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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’928Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Introspezione
Le 46448 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Ho bisogno di aria,
canto, sogno, vivo.
Viaggio continuamente,
non so se serve a conoscere le persone giuste.
Voglio sperimentare,
fare esperienze.
Vivere, senza vergogna,
a costo d’esser messo alla gogna.
Ascolto la musica,
ma la sento solo
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Non è come andare sulle strade,
del mondo alberate e illuminate,
da artistici alti pali di luce gialla.
Il tratto si
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Lo so che sono fragile
e il cielo in alto è assente
nel mio sapermi vittima
di un mondo indifferente
che naviga perdendosi
nei più profondi abissi
di questa vita inutile
di cuori crocifissi.
E nobile nel cuore e nella pancia
mi sento don
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Ma la vita non dorme mai
per questo esistono i sogni
e la notte, e tutte le stelle.
E io e te, e le
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Sempre più triste la faccenda nella felicità dei giorni
quei movimenti perforano l’anima
lasciando un vuoto incolmabile
visioni per riscaldare il cuore ghiacciano all’istante
ti chiedi perché soffrire così
eppure lo sai
che al destino non si
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Non baciarmi
Non ne son più capace
Non guardarmi
Non mi vedresti
Non abbracciarmi
Non mi sento riscaldata
Se vuoi deludimi
Tanto non credo più
E il dolore mi
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Poggia la testa qui,
sul mio cuore
chiudi gli occhi,
riposa,
all’ ombra di un incantesimo.
Canterò un’arcana nenia,
di notti buie,
di cieli blu cobalto,
di acque di topazio.
Silenzio e pace
si allungano nel profondo
dei tuoi occhi,
mentre un
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Quando sarà finito
il vecchio inchiostro
i fogli bianchi resteranno soli
che nessuno potrà mai più riempire.
Silente resterà l’anima mia
allora sola avida e morente
la voce innalzerà un suo lamento
e pregherà per chiedere la luce
dell’altro
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I silenzi di una donna
sono case in riva al mare
che nessuno apre nell’inverno
Dimore solitarie che solo il tempo vive
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 | Ti vesti di vento
e col tuo profumo
lieve m’avvolgi ...
impetuosa poi, ti posi
e sulla bocca canti
ardente come il sole
e turbi come bacio
che
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| Lottando contro pesi repulsivi
riaffiorano i ricordi clandestini,
mi impongono ricordi retroattivi,
risorgono in memoria peregrini.
Dietro di me una forza assai furiosa
risale con controcorrenza il fiume
d’insidia che diventa più
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 | "Vorrei avere
la testa sulle nuvole,
distrarmi, svagarmi
non pensare a nulla.
Ma non posso:
Sono io stessa nuvola!
Accarezzo monti,
sorvolo laghi e mari,
occulto il caldo sole,
nascondo l’azzurro cielo.
Il Narciso della terra
non sopporta
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Mi spii
ma solo
per farmi compagnia!
Ogni notte
entri nel mio letto
e mi baci
col profumo del mistero.
Lo sai
io ti aspettavo
vorrei scrivere dei versi
dedicati al tuo splendore
e a te
vorrei chiedere
di vergarne le
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Che sapore ha la paura
come ti difendi dalla luce
dimmi, hai pace, hai pace?
Raccontami del tuo nascondiglio
di cosa fai in quelle notti
quante dita hai, e quanti occhi?
Dimmi le tue parole, quelle più silenziose
dipingimi il tuo
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Svuotato da gocce sempre innamorate,
voglio andare dove si stende il mare...
Lì un’acqua senza forme ribalta
ogni esempio di saggezza,
scivolando in mille tracce scorre e cerca
solo il tuo sorriso.
L’orizzonte impallidito guarda i miei
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A frinìr sen va il vento; e il fiato suo,
che dalla via mi coglie, quasi eterno
sembra in questo calàr di giugno; e soffia
i pètali elevando del trascorso
sacro rito da’ i vicoli bui; e soffia
leggermente, e le sue labbra alle viole
posando, a
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Romanza di un autunno andato
nello snodarsi per le vie di Milano
passi fieri di un corteo rosso infuocato
dal tono deciso e ancora appassionato.
