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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Quello che non sapete
le domande senza risposta
le vostre case a giostra
i mobili puliti dalla polvere.
Ogni uomo ha il diritto al paradiso
ma nei cieli vedo solo nuvole
sotto solo anime confuse
e oltre l'universo senza dei.
Quel che la morte
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Voglio tornare
nel mio cielo di metallo
dove la luce non respira
giorno né dolore
Sempre che l'ombra
non dimentichi le spine
conficcate nella pelle
in memoria del passato
Voglio svanire
senza avere il tempo
per pentire le mie
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 | Smarrita nel sogno ti ho vista
sorretta così tra le braccia, le mie,
quasi priva di vita.
Io e te due creature
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| Ed erano poesia
le tue parole sussurrate sulla punta delle dita
come foglie appena cresciute.
Ed erano sogni
i tuoi desideri in lunghe notti insonni
mentre guardavi le ore scorrere
come acqua di fiume.
Forse non pensavi
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Penso
ai tuoi verdi anni
e ricordo la tua gioia,
la tua frenesia di vivere
riempire ogni attimo del tuo tempo.
Spaziava nell’infinito il tuo sorriso
e l’allegria tua era in ogni senso,
tu amavi il mondo
e lo vivevi.
Guardo quella croce
che
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io sola posso sapere quando nello specchio
quelle piccole ragnatele comincio a vedere
mi viene un dubbio o il sospetto
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Ti ho vista esanime
Con gli occhi chiusi al mondo
E aperti al cielo.
Eri serena
Con un filo di sorriso
Che ha salutato
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Sera,
gelida nebbia mi percuote le labbra,
le luci al lume si spengono,
la città si spaura.
Intravedermi nel buio
nella notte più profonda:
ove non oso sentir
le urla rabbiose
di male portatore del demone.
All'improvviso,
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Svanirai
in questo cielo di cenere
che dimentica la luna
e le poche stelle nella polvere
Tremerai
questa luce maledetta
come una fiamma spazzata
dal vento dell'inverno
Il gelo
che attende un solo respiro
divide i giorni
dal loro sole
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 | Non il tempo di realizzare l'accaduto
istante manomesso
lungo il rettilineo tragitto,
asfalto ingombro
rigetta resti di lamiere contorte,
lungo la scia di liquido fumante
si spengono vite umane
vuoi per futile o banale distrazione
la
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| Passeggio innanzi a questa tetra campagna
e odo stormir tra le piante giovani zigoli mormorare suoni vivaci.
Come cantastorie.
Sento con peso la loro gioia.
Roccia marmorea sul mio petto,
cuore che non risente l'armonia monotona,
scolpisce
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| “Non presto, o mie parenti...”,
il vespero esalava
l’intima gioia ava
ad uso dei presenti...
Non correr di follia,
o
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 | E’ che forse dovrei smettere
calando il sipario
con la teatralità del poeta
ahimè
malaccetta alla brevità
del ferro e del piombo
Assicurando la mia giugulare
a una lurida sagola
o affidandomi ad Icaro
nel volo ultimo
Piuttosto che darmi
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 | Si passa oltre una certa soglia
pensando di farlo con tutti
i conoscenti, gli amici, i nemici
insieme agli affetti più cari.
Non è così!
Lo si impara ed è maestra la morte
che sceglie e con sé porta
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 | Tra le brine e le tenebre
e i sassi lugubri,
e nel mar degli estinti e muti avelli
e in tra le affrante roveri
‘ve un fiore si tramonta, e agli arboscelli
che l’alba Luna n’agita
cogli occhi funebri,
e a un Angiolo di rame -
la croce ferrea
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| Soldato cosa guardi?
Sguardo incredulo
volgi a si fatte rovine,
sguardo incredulo
volgi a te stesso.
Il tuo tramonto cangiar hai dovuto
con crudele alba nemica,
lento il fuoco assecondò gioco,
lento il fuoco ti rapì respiro,
lento
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Si inaridisce questo silenzio
aggrovigliando i ricordi con l'attimo
mentre si sbriciola l'attesa
come castelli di sabbia
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Non sei più tornata
a prendere il mio cuore,
nera signora che sussurri
le ombre dei tardi inverni
Hai dimenticato il profumo
della terra nera e fredda,
i tanti peccati digrignati
come bestemmie sui filari
Eppure io ancora ricordo
i
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 | Sulla ringhiera verde
rorida di pioggia
un passerotto trema
tutto infreddolito;
mi guarda dolce
muove al freddo
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Nulla lascerò di mio quando
raggiungerò l'ignoto
se non il ricordo delle mie idee
e dei miei pensieri
sciolti su righe che talvolta scrissi
per dare un senso e corpo al mio sentire;
Vorrei salutare la vita
con la gioia di un
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Sarà molto triste
sussurrare giorni di petrolio
ed il debole segnale
del vespro che respira il buio
Lama contro tempo
nel graffio rosso del tramonto
ed uno stiletto aguzzo
che incide pelle con lo sguardo
Sarà inesorabile
la
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 | Ecco le luci che avvolgono questa gente
gente buona al guinzaglio d’un sogno
ascoltando me stesso sopra ad un filo
per stare ancora insieme ancora e ancora.
Resta qualche goccia di guardia
o forse un caso nell'aranceto
come un sibilo fragoroso
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 | Volge lo sguardo verso la croce
che prende e avvolge comuni persone,
un'altra vita ha preso il volo
in questo limbo di miseria,
che mette sempre il vestito buono
e non si ferma alla fonte del perdono.
Va la risacca della vita
sempre verso la
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 | Ho preso tra le mani il bastoncino,
il "caro amico" come lo chiamavi
per annusare ancora il tuo profumo
che
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La notte venne,
venne per rubare il giorno
ed il respiro delle piogge,
la luna e il suo battito di fiele
Il lupo ed il suo sguardo
nero fra le tenebre,
bianco sul sottile lembo
di una nebbia senza pace
Le parole arrivarono,
arrivarono per
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In tra’i spettri e le brume e i ghiacci e i fiori
un corteo lentamente or s’incammina,
e in pianti di salmodie e di dolori
la bara si lamenta, e ne destina
all’ultimo soggiorno e a’ mesti cori
l’orbo cenere e l’ossa, e alla ferina
tomba si pasce
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Pettirosso dolce canto,
tintinnar sottile, d'oro,
che si snoda come un pianto,
coi miei occhi a fare il coro.
Che s'adagia come un
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Quel triste mattino
c'era un pallido sole
e un fil di fumo celestino
Un pallone rotolava lontano
la bambola cieca
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Il cielo si divertì a prenderlo in giro
nubi danzavano
con gonne aperte
mostrando bianche mutande
poi la pioggia
sembrò altro.
Granchi in fila
dietro la vetrina del fruttivendolo
mentre l'iguana
leccava birra
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Sale lento il caffè in un giorno d’inverno,
scroscio di pioggia, in un battito eterno di sordi ricordi.
Luci soffuse, pesante e livido il cielo,
e arrivi tu lucubra Morte,
degli inferi a spalancar le porte,
per ricordar all'Uomo la sua
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 2401 al n° 2430.
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