui
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M’hanno ricordato sempre
la mia terra le palme,
Praia
calda e forte,
sensuale come una donna
nel pieno rigoglio.
Mi portano gli effluvi
di quella spiaggia abbandonata
sempre battuta dal levante
e dalle sue onde.
E quando
lo scirocco
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 | Gaia,
aperte le tue braccia
si prostrano serene
all'andare del tempo
e a me, peccatore
non è amore né bene
quel che vedo
Indefinito,
il tuo calore di Madre,
ha il sapore antico
d'un bivacco sulla roccia
arcaica
Quale
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| EnzoL |
16/09/2012 19:08 | 2229 |
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| Paradiso
di una poesia immortale
dove specchiarti
riflette la tua immagine
vicoli stretti dove
il gondoliere
nel mare sospira
e canta
l'eco della sua voce,
arriva nel cuore amato
dove lo sguardo
s'incanta
del sospirato ponte,
sotto
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Petali perfetti
come pelle vellutata
Dolci carezze
del vento
che per
incanto
e meraviglia
le vola
intorno
circondandola
di baci
E così
lei danza
voluttuosa
e delicata,
goccia di armonia
tra veli di rugiada
al comparir
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Resta la deserta sabbia
ancor con orme labili
a ricordar la sfaticata gente
che in città rimembra
quel mar e il riposar.
Lambisce le sue sponde
e ne reclama il fare
con nenia gentil l'onda.
Arruffa il gabbiano penne
al primo freddo
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 | Autunno... Di morbida fertilità si riveste
la terra... Vinto dall'abbondanza dei
carnosi frutti, a stento il giovane melo
peso ne sopporta, facendo dei rami
ad arco capanna.
Trema una brezza sulle larghe arrubinate
foglie del vitigno
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 | Sentiero campestre che leggero scende
polmone di vita intorno presente,
chiaroscuri di natura baciati dal vento
eccelso proscenio oggi sempre più assente.
Sicuro il passo verso l'ignoto
e l'occhio vigile cattura il
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 | Silenziosa la foglia è caduta
autunno del cuore è nell'aria
solo pochi attimi
il cielo ha spasmi di sole
l'aria respira di malinconia!
Negli occhi una folata di creature
silenziose pene di un ricordo che fu
raccoglierò le
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| Fiore d'estate
dalla sabbia sbocciato
come ombra rimane
l'orma dei tuoi passi,
sabbia rovente che ancora brucia
di un'estate
torbida e malinconica,
a passi lenti
arrivi tu
autunno che dei venti
mi spoglierai,
di pioggia mi bagnerai
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Cadono frammenti dorati
tra foglie secchite degli alberi,
dove s'adagiano raggi d'un sole
che sempre più con l'orizzonte si ricrea.
Autunno, metamorfosi
d'un tutto che si traveste,
cremisi foglie urlano
le ferite del caldo
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Cullo la mente
migrando col pensiero
dall'affanno dei giorni,
volo via da millesimi d'ansie
giungendo ove
i sogni non più tali,
resistono a realtà.
Ammiro
riverbero di tramonti
su cristalline verdi maree
piccoli tratti
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Ricordo quel viale
dai ciottoli incandescenti
di un arcobaleno vivente,
com’era la via del fiume.
Silente brusio
inforcava il peso mio afflitto
e illuminava di buio
l’attimo mio perduto.
Scivolavi dalle montagne
a lodar le vette del tempio
che
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 | Più tenue l'ombra nel bosco di castagni or che
l'autunno avanza e il sol vi accende l'oro
delle chiome...
Con sordo improvviso tonfo nell'aurato bagliore
del pendio, di tanto in tanto ribaltano spinosi i frutti
e in alcuni, ben protetto,
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| Ti scorgo da dietro i vetri
che insegui i ricordi
mentre le onde barocche
sono ventagli di rugiada sul cuore.
I gabbiani sul molo
amoreggiano al sole
e le reti dei pescatori
sono ricami di corda,
bagliori riflessi
in un tramonto da
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Cos’è una rosa se non fior mellifluo...
se non la molle parvenza allo speglio
d’un cheto e casto pensier, anco meglio,
un folle palpito, un pazzo desir?...
È un seme... un germe... anonimo atòmo,
tacita forma che a terra si
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7904 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4471 al n° 4500.
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