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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Graziano Ferrero | |
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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Hanno occhi, mani e capelli,
come i miei figli,
i sorrisi no, son spenti
moribondi germogli.
Bambini
scesi dal tuo cielo,
Angeli senza colpa
appena di passaggio.
Ogni tre secondi
uno di loro parte,
si stacca dal cuore mio,
e parte,
per il
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La vita
ritirandosi
trascina via le disillusioni della stessa...
dal corpo lungimirante
diafano ascendente
emana un candore bluastro
lui
polmoni squartati
omino incespicante
minuscolo eppur irrangiugibile
labbra serranti
occhi che vedono
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Sì, così, come se fosse l'ultima!
La tua mano gronda sulla mia fronte
un lago gelato il sudore
e un nuovo umore
Siamo legati alla morte come alla vita
in quel sottile paradosso che è l'amore
D'ogni ferita ne farò
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Si lacera il cielo,
calde lacrime d'angelo
accarezzano la tetra terra
si squarcia l'infinito
ed
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Quanto passato tra questi capelli grigi,
non stupirti dei ricordi
sono quei qualcuno
diventati ombre al tramonto.
Un niente sotto una lapide
un’idea ad illuminare il respiro
presenza ed assenza il pensiero
che diventa freddo nel toccare
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Ti ho perso
mentre calava il sole;
scomparsa è la luce
dal sogno e adesso che manchi
ogni campana
risuona lontano il tuo nome.
Nell'aria che fuma
un vano abbraccio, muto è freddo...
Parlavi con gli occhi
di un futuro trionfo.
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Nei giardini dell’oblio
sei rondine di scogliera,
volteggiante tra onde di cielo.
Farai belli i fiori del paradiso
darai aria alle stanze degli angeli
berrai il buon caffè delle otto
tra luci d’immenso.
Allontanarsi così,
lascia
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Nella casa degli incubi e dei sogni
sei ancora viva e pallida
lì sulla sedia bianca
sfiori l'angolo destro
del
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So di avere una casa anche se non c'è
so di avere tempo anche se non c'è
so di averti vicino anche se non sei più,
so che son nato da te anche se se la morte è già tua
ma rimango a cantare a suonare a ridere a
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Non sognerai più
il tempo tiranno
ti ha portato a me
da questa notte
l'assenza di luna
non ti farà paura
abbandonando l'alba
le tenebre saranno tue
ma non buie come pensavi
i passi calcati amorevolmente
donano al tuo non
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 | E poi forse
sarei chiamata ancora a dire
io che mai ho coltivato
la futile passione di parlare
io che tanto agognai il silenzio
e la magia profonda
che parve sempre volermi regalare
e poi...
e poi sovente sono qui
ammutolita da questi repentini
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| Cuando decline la tarde
y las sombras nocturnales
acudan a mi encuentro;
.
cuando lleguen,
como ráfagas acerbas,
atravesando mis desventuras,
.
la clepsidra goteará
los más áureos recuerdos,
los que anida el alma,
los que guarda la
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trame d'incanto
le luci al crepuscolo
sono veleno (D)
La gente cerca un posto per morire
nella terra delle ombre dove le cose
sembrano vuoti gusci per non fermare
sospiri e nuvole fra i rovi sbocciati
Le luci del crepuscolo sono
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Germi di corvo
è il volo delle ombre in sboccio
da un’altra primavera di follia
e nostalgia alle prime viole
Rami d’ebano
lasciati seccare al sole nero
e scomparsi fra i dolori
di mille notti insonni a trasalire
L’orizzonte è opaco
corpo
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 | Avesse pietà la morte
di quel panchetto, su quella lapide
avesse pietà la morte
di mani vuote, senza più pianto
Pietà
di quell’arida terra, senza più occhi
e quei pupazzi senza carezze
l’avesse, del tuo cuore morto
L’unico figlio
l’unico
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| faceva così
gesticolava con le mani
dietro cancelli e ali di pollo
ventresca, oppure il dolo
quello del dopo pranzo...
merenda sul molo
nessuno ad
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 | Giovane donna
ansiosa di vivere la vita,
come ogni fanciulla di vent'anni.
