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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Nuvole in simbiosi
con il cielo del domani
e la terra che piange
qualche rovina ignota
Tu che non sai scegliere
i prossimi deserti
e gli autunni desolati
che soffiano una pioggia
Qualche angelo rimane
nel riflesso di una goccia
e la luna non
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Il vento si è fatto più freddo,
già tacciono gli alberi intorno,
sui muri del vecchio paese,
s'adagia il bagliore del giorno.
Trasal dai confini del cielo,
la pallida nebbia d'inverno,
che spegne e scolora il silenzio,
e
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 | Su sdrucciolevole asfalto
slittano vite
sbalzate fuori
dall'orbita terrestre,
incappano nel silenzio
di un nulla preesistente
infinito sostare
nel cono d'ombra
del buio eclissato
passi di colpo frenati
sulla striscia tratteggiata
del limite
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| L'assenza, tra noi, si apre come una ferita.
Ti allontani
e sembri solo una vita sognata che ho avuto.
E mi rapisce il ricordo
che prende lo
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| Sovra d'un gran lapideo seggio assisa
se ne sta Morte in arrogante posa,
con alma placa e fronte non arrisa,
mirandovi alla meta d'ogni cosa,
a ciò che faccia preda per l'eterno
di magra sorte o d'una fin penosa.
Sul volto suo
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Non parlavi molto
e forse le parole erano nuvole,
gocce di pioggia che la terra
bramava some un sogno
Gli ultimi giorni
avevano il colore grigio
del cielo d'ottobre
quando il sole teme già l'inverno
E non sa che il gelo viene
se il
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Mi hai abbracciato questa notte
ed io mi sono persa in te
Mi hai sussurrato parole mai udite
ed io ho pianto in
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E’ vivo il ricordo del vostro sguardo
delle mani e del passo
nel solco d’umane paure.
Siete vivi dentro il mio
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 | Quando del tempo
cesserà il cammino
ricordi affetti e amori,
come la notte
che abbranca il giorno,
s’andranno dentro
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 | In sogno la mia mamma
un tuffo al cuore,
cosa volesse intendere in parole
mentre aggrappata forte ripeteva
di darle aiuto
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| Novembre, di foglie rosse e caduche
è pieno il pianto dei tuoi giorni, freddi
e brevi come vita di farfalla.
Sfinita arranca l’edera sui muri,
ed ai silenzi amica s’accompagna,
tesse un manto d’inutile colore
laddove si spegne - e per sempre
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Altrove, fra la polvere del tempo
Altrove: artefice di visi belli, sfuggiti al consumarsi di albe e tramonti
Altrove, dove l’ombra
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Non dovrebbero andar via così
sprecate, quelle gemme di speranza
spezzate.
Stringerai fra le mani quelle foglie
che cadono, che piovono da dove sono salite,
che non hanno più forza.
Ti assale così la speranza,
già
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Novembre torna e rabbrividisce il cuore
nel passo greve e le dolenti note
di una processione senza tempo.
La pioggia scende sui silenzi
e il ticchettio incessante
è tarlo che rode la mente.
Com’impeto dell’acqua
che straripa dagli
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Il sole e il tempo
hanno sbiadito le vostre foto
ma non il ricordo
che nella mia Essenza
intatto continua a vivere
sommerso da rimpianti
e infinita nostalgia.
Vorrei pensare a voi
non rinchiusi
in cupi avelli
ma liberi e felici
passeggiare
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Non era sulla terra il loro posto,
ma solamente dentro un paradiso
dalle cose impeccabili composto,
con tutti quanti gli altri condiviso.
E vanamente avevano riposto
fiducia in qualche rapido, improvviso
cambiamento che avesse
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Non c'è respiro
in questo cielo senza meta
ed il veleno delle albe
tende il male al suo dolore
Un solo battito
e poi comete al cuore
che stringono follia
con una danza di rancore
L'ultimo angelo
ha già sussurrato
il silenzio
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 | Morte,
o quell’infinito istante che la precede...
mani inerti...
volto nero...
Sottile il filo che ci separa.
Il nulla è ciò che
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Il cigno ne piagneva e all'onda tetra -
che in folli esequie andava -
melanconicamente ne cantava
all'acque e all'etra.
Come in febbre funerea or palpitava
questo rostro di cetra,
e folle e inquieto e mesto a un'alta pietra
si lamentava;
e
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Lontano dai turisti schiamazzanti
vorrei aggirarmi tra le vostre pietre
e accarezzarle come calde amanti
poi, sazio, al
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assorbe la voce il nulla
scompare nel vuoto dei ricordi
e l'ombra disegna la via
cieco sordo muto
mi rassegno
taglio profondo buio attorno
qualità nascoste dentro
occhi neri
gelidi pensieri ossa su ossa
trame di ieri
e c'è
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Angeli accompagnatori verso la luce
di questo tramonto ormai spento.
Irradia il sole gelido
di questa notte ormai cupa
che consuma la carne.
Ululano i lupi il martirio di questa croce
che non sanguina.
I germogli gelano
in questo
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Io do il mio cuore
per l'universo
offro la ricca fauna
il verde dei boschi
fiumi, fontane e cascate.
Io sono il grembo fertile
per far germogliare
maestose specie di fiori
e dipingere
il pianeta dei colori
più belli.
Io sono il
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Gocce di fango nero
ed allora sarà una spada nuda
a mietere dolore
e qualche passo della terra
Tramonti senza luce
quando il cielo trama odio
e pochi giorni ancora
fuori dalla tenebra
Inverno prima delle piogge
che travolgeranno il
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 | E adesso che anche il freddo
gela l'aria,
sulla tua pietra un velo di tristezza
come rugiada stanca, si riposa.
Non
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All’ombre de’i cipressi, e a’ crisantemi,
e in tra le fitte brume e ‘l bosco estinto
un cimitero giace, e d’anatèmi
funerei è pinto,
e pell’immenso spazio or vanno i gemiti
infami degli spettri, e al verme avvinto
un reprobo sen
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Presto potrai incontrare
l’eterno ardente ghiacciaio
ove mille e più di mille
fiammelle ordinate
danzeranno nervose
lambendo
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l'upupa canta:
sgorga latte perlaceo
i cuccioli fagocitano
squirulì squirulì
erosione di lineamenti stanchi,
forme, espressioni
e l'upupa canta:
saette mentali, cortocircuiti
intuizioni, dimenticanza
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 | Dolce il ricordo aiuta a superare
forzata assenza che non dà più pace.
Anche tra i morti
tu sei la
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| Resti,
lì, muta,
a guardare la vita,
o Thanatos.
Sorridi
quando guardi
gli uomini affannarsi,
che nessuno ha capito
che il Sonno Mortale, un dì,
lo avvolgerà.
Eppure, tu
mi sei
fedele compagna, ché io
ti vedo,
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 2521 al n° 2550.
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