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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Introspezione
Le 46467 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
 | L'inverno e i suoi odori
maschere danzanti
di finti fumi
Aria dal sapore di legna bruciata
Farfalle variopinte
dai colori spenti
camuffate da foglie appassite
Imbacuccati
Sopiti gli ardori estivi
Merli neri
nel luccichio di un sole
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Essenziale,
questo mio verso di sbieco
tra nevrosi e panico.
Ho messo i fiori rossi
nel vaso bianco e ho riso
perché nulla mi
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Le convinzioni estorte dal divagar del pensiero,
non sono altro che saggi di lirismo di un amore foriero.
Pure icone
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Scappo dall'amore come se fosse la cosa peggiore che mi possa capitare,
l'immagino, lo bramo ma poi lentamente mi scosto.
Mi fa paura, mi terrorizza
pensare di mettere la mia vita in mani distratte,
c'è poca forza che tiene insieme tutti i
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Mentre il sole scende
maestoso sui crinali
sospeso ai fili dei raggi lanciati verso l’alto
la luna sale a prenderne il posto.
Si consola il mondo
orfano della luce
col suo tenue bagliore.
Lievi al mio buio
le stelle percorrono lente i mari della
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Non oso sollevare lo sguardo
per fingere di disconoscere
una realtà in cui mi sento
inutile, impotente,
colpevole.
Non oso aprire il cuore
per paura di ricevere
quella coltellata
che mi tramuterà in
una persona che non
desidero
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Cesello frasi
scardino sequenze
disambiguo
il senso
racchiudendolo
in sintesi suadenti.
Compèndio
significati complessi
in pochi suoni esitanti
traendo archetipi
dalle forme apparenti.
Apprendista
nell’officina della Parola
all’Essenza
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Cerco la domanda,
lontano dalla banalità di una frase,
nelle pieghe di un vestito sgualcito,
negli istanti di molte
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Cercare nei soli che bruciano.
Correre con le gambe insanguinate.
Stringere i denti malsani.
Combattere con le armi scariche.
Precipitarsi verso le verità che scottano,
gli orizzonti lontani,
le onde che abbattono i corpi.
Abbracciare
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Nasco ogni mattino, nel silenzio delle pietre
nei fili d'erba piegati alla rugiada,
nasco con la luce che penetra le ombre
nasco per morire, per diventare fuoco
per risorgere anche domani,
nel silenzio delle cose, nell'incanto
dentro un
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Veloce
correva la strada.
Dimensione lineare
di un viaggio
già tracciato
da altri già vissuto.
Dei suoi limiti
ero consapevole
ma
il suo conforto
avvertivo.
Scelte obbligate
lungo sequenze conosciute
per affrontare
l’Ignoto
per non
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scende la notte ancora
su queste terre stanche
dove il freddo è una parola
brutta sopra le vette
scure di una montagna grassa
scende sulle spalle curve
di una vecchiaia ingiusta
sugli occhi disperati
di donne e di bambini
poi una carezza
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Nelle pieghe del tempo mi dimeno
dando voce ai silenzi,
non temo il rigore
il cuore sa scaldare gl’inverni
di emozioni taciute ma vive
Quante volte ho pensato
d’essere foglia staccata dal ramo
solo per seguire un filo di vento
e posarmi sulla tua
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 | Posata sul grembo
ho un'ultima poesia
per rivestirmi!
Le mie mani offrono
moneta preziosa
a gemme imbalsamate,
sono mani confuse
per consumare il dolore
di ogni giorno.
Cuore di burro...
Con ostinazione sprona
quel vezzo
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Mi guardava dall'alto.
Volto imbronciato di bambina.
Sembrava chiedere a me
nel mio terzo quarto della vita
come mai le fosse toccato
di non vivere più di due anni.
Io la guardavo
dal basso.
Ipnosi di sguardi:
gonfio di lacrime il suo
il
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Con estrema facilità
ricordo un tragico particolare
del mio insignificante passato,
sperando di dimenticare
il pesante e gelido respiro
delle anime che hanno giocato
con i miei nobili sentimenti.
Ignorando che non potevo
rinnegare me
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Sento ogni brivido
che la luna mi regala
nella solitudine
che brucia pensieri
ancora in grembo
Sfioro pareti
di petali scarni
Amo questo silenzio
Le parole fragili
si sgretolano
schiantandosi
contro ripide salite
che la mente
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Sentire fuochi sotto pelle
esplodere in vulcani di cenere.
Ascoltare il tuonante rimbrotto
di terremoti sotto terra,
spaccar zolle rocciose
aperte come ferite
che non cicatrizzano,
lunghe faglie corrugate
divoratrici,
sovvertono ogni stabile
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 | Caparbia la penna
che verga e riverga
la pagina bianca.
Capitolo nuovo.
Per nulla banale
il mio incipit.
La corda seria fa male
l'unica ch'io
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| Senza di te, ramingo,
vago in ansia
come in una nebbia
fitta e untuosa,
ch’intinge l’ immagine
che mi segue.
Sei tu
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Occhi malefici guardano il mare
senza starli ad osservare
mi accorgo che hanno una doppia sfumatura
che unisce l’infinito
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Non faccio mai l’intero: una foglia si stacca
e poi fischio, con due dita, su ogni vena
e cado, m’adagio, sulla schiena.
Mi aggrappo a ogni corrente, d’oriente
divento cieco, un imbuto, poi muto
e non parlo, un liuto, chinato,
come ramo mi piego
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Foglie cadute dai rami
di un albero qualunque
in un giorno qualunque d'ottobre
che sa di ora legale che ti lascia...
Mentre ad occhi chiusi il mare...
Era solo ieri,
il sole giocava con il cielo
e tu ancora,
tracimavi pensieri per un Amore
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Oggi l’anima non canta,
vaga silenziosa
nel rumoroso deserto della vita.
In sabbiose lande affonda,
in labirinti di specchi convessi
osserva e pensa,
dove risa e sguardi sono crocevia
di sensazioni avverse.
Oggi l’anima non canta
e non comprende
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 | Nel silenzio dell'attesa
respiro insofferente, accanto
a cumuli di macerie smorte
di un passato affranto
nelle mancate promesse.
Mietuto nei sogni sbiaditi
frantumati poi, nel falso tempo
del non essere.
Frammenti d'anima scivolano
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 | Quanti sbagli fatti d’impulso,
quante stupide parole dette
e quante parole “diverse” ingoiate
per timore, per paura, per vergogna.
Quante volte basterebbe un abbraccio,
uno sguardo, una sola parola
e nient’altro avrebbe importanza.
Invece resti
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 | - E mi travesto da bambino. –
Il mare nasconde il sangue e i diamanti
e un rossetto sulle maschere.
- E mi travesto da pagliaccio. –
Non toccare la pelle ai pipistrelli
che riescono a toccare la luna,
è una maledizione intima
tra gli
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Come spiegare il silenzio della nebbia
quando copre il sole
o la furia del vento
quando, a un tratto
strappa le radici ai tuoi pensieri
che vagano, come gusci vuoti
colmi d'assenze...
D'abissi, appesi alle pendici del cuore
col fiato corto,
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Ovunque io vedo piàngere: pe' i folti
vïàli, per le strade di campagna,
nel tetro specchio del cièl novembrino,
le rèsine che gèmono da un pino,
le foglie terree che càdono a mille
accarezzando con la
leggi

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 | A volte è molto meglio
dimenticare
che trascinarsi dietro
zavorre di fogliame amato
e poi andato a male
Verde
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46467 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 9301 al n° 9330.
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