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Introspezione
Le 46435 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Non ti leggeranno.
- Non importa
Dal momento in cui scrivi
la parola non ti appartiene.
E se ti ignoreranno, vai avanti.
Anche l’indifferenza è un modo
per non voler capire.
Ma le parole sono di tutti
come i prati e il
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Ancora tu, perenne mio pensiero,
impregni l’alba, il giorno e pur la sera
ma poi la notte avvolgi di mistero
allor che si proietta la tua nera
ombra sulla parete e prigioniero
ancor mi sento quando la bufera
sradica quel ricordo mai sopito
d’un
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 | Mai guardarsi allo specchio
mai girarsi indietro o poeta
mai provare a capire, a riscrivere le ore
mai cercare di fermare il fiume
o di arginare il
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 | Giri di valzer dominano il mondo
sospiri delicati inondano il mare
mentre idee confuse si schierano
verso sere di stelle ...
Verso un mondo diverso
dove ognuno sa ascoltare
dove chi ti guarda accende
una luce d’amore.
La legge del cuore verso
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| Inutile fissare un punto nel vuoto
né sorrisi né occhiolini faranno la loro comparsa
sembra proprio che tutto sia eclissato
sola in un mondo di draghi cerchi d’emergere
volontà non manca seppur spesso
un indefinibile senso d’impotenza si
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| Milioni e milioni di versi
allietano tanti lettori
che dalla mattina alla sera
aspettano nuove emozioni.
Parole sublimi d’amore,
vergate da mano leggiadra
che scrive, con la fantasia,
le gioie dettate dal cuore.
Concetti drammatici
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| Quel buon vecchio filosofo ateniese
faceva certo bene ad affermare
che gente non può avere le pretese
di vasto, intero scibile afferrare.
Diceva, anzi, che più l’uomo sa
e più s’accorge di sapere poco,
perché allora certezza se ne va
ed il
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Si, le onde
e scambiarle per carezze
una dolcezza d’acqua
più silenziosa di uno sguardo
e restare qui, nell’attesa riva
a scrutare l’orizzonte, il cuore
ogni tanto un po’ di vento
a scuotere la sabbia
ogni tanto un po’ di sole
e poi le onde, e
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 | Non chiedetemi di lei, non chiedetemi
del vento che mi lascia nel tormento
e affondo tra le onde, la corrente porta via
ogni corpo posto a riva.
La vita mi offrì frutti e piatti di ogni sorta
degustai pietanze sane, giorno e notte
io mangiai,
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Caronte mi traghetta da riva a riva?
Oppure un angelo nocchiero?
Dell’inferno non ho che un lampo,
altro ignoro se non per mezzo
di vie narrate in stato di lucidità
o in preda a follia creativa.
I miei gironi sono ancora troppo lievi
ed il
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E’ finita la festa
i nodi restano
ed io non ho più canti da intonare
nè da spartire gioie
sono spariti tutti
tutti rientrati dentro ornate tane
ci restano ferite da leccare:
le fredde mura
i fiori secchi e il silenzio dei giorni
delle notti i
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Puoi scrivere, disperdere
la tua anima nel vento
farti raccogliere dai fiori
sfiorare l’erba e i prati
puoi scrivere e non sapere
puoi vivere o morire
li
la vita scorre e qui l’amore
il senso di tutto e il dolore
puoi
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Voli di farfalle e sogni antichi
nenie da consumar cantando,
boccioli ad aprir petali al sole...
Anime volatili ad aggirar furtive,
avido telo di velluto a colorar i pensieri.
Sognando e sognando la notte dispera,
a colorarli e scolpir
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E’ tutto lì,
il dolore,
in quelle lacrime mascherate d’euforia
si aggrappano,
fameliche,
agli occhi
così gonfi
- il trucco è maschera -
senza cedimento
- guarda come tremano le ciglia -
senza un fiato
- ho imparato ad ingoiare i giorni
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Ho sentito il profumo delle tue labbra
anelare il peccato, accanto alle mie.
Sei scappato via!
Ho assaporato il tocco del tuo volto
come un sorso di pioggia,
che mi ubriacava le vene.
Volevo fermare il tempo
ed appenderlo al cielo.
