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Introspezione
Le 46426 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
 | Assaporo il profumo dell’estate
incorniciato nella magia di un’alba
ricolmo di deliziose giornate,
d’un sole che abbraccia e riscalda.
Risiede nei cuori la vera sorgente
delle ore calde e assolate
dove la cuspide dei tramonti
trova dolci
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| Ti seguo nuvola al vento
nei degni sorrisi
che non abbandono,
fermo a guardarti
anima
di pensieri improvvisi,
immersi tra sabbia dorata
di estati brevi .
Lo so, sgrani tristezza
anche le notti lo sanno.
La vita ha un odore di morte
che si
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Abito un posto felice
e con le mani sfoglio il tempo
leggero e interrotto
che non esiste
Accarezzo le mie cicatrici
la pelle è rosea
il sangue è rimasto nelle vene
Mi ammanto ogni giorno
di un nuovo abbandono
che attecchisce alla
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La Primavera non è morta
e neanche l’Estate
lo sento dalle frustate
che arrivano all’improvviso
nelle viscere e sul sorriso
che non ho mai avuto.
Non è morta l’Estate
anche se l’inverno
con le sue piogge
e le sue pozzanghere
affoga il mio
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Uno spirito turbato s’insinuò
feroce
in me
“Pazzia” proferì!
Lumi fuggenti dell’animo mio
destadevi per Dio!
Insonne divien la vita
s’ella produce
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Pianta velenosa sei
per il botanico scienziato
per Pitagora principe
dei numeri e pensator antico
per delle tue foglie
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Pensieri a fan ritorno,
in quel tempo ove nascemmo,
e cespugli di mimose dal
buon profumo al naso.
Oh fu avvenente incanto
gote abbronzate a
profumar di fiori freschi,
in sorrisi di dialettica paesana.
Sorelle d’amor e amicizia a
camminar sul
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Intorpidito come gatto al sole
mi creo parentesi di tregua
lasciando scivolare il giorno
nella vasca del tempo.
Mi adagio nella bassa marea
che mi prosciuga nei silenzi.
Eppure vivo ad ascoltarmi l’anima
nella coscienza
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Come è facile vivere felice
se non possiedi un’anima né un cuore,
ma rigoroso e duro di cervice
ti accontenti del pallido grigiore
di un’esistenza in cui "s’ei piace ei lice"
e appena nasce tutto quanto muore,
nessun pugnale lascia cicatrice,
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Evanescenti vagano i pensieri
siccome sabbia al soffio più violento,
i giorni rincorrendo di quel ieri
che non torna! Mi lascia assai sgomento
la lacrima che scende nei sentieri
irti di spine e sferzati dal vento,
che ora percorro senza
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Freddo,
in questa stanza dove sono sepolti ricordi,
di anni passati,
parole ed umori che,
hanno lasciato ferite nel cuore e,
seguo,
con occhi gonfi dal pianto,
i segni sul viso che
sanno di tempi trascorsi
di verità e,
di
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Oddio mi son perso
ancora nel suo sesso
capolinea stanotte
ubriaco preso a botte!
Ho giocato con la sorte
perdendo una partita
mi ha legato nel suo letto
senza più via d’uscita.
Bandito nelle bende
in balìa di un’amante
catturante
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E quella voce, mi prese con se
tornando dal buio
incastrato, fra muri d’incompresinbili parole
lette nel vento del perdono
Stropicciate carte bianche
perse, fra i rovi di un tempo, che non c’è più!
Ho percorso quel sentiero e mi
son trovato a
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 | Sentirmi persa
Prosciugata
Senza sale
Senza spuma.
Tuffare, tuffarmi!
nelle pagine d’azzurro,
nelle bianche vele al vento.
Onda che
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Il tiratore d’arco mi voltò le spalle
così accesi il freddo con legna piccola.
Il ceppo grande ormai consumato
produsse braci annerite.
