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Le 7851 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Bestie in gabbia
oltre inferriate di proscritte sbarre
occhi lustri di lacrime pregni
foglie cadenti
come la tristezza di quegli sguardi
podisti nel vuoto.
Animali in gabbia
braccati da viste attorno
concedere
noccioline e rami d’erba
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 | Domino, dall'alto, la vallata:
tetti spioventi rossi
e case basse.
Un bosco tra gli alberi maestosi,
cespi di rose ai lati
e papaveri nei prati.
Collage in terra,
dal verde scuro al chiaro;
un po' al di là
la splendida collina,
sembra
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| Siamo alla frutta
nature morte viventi
piccole casse chiodate
dai cuori spenti
Siamo la caduta del gusto
in travestimenti di massa
il tentativo triste
di farci notare
Odoriamo di chiuso
e ci mischiamo col vento
io non ho tempo
mi
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| La chiamano 'Natura Morta'
ed io non so perché
Che c'è d'appassito veramente
in frutti d'aromi pungenti?
Lo zucchero d'uva mi corona le labbra
della mente
mentre l'occhio accarezza il tralcio fuggitivo
e il fico
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| Voluttuosa
sensazione
di rotondità
in una canestra
di frutta
immobile
la mela
accattivante
guarda
poi...
il morso
la dolcezza
sensuale
del peccato
il sapore fresco
delicato
della polpa
che si scioglie
in bocca
senza
troppo
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| Silenti le vele
veleggiano
al vento
Solcano tracce
vivono spume
vestite di bianco
agli abissi maligni
Sussurrano al sole
l'approdo agognato
cercando discinte le membra
di ninfe marine
Non spaura il tridente
e seguono rotte
Distesi
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| aggiunge luce a luce
la canestra di frutta,
frutto di frutteti fecondi
sul giallo smagliante dello sfondo
asimmetria delle foglie
non cela gl'intensi colori
netto il foro del verme,
c'è fervore di vita anche
sulla soglia del
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| Mavec |
18/07/2009 21:30| 1536|  |
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 | in quel corrompersi
nell'apparente esuberanza
nel buio di quel chiccho d'uva
è il senso
d'ogni tocco non dato
di tutte quelle labbra
negate alla polpa
lì è l'evidenza
dell'abbandono al nulla
del danno
di una
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Amara |
18/07/2009 19:39 | 3611|  |
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| ecco...
in un'eredita' di secoli
gravida la terra
benche' martoriata e spoglia
ed un ventre ancor fecondo
stagiona delizie
sul palmo di vimini
del suo Uomo...
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 | Ritaglio di colori tenui
stagliano come dono
il cesto
dono di Dio
frutto dell'uomo.
Fichi, uva, mele insieme
in un tempo senza tempo;
dono di un'Offerta
che supera il tempo.
Cesto tondo che si appiattisce
sullo sfondo granulato;
solo
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 | Una luce immobile
illumina
I lussureggianti frutti
della vita
In un canestro
in bilico sul futuro
del mondo.
E mentre osservo
esuberanti
ancora acerbi chicchi
In un gioco di luci
Essi appaiono maturi
E già
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Natura morta
derelitta
un canestro di frutta
pomi penduli di mestizia
aspettazione del baco bieco
mano esula dal carpirne
trattenute leggiadrie.
Silenzi
dispiegano bionde mura
inquietudini frullano
venti sulle frasche
l’autunno si
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Ma è "Natura morta"
questa canestra di abbondanza
che sporge in precaria circostanza
a simboleggiare vanità,
offerta al tempo stesso all'umanità?
Singolari peculiarità l'occhio attento
esaltano l'olio su
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Abbraccia l'autunno
la fuggevole bellezza
dei suoi succosi frutti
disposti in una cesta.
Si mischiano i colori
della luce e della gioia
con la cupida tristezza
della morte e della noia.
S'alternan le stagioni
dell'effimera esistenza
al
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 | Sfondo di luce divina,
effimera energia
al cuore dell'anima;
sfilano le gioie naturali
di giorni dorati e lieti,
infuenzando la vista...
Distogli lo sguardo
dalla pienezza della natura!
Su secche foglie
un fico consumato dal
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 | Frutti vermigli,
doni di prodiga
Natura
si offrono
allo sguardo
accendendo
voluttuosi desideri
di assaporarli.
Ma ecco che spuntano
rinsecchite foglie.