Melodia lontana di un tempo che fu
che torna a notte
in un manto di stelle
e dove, fra i ricordi più
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Lascio i desideri
nel cofanetto del sempre.
I sogni, quelli,
li ho venduti alla luna tempo fa.
Le ultime due monete che posseggo
nella tasca bucata
sono per Caronte,
il traghettatore ...
Le preziose: " gli Amori vissuti "
li porto con
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Spegni le lanterne
mentre s’alza il vento.
Ululando entra dai vetri rotti,
strappando il filo rosso,
attorcigliato,
dei pensieri.
Si scaglia sulle braci,
rovista nel buio
lasciando volare cenere,
come silenziosa neve.
S’alza il vento
spalanca
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Di quel respiro che porta vento
di queste ossa aggrovigliate e stanche
il mio mutar nei giorni
che il tempo crudelmente adopra.
Di questa incostanza alla ragione doma
di quel marxismo che non mi fa dormire
dinanzi al proliferar dei muti
gli
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Ventuno e trenta
di una sera piatta di Maggio
l’ora più difficile per me
e se non bevo è peggio
perché le lacrime scendono
come un fiume sul mio deserto.
Ventuno e trenta
di una sera tiepida, primaverile
profumata ma inutile
e i pensieri sono
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Impervia speranza sotto scoscesi pensieri;
illusione e inganno ti fan strada in un lampo,
un dolce avanzar nelle fauci del tempo.
La nebbia si dirada,
un baglior di luce penetrante
spalanca lo scrigno dei sentimenti;
inizia un nuovo capitolo,
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Scrivo con le dita unte
e la punta spezzata.
Scrivo che trema la penna
e le parole.
Sul foglio inchiostro di
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Io sedendo a questi atrii, e qui, tra i libri
odo cantàr fanciulli che sereni
la musicante lezïòne sèguono
che la scuola per lòr esige. E sento
un vecchio pianoforte trillàr. Càntano
questi giòvini ròndini e usignuoli
che così, ergendo le voci, or
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E dopo le parole arenate,
a riva i silenzi giacciono mesti
un velo d’oblio copre l’allegria
(recente memoria tra le onde del tempo)
ora l’orizzonte come una carta sporca d’inchiostro
nasconde d’un disegno a matita il tratto
Vorresti un cielo a
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 | Aspettiamo qualcosa che spunti
all’improvviso dalla nebbia,
che ci dica cosa fare, dove andare
in quale direzione è il giorno, la vita
mentre non ci fidiamo più dell’alba
e neppure del caffè che si fredda nelle mani
aspettiamo qualcosa,
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| Non facile riportare alla luce
quello che in sogno hai vissuto
difficoltà si strizzano a vicenda
spremendosi come limoni
sotto un cielo plumbeo che non aiuta
ritorna quell’affanno
in tutto il suo splendore
desiderio frutto dell’amore
come
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| Dopo sberle ormai sorde
dopo risate spente
dopo giornate sole
e sparsi suoni io sento
il bisogno d’arresa,
di sentire la presa
della vita che vede
il mio falso ignorare
quant’è ferma e pesa;
e quindi m’abbandono
alla solitudine
d’un confine
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| Tutte le volte che indirizzo
gli sguardi al mio destino
salgo su una cavalla impazzita
che corre praterie celesti
Allunga il collo
sembra cogliere la linea d’orizzonte
che separa i giorni
e non s’arresta
Se solo potessi toccarle la
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Ho avvertito la tua presenza
quando ero un bambino
e se la sera chiamavi mi impaurivo ...
sai, non ti conoscevo
e mettevo la testa sotto il cuscino.
La mattina, senza esitare,
quasi per farmi perdonare,
pur nel vento mi svegliavo
ma all’alba ti
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46448 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 5911 al n° 5940.
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