Correvi nei campi dell'amore
l'amore che vivevi nei tuoi sogni.
Ma erano scandalo i tuoi capelli al vento,
solo vergogna per chi ti stava accanto,
che mai si accorse
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 | E' giunto
un breve ed ultimo
Luttuoso autunno
spezzo la tua vita
ti distaccasti
lasciasti il ramo verde
Cadesti nel sonno eterno
Foglia secca
scivolasti lenta
fra le mani
di infiniti cuori
che t'amano
Abbandonasti stancamente
nella
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Scricchiolano le sue ossa
mentre raccoglie ciò che le è dovuto,
non scava nemmeno una fossa
cosi può veder chi non ha ancora pagato.
Raduna in fila indiana
gli spiriti increduli e ancora sconvolti
e calcola con la sua
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le distorte ere
passate in un veleno
d'antica morte (D)
Simile ad un sospiro questa voglia
uguale ad un veleno che travolge
ed imbroglia le prime ombre
di una sera consacrata a notte
Niente da lasciare al cielo nero
che non sia esile respiro
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 | Vorrei essere un indistinta goccia
per fondermi nell'oceano in sacra unione
senza più nessuna angoscia, senza ossa
scevro, dal fardello di rotante ossessione.
Sarei ricordato come un distinto eco
di mille onde in espansione
come loro, mi
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Dietro le inferriate,
dove riposi
i miei passi lievi
aspetti.
Ovunque io
ti cerco, anima pura,
sui freddi innevati
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Prendi me, Morte,
e io ti vedrò bella.
Anche se,
più d'ogni cosa,
amo la Vita,
t'accoglierò
come una regina.
Prendi quest'albero nodoso
che ha già steso tante volte
i suoi possenti rami al cielo
e ha
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Lontano da ogni sospetto
l'anima mia vibrante sussulta
tra nuvole disperse
nell'aria cangiante.
Il mio pensiero viaggia
per poi fermarsi davanti ad una foto.
Seduto sopra una panca
riprendo lentamente i nostri ricordi.
Mi fermo, e con il
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Immobile sta, mirando il litorale
da una triste camera, in attesa
e gemer ode, il giungere della bufera
mentre una preghiera va,
all’ombra di cortesi pensieri.
Perenne, l’immenso illumina
le briciole dell’anima
adagiate sull’affanno degli
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 | Trattengo le mani sulla console
Narro di turbamenti mai vissuti
Speranze svanite e mai risalite
Desideri fugaci trafugati
In un fiato l'abdicazione
Ed un bisogno di far parte che mi lacera
Mai nulla è perduto
E lo riferisco a te
Che
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| Non credevo che tu,
più giovane di me,
lasciassi prima
questo carnale mondo.
Qui ti piangono,
tu sorridi nell'aria.
Come dire ai tuoi cuccioli,
che tanto sublimavi,
siate forti
come lo eri tu.
Come dire che sei felice
e spargi ancora
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E da li' che sono
venuto per occupare
il mondo con lampi di
semplicità.
Ali bianche,
insaziabili del
canto dell'alba,
volano nel silenzio
del battesimo.
La mia radice
non avrà ramo.
Sono stato sulla
terra per poco ma
ho
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Passeggiano nella mente i sentieri di queste colline
e i barchi tra cinte fiorite di frutti e fontane
che scoprivano volti, ora ombre che declinano pensieri.
Rosari di cipressi recitano preghiere che un sole
trafitto respinge su terre
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Perché il dolore ha una punta dura
sulla carta i segni non sono solchi
non tanto profondi da comprendere
così, il dolore non ha una
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 3271 al n° 3300.
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