Ahimè anche la Morte
è parte del nostro
terreno peregrinare.
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| seduta sulla riva del mare
osservo le onde
ora lunghe
ora alte
chiudo gli occhi
e ne ascolto il suono
armonioso e naturale
mi lascio bagnare
e lasciare
inerme
come un sasso al sole
immersa nella natura
mi confondo con essa
non ricordo
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| Piccoli vagiti
s'incamminano deliziando
attraversano sentieri
ciottoli sul loro cammino
sino a raggiungere quel traguardo
che silenziosamente
aprirà le porte a quel mondo
ove una gran luce cancellerà
l'avversità della
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Libera fu nel suo star
in orizzonti di supreme lune
di sorprendenti risvegli.
Alcun fragore a rovinar silenzi
ma solidali emozioni
specchiarsi in onde lascive sul lido.
Magia, turbamento librarsi
seppur sola non fosse in quell'immenso
vide
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E' quasi notte
nell'azzurro ancora chiaro
traspare timida la luna
all'orizzonte avanzano nubi infuocate
e come una tela di pittore impazzito
muta l'azzurro
in rosso morente
Urla il mare e gonfia l'onda
il suo grido sovrasta
suoni, pensieri
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Ultima porzione lentamente scivoli.
Accecante sole dispettoso ti nascondi
tra il filo delle montagne all'orizzonte,
d'un tratto sparendo del tutto
cedendo al crepuscolo
che prepotente s' appropria
degli spazi suoi.
Gioco o arcano
una
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 | Dolce risuona
cadenzando il ritmo
il canto tedioso
delle cicale
Su dorato campo
l'occhio si perde
avvinto
da terso e piatto orizzonte
pennellate scomposte
intrecci caotici
le spighe
improvvisano sinuose
danze ancestrali
mosse da
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| Ma qual è davvero il tuo colore, o cielo,
quando al mattino squarci il primo velo
e nei grigi d'alba sorridendo t'affacci,
timido nel rosa, e poi come rossi aranci
l'orizzonte tingi ed il buongiorno rechi?
Sarà forse di quegli
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| Sdraiata sul verde prato
con gli occhi rivolti al creato
osservo le mutabili nuvole
e immagino di vederti
tratteggiata d' oro e di colori.
Delle rondini sorvolano
l'infinita cupola celestiale
lieve bianche farfalle
si posano su margherite
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La mia mente
un seminterrato buio
pieno di cose vecchie
Ne prendo una
poi un'altra
via la polvere
con un soffio
e sono cose nuove
utili solo a me
ed al mio piano
La rincorsa del tempo
...
Il ciclo degli eventi
...
L'effimero
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Siamese,
non solo musetto di fuliggine
e unghie affilate
celeste è il tuo destino
mentre ti rotoli in giardino
Pure infangato mantieni
un piglio dignitoso
codina a punta a parte
-che quella è da tirare-
capisci l'ironia
e sai
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Rosso spiegato
a pennello
azzurro confine
macchiato
di bianco
gialla la biglia
si eclissa
pel giorno
finito
ritornano passeri
ai nidi
si aprono porte
alle stanze
sale pian piano
uno spicchio
s'intorpida l'aria
e scoppiano
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I fiori di melo
intrisi nel sangue,
il cielo non piange,
si tinge di un velo.
Così l'acqua frena
il moto costante
riposa un istante
specchiando la sera.
Il rosso purpureo
che lento si espande
tra mille domande
cancella il
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| Fuori |
07/07/2009 03:28 | 3504 |
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Muse in cerchio danzanti
Con abiti al vento
Volti sorridenti
Rosa azzurro verde
Musica soave
Di stormi migranti
E la danzatrice
Triste
Col capo chino
Punte in giù
Braccia lungo i fianchi
Ritmo lento
E un sorriso di
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Spicchio di luce
nell'aria nera
piena di stelle
Friniscono cicale
illuminate dai fari
delle auto avvinazzate
a mezzanotte
Dorme il grano
nella valle gialla e antica
d'estate ancor più bella
Con me se ne sta
l'anima mia
e
leggi

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 | Lassù nel cielo,
le ultime stelle scompaiono
pian piano tremanti,
in attesa dell'Alba
non ancora riapparsa;
mentre la natura l'attende
come una madre in tenera
attesa.
Nell'aria tutto è pronto per
accogliere il
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| Tonia |
02/07/2009 11:13 | 2330 |
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7851 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7051 al n° 7080.
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