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Impressioni
Le 31546 poesie pubblicate sull'argomento 'Impressioni' Poesie sulle impressioni |
Sono felice che esistiate
creature della notte
vi sento respirare
la stessa aria delle streghe
Sono contento di ascoltare
l’ululato fra le stelle
e il vento malato
che ha portato morte ad est
Le parole mai tremate
ed un velo nero steso
sulla
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solcata riva che furtiva lenta
appari sbirciando
la mezza luna
dritta sul mare arricciato
consigliami quale lingua parlare
ai muti innamorati dell’aurora
gesticolando con i palmi
baciati dalla lunazione d’oriente
mi sono perso
tra le
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E’ dura la sfida della partita con la vita,
battaglie infinite.
Siamo tutti pedoni sulla scacchiera,
trappole celate nelle valli amate
maligni intrighi,
malvagi castighi.
Lottare sempre per vincere la partita
anche se cola il sangue dalla
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Era quel poco somigliarti,
un’altra maniera di comprenderti
parlando di grotte, pietraie, binari di stazione;
e avere sempre una parola chiave
la scaglia che finiva per aprirti
nell’ultima ustione del giorno: era
dimenticarti nel solco di una
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Le gondole
come donne in parcheggio
le onde calme della laguna
le addormentano
Sotto una luna dai mille petali
si addormentano per due ore
poi si dipingono di rossetto
e veletta nera sugli occhi
Salgono sulla prima Gondola
e se ne vanno
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Un velo sull’erba e sull’asfalto
rievoca stamane sonnolente primavere.
Settembre... l’ira del vento smette d’improvviso
e preannuncia una pioggerella fine.
Discorre un rio tra ciottoli e ghiaia. Corre,
inciampa, s’ingorga in una falla.
Il
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S’io fossi pentagramma
custodirei nel grembo mio
le melodie più pure
a sollevare l’animo;
s’io fossi la bacchetta
dirigerei l’incanto della musica
a emozionare la pelle
di brividi sospesi;
s’io fossi archetto
sinuoso il mio
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Il presidente di una grande azienda,
correva per i boschi col suo cane,
un boxer di sei anni, fulvo e tozzo,
faceva
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È molto stretto
il margine di errore
che intercorre fra un gesto
ed il dolore del corpo
Quando la pelle
è troppo sottile
per sopportare la luce
e la frusta delle carezze
È molto labile
il velo che separa
la sofferenza dal piacere
di un
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Sussurrano di altre stagioni le foglie del ricino
Esplose di rosso e di maestrale secco e ardente:
chiuse le spiagge finte di sabbia e di umanità,
nella campagna di un anno qualsiasi gambe fragili e nodose
muovono polvere e sudore,
nuovo ritorno a
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L’emozione di volare,
il brivido della discesa,
la voglia di spingere,
la felicità del gioco,
l’isolamento,
il percorso tracciato,
l’attesa dell’attimo,
l’infinito nel momento
dove tutto è fermo
tra salita e discesa
e discesa e salita.
La
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 | Dopo la bella
e assolata mattinata
d’improvviso il tempo cambiò
volava via l’ Estate
e mi avviavo verso l ’Autunno
con il lamento ozioso del vento.
Ali stanche in morbide danze
come onde
nell’ aria che si increspava
dentro un rassegnato
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 | Nel giaciglio di silenzio
d’un soffio settembrino
mugolano
sobrie disarmonie di foglie
dissonanti da succosi acini
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Cade la luce
sul sipario del mondo,
occhieggia
ancora un altro spicchio
a bucare il cielo scalzo
del giovane settembre.
Sono andati i suoni
delle notti senza sera,
la morbida aria
vestita a festa,
il tempo dilatato di ore pigre
il sole
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Italia |
06/09/2019 23:59 | 1305 |
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Quando arriva settembre
come fantasmi evaporano
ricordi mai vissuti
e desideri ormai appassiti.
Con la voce incrinata
e la tristezza dentro il cuore
insegui un nuovo sogno
mentre si disegna una storia
tra le righe del cielo
che poi richiami
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 | Dolce quell’ora di lunghe ombre
che accarezza il cuore e fa sognare,
forte è quel profumo intenso e salmastro
che arriva dal mare col maestrale
e riaccende assopite memorie.
