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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’008Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca |
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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
 | Assicuro notizie future certe
ordinando giustizia
senza possibilità d'appello
e limata l'ipocrisia pettegola
di chi non vuole esser mai
sbattuto in ultima pagina
che invito nessun escluso
a visitare abbandonate stanze
di una mistica
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| Un figlio ucciso
barbaramente sottratto alla madre
che non può
non vuol perdonare...
una croce confitta nel cuore
lo strazio che dissangua la vita:
non si rassegna
imbevendo la spugna
per lavare il sangue delle ferite...
marciscono in
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| Quando si spegnerà quel giorno
il sole e cadran le stelle giù
nel mare sol fuoco celeste e gorghi
di acque violente spaventosi
avranno sulla terra il lor dominio
non più i campi con messi
un tempo e frutti a rallegrar l’umana
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| La morte,
sussurra al mio fianco
un risveglio amaro
La vita,
inutile ma indispensabile
La notte,
le vedo
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A tutto abbaiavi,
anche alla foglia animata dal vento.
Alla morte invece, nemmeno un lamento.
Provaci, ti dicevo per farti
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Morirò tranquillo
dopo che ho colto le rose
del nostro giardino
ed il vento sarà fermo inganno
Resterò in attesa
per poi accarezzare le nuvole
in una notte buia
dopo le ultime promesse della luna
Me ne andrò in
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L'anima frantumata in un attimo primordiale
dietro schegge di fuoco impietose,
nello sguardo ammutolito di un mattino sbigottito
mentre un angelo si piegava alla barbarie.
Le nuvole squarciate dall'angoscia di una madre,
nelle urla levate verso
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Dicono, previsioni attendibili,
che l'atra nube della notte della vita
già s'appressa e vagola sulla fossa buia
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Seduto all’ombra dei fossi
sento ancora
il rumore dei tuoi passi
con le nostre bici
le lunghe passeggiate
assieme a voi
in tante mie serate
Sono passati gli anni
le tante immagini
diverranno ricordi
in tutti i nostri momenti
rivivremo le
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Mostri sconosciuti
in notti solitarie
agitano la mente,
straziato il corpo
colpito da cupo terrore,
anima a brandelli
lacerata da infiniti
tentacoli
che la straziano
senza pietà alcuna
Lacrime amare
rigano il volto,
ricordi confusi e
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Era un giorno greve e senza sole
come tanti ancora da venire
quando te ne andasti
per non far più ritorno,
un giorno lungo da passare
e così funesto da dimenticare.
Mi si annebbiò la mente
quella notte fremente
ché la ragione era
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 | Sono in shock, rianimatemi
adrenalina endovena
sono sulla sedia della morte
ad aspettare non so cosa
tutto passa senza tracce
datemi la scossa, un temporale
lidocaina nelle vene
fatemi svegliare da questo incubo
strappatemi dal limbo
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| L'iride si espande e si posa là
dove la sofferenza, densa, era solo intuita
dove la speranza, vaga, era solo utopia.
Correre non è valso a nulla...
pregare, urlare, piangere, non serve più...
La realtà disperata e
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Ingabbiata nel buio,
la tragedia.
Nascosta, ridacchiava,
assaporando sangue.
Saltellava tra spini
di intrigati cespugli,
accartocciati alla melma,
in un maleodorante stagno
di un programmato inganno.
Fari allegri nella notte,
una corsa
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Niente
più luce velata
Niente
armoniche a suonar di fiato
Niente
profumo tra risvegli primaverili
Pulsa forte alla parete
il
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Musica della tempesta
prima della sera
ed il cuore piange
un segreto ancora vivo
Danza della nuvola
ogni goccia è una ferita
che ritma le sue pene
in assenza della luna
Non è tempo di restare
nel silenzio delle cose
e domani
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Temi di me i respiri
e le ombre del mio cielo
il vento che confonde
il lamento delle tenebre
Esita le incomprensioni
che piangono segreti
e rivolgono altrove
questo vagare ad arte
Fra parole che confondono
e non offrono appigli
al di
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Compresi
che il tempo è assente,
di sbalzi colorati
composto
il progetto vivo!
Antropici esseri
ti
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Come diritto
girone m’accolse
l’estremo Inferno,
varcata la soglia
la morfica follia
s’avvinghia.
Lancinanti
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Dei sette Angeli
con quattro Cavalieri,
dei sette sigilli il regno
delle tenebre il vanto.
Nei dispersi meandri del tempo
assoluto e inerme è il mondo,
quando giungi
l’occhio gravido guarda,
cieco, instabile
violentato dal
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ammiro gli ultimi ritocchi
sul viso
un liner scuro segna gli occhi
un lucido perlato
per le labbra
bianca diafana la pelle
tirata sulle tempie
una linea dura sulla bocca
il bacio della signora in nero
gela il sorriso
lucida gli occhi
trema la
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L’inizio della fine
era stato un tuo sorriso
un dolore celato
dai riflessi della pelle
Il lamento delle stelle
tenuto segreto
dalla ruggine dei giorni
che corrodeva i sogni
Foglie di verbena
profumate di vergogna
ed i capelli
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Una culla d'acqua,
questo ti rimane piccolina,
tenero bocciolo strappato via dall'egoismo
del mondo, che non guarda mai
chi resta indietro a rincorrere i sogni.
Adesso avrai il cielo per giocare
le nuvole per saltarci sopra,
sorridi se puoi...
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E' un cimitero di lacrime il mare...
affondano croci dilaniate dalle onde,
strappate alla terra
le speranze...
nessun approdo restituisce la salvezza
a vite travolte
da ingannevole promessa
di libertà...
un pugno d'acqua nelle
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É una bella giornata di sole,
calda e dolcissima.
Il mare,
il mare é calmo da sembrare un prato,
esso accoglie i tuoi occhi e li sposta lontano
verso sogni di mare d'amare.
Ma gli occhi ritornano lí,
i tuoi occhi tornano
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Quanta distanza tra le fughe alle pareti
piastrelle invecchiate, perdute e sole, cucite
a ventri affamati
di carne rosa.
Fuggi fuggi
da quest’aria asfissiante
necrosi di cellule
programmate alla morte.
Rose selvatiche, clandestine
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Ditemi occhi miei
che vedeste le rive del fiume Acheronte
ma ditemi,
algido canto di questo mio mondo
sordo lamento di un uomo vuoto,
ditemi occhi di morte,
fu
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Dicevano che fosse stata la notte
e che lei era innocente
per questo non si era mai pentita
di aver ucciso anche le stelle
Dicevano che fosse stato un sogno
a portare le ombre qui
in questo cielo sempre scuro
dove anche gli angeli non
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Occhi quasi chiusi
come fiamma di candela al moccolo:
eterea ma evanescente, poca cosa
volto di petalo d'un'appassita rosa...
Oggi t'ho visto ancora
ombra di te,
uomo,
che vaga in uno spazio indefinito,
uomo,
di cui resta davvero molto
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Non ci sono parole per Auschwitz
Non c’è musica per Auschwitz
Non si può comprendere Auschwitz
Una donna
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 2311 al n° 2340.
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