Il fumo avvolse le ultime frasi
tossicchiate tra un rimpianto e il futuro
custode di grazia, di forme
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Silenzio profondo
seppur muto
come boato assordante
dilagante
scuote, graffia, denuda
Parole roventi
come scintille
dalla mente zampillano
calano
si estinguono
Saette affilate
vorresti lanciar
è meglio però tacer
metter tutto a chetar
e
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Lassù nei prati del vento
il colle si è sdraiato,
lui vive e si gusta la storia
e mi vuole per rapirmi il pensiero,
io sto al suo volere,
cerco di vivere la grande pace
che lo veste di una verde camicia.
Una follata di vento sui capelli
mi
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Sospesa tra spazio e tempo
al di là del quotidiano sguardo
perseguo la follia di un’idea
che pulsa come cosa viva
Attraverso le notti
che incidono sul mio viso
i segni dei suoi viaggi
- gli anni sono fili di seta -
Mi inchino al giorno che
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La felicità non aspetta
e mi dite del mare
del sole che dipinge
nuvole in amore
Il tempo non ritorna
e voi mi parlate
della gente che esce
e s’innamora di un gesto
Ma io non capisco
che le ombre d’autunno
nascoste da un velo
di tetra
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Mi ingabbia tormenta di neve
senza igloo riparo non trovo
grido aiuto ai soldati di Dio
in soccorso mi giungono con ali di cielo
a sdrucire mostruoso notturno pensiero.
Vien giù dal monte ignorato tempo
ad ognuno hanno tolto un eroe
e se
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Cosi il vento
ti ha portato via
e resto tra scoscese paure
e insormontabili valichi
a trascinare macigni e lacrime.
Non sopporto la notte
e le sue tormentose nenie.
Il cuore accosta,
dove gli spazi lasciano
ampio respiro e profumi
di ricordi
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Le difficili ali
di un destino fugace
grondano pazienza e aspettativa.
Rinchiusa resta
la rabbia,
tra sbarre di cemento
e fumo che acceca e ammorba.
Non si ode più
Il fruscio del vento e
nebuloso il cielo appare
dietro una coltre
di meraviglia
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Furono attimi a sfiorar pensiero
ove perdei l’emisfero quel vortice
di assenze ad incontrar presenze.
Attimi statici e vagabondi,
estensione d’immemore
passaggi esistenziali.
Attimi parlanti in
solitarie armonie,
musiche assordanti
senza
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Si addormenta delicatamente
il tuo cuore
sul mio animo emozionato,
e il tuo dolce respiro
si confonde col battito
del candore
della mia sensibilità.
Or sogna dolce angelo gentile,
affinché tra le mie
braccia materne
culla sincera puoi
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Nacqui
inusitato frutto
strappato dal ramo
Crebbi
dal bocciolo che non schiude
nel tempo villano
Ebbi
i natali d’un luogo
sperduto e ignorato
e fronte la
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Era l’inizio
dove l’inizio
non v’era una fine ...
Tu sei mia,
tu sei mio
...un idea
un’illusione
un qualcosa di strano
giunge al capolinea
La materia
l’evoluzione
i terremoti
Le Invenzioni
il progresso
Era dopo Era ...
Ma nulla
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Dell’alto pioppo tra i rami
gracchiando si rincorrono
le gazze nel giardino fermi
i merli stanno in attesa
che un verme
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Sono l’ora dopo di un giorno che deve ancora arrivare.
Dopo arrivo io. Sempre dopo.
Dopo che tutto è finito.
Dopo che tutto è svanito.
Arrivare dopo ha i suoi vantaggi.
Non sei. Non sai. Non ci sei.
Non sei coinvolto.
Dopo è sempre presto per
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Il filo del tempo
avvitato su scarne ossa
oscilla sul cielo
a tratti paludoso.
Segnali muti
sigillano certi sentori
dividono a metà i pensieri
squarciano l’azzurro.
Niente è per sempre
neanche la paura,
neanche i drappeggi di tenerezza
di certe
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Sei il nemico irruente,
il mio cigno nero,
pernicioso, invadente,
sempre sleale e mai sincero.
Mi hai rubato la gioia
di dare un calcio a un pallone,
di seguire in cielo
il volo di un aquilone.
Invano mi tenti
coi tram veloci
e canali
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46426 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 2731 al n° 2760.
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