Mi perdevo tra
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Il colle che mi ha nutrito il sangue
se ne sta lassù
a parlare con le stelle,
io vivo nel ricordo
dei suoi campi di grano
e dei sempre verdi pascoli.
come posso non amarlo,
io che ho ancora la sua linfa
che corre nelle mie vene
mentre il suo
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E, fragile qual sono, urlo invano,
ché l’eco sperde la mia voce al vento;
dentro imperversa forte l’uragano,
che serra la mia gola ogni momento;
e tendo inutilmente la mia mano
al cielo sordo senza sentimento,
là dove la parola non ha volo;
io
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Solitario io
stendo pesanti passi
sul sentiero dei storici sassi,
non è chiara la mente
mentre gli occhi guardano
la verde mia valle.
Ruvidi croci
dove si dividono le strade
mi danno memoria
della mia spensierata gioventù
e canto e rido a
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Sfiorire e dei barlumi di quei colori
guardare il volo leggero di petali e nuvole
risarcire se stessi nel volteggiare lento
di un colore che affoga
e affogando si annienta nel nulla di questa vita
che ci fa pietre e sassi bruciati
e non contiene,
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 | Ho attraversato la notte
scalzo sui miei silenzi
sabbie fredde in riva al mare
memori del sole
ho avuto passi incoscienti
tra il sonno e la malinconia
in tasca un’altra poesia
ancora da scrivere
come il silenzio del mare
- immobile
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C’è un vento tiepido,
questa sera,
accarezza le luci
che scendono lente
e vanno verso il mare
E’ morbido
lo sciabordio delle onde
fa eco al chiacchiericcio sommesso dei bambini
e la mia anima si stempera
nella perfezione del momento
che sa
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Quanto è lontano il cielo e mai s’abbassa
per ascoltare l’urlo disperato
di chi la pena ha dentro e più s’ammassa
ché inutilmente in alto sperde il fiato!
Invano guardo il tremolio più forte
di quella stella che s’avvampa e sfuma
in un baleno
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Calpestar vorrei le tue acque
distesa che fluisce al mare,
verrei con te ad aggirar il mondo,
in mormorio fra rupi e dirupi,
come un fiore lasciato alla deriva...
A piedi nudi calpesterei la terra ove
bagnarli è volar in frescura...
Acque
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 | Temo la pioggia
che porti via l’estate
temo il suo arrivo
e le strade lavate
temo i ricordi
che portano lontano
- dov’è la tua mano? -
E la malinconia, temo
che si scioglie sul viso
e mi arriva in silenzio
temo la notte, che veste il
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Quando si frantumano le onde
l’estate più non accarezza
i sogni che si separano
per vagare senza una meta.
I desideri, come un mare
che è profumato di speranza,
sono fermi dentro i ricordi.
Li richiami nella tua anima
per scaldare il prossimo
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Mi parlavano nella notte
le galassie lontane,
avevo i brividi nella mente,
affogata era
nelle mille domande.
Il mio letto navigava
come una goccia nell’oceano
e c’era mia madre che gridava:
"Fermati figlio."
Mentre io annegavo
a due passi dal
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 | Vista da qui, l’onda
era solo un silenzio
e scivolava nell’azzurro
poi si perdeva e riappariva
e noi fermi sulla
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E così l’irto percorso da sol s’appiana
quasi al volgere del giorno,
impedimenti e ostacoli muoiono.
Il caso il fato la rassegnazione?
Ma poi altro evento di nuovo
a sorte avversa l’anima consegna.
E muore ogni speme di quiete
d’amor, d’oblio,
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Rendere meno fragili
le attese
sarebbe stato più facile
se solo non avessi taciuto
Le ombre più scure
nel momento esatto
dell’abbandono al nulla
che cresceva nel buio
Sciogliere le catene
sarebbe apparso inutile
al mio orgoglio
ferito da
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E se un dì vedessi solo sciagure
barche arenate e pesci
travolti da flutti impetuosi?
Se temessi il vento o il fuoco
o indietreggiassi dinanzi ad un muro,
un colosso, per il facile riparo nel nido,
tra il fosco fogliame in assenza di luce?
Se
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46435 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 3691 al n° 3720.
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