E quando s’apre l’umile fiore
al sol che rinasce al mondo
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In continuo andirivieni (le onde)
pare che ti raggiungano
a lambirti i piedi e l’anima
non ancor buia e muta
delle prime ombre di settembre
Amico vento, a me sconosciuto
non so da dove arrivi
e dove porterai le voci,
i sussurri delle tamerici
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M’allontano
dalla fluidità del codice comune
addentrandomi
in movenze estranee
alla levità
d’uno sciame qualsiasi.
E
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Nel cielo cenerino una nube appare sopra il mare,
pioggia d’argento scroscia sulla spiaggia ancor calda.
Soffia il vento tempestoso
scaglia gli ombrelloni lontano,
rotolano sull’umida spiaggia.
Settembre mese amato
colorato,
foglie rosse di
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Non mi servono carezze contraffatte
di luce senza fulgore
voglio una carezza che profuma di fiore
voglio trovare una carezza in ogni fil d’erba
voglio carezze che volteggiano come brezza mattutina
voglio carezze tacite senza rumore
solo
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Pagine in movimento
volano sul tempo
Veloci via
vanno via
come un fantasma
un fumo
una scia
La movenza della mano che le gira
piano piano
o veloce veloce
a bevuta a collo
da come le sfoglia la Bambina
poi la Signora vecchina
Poi
il
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Avrei voluto essere chioma di faggio,
maestosa nel fogliame denso,
sicura nel protendermi verso l’alto
con il mio tronco liscio e grigio,
così vanamente leggero nel peso,
così ricercato.
Sono invece fiore di magnolia obovata,
regale sporgo oltre
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Potere respirare la frizzante
arietta transalpina, parigina,
un pensiero concede più brillante,
a intelletto intuizione sopraffina.
Chi quell’aria leggera ed ammaliante
ha inspirato nei secoli, la china
percorso ha di un’idea sì affascinante
che
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Sotto questo cielo
cucito di settembre
cammini a fari spenti
dentro uno strappo di cuore
in attesa di un futuro
senza scadenza.
In mano dei vuoti a perdere
per scolature di giorni
dispersi e impazziti
da raffiche di no...
Eppure sai
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Chissà se fu per gioco
o forse una visione o una magia:
stamane son tornata
quand’ero una bambina...
ti ho visto sai! Ne sono proprio certa...
ed eri proprio tu
passavi li, di fronte casa mia:
la stessa altezza e pantaloni corti,
le gambe lunghe,
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Passata è ormai la notte
e la graziosa luna,
col dolce suo candore,
saluta i monti e le vallate.
Freme la terra arsa,
ove pur odo ancora
d’un timido usignolo
il flebile suo canto.
Ritornerà la luna
per altre notti ancora,
ed io ogni
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Accompagna il silenzio
al calar della sera,
lo sciabordio dell’onde,
che, come docile canto,
acquieta l’anima pensante.
E’ quiete.
Quel dolce naufragar dell’intelletto,
un alito di vita in questo azzurro mare,
ch’accarezza il cuore dentro il
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Ricordo un giardino,
fruscia ancora tra le foglie
il cader d’una lacrima
ed un vento di parole.
La neve non c’era più
e tra le mani tenevo un sacchetto
d’amarezze colmo.
Allora.
La vita l’aveva riempito
c’era di tutto dentro
tempo
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 | Nel giardino un cuore elettrico
ribalta con le sue lame potenti
una terra compatta
che piange stridula
vedendo grigi sassi schizzare via.
L’abitudine a compatte barriere protettive
è infranta.
Nella sorpresa di ritornare fragile
e ancora
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| Non è facile per noi poeti
trovare il senso a questa vita
al vuoto che ci sbrana l’anima
e ci lascia inermi alla deriva.
Eppure ci dimeniamo
a cercare nell’angolo la luce
nel foglio l’incastro delle parole
nell’immenso l’amore sconosciuto.
Non è
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31546 poesie pubblicate sull'argomento Impressioni.
In questa pagina dal n° 2731 al n° 2760.
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