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Natura
Le 11390 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
 | Rami disadorni
rovinati dal gelo
abbandonati al vento
rendono muto il mio cuore
nessun mormorio di foglie
ad accarezzare il viso
o sospiri tremanti
di capinere e pettirossi
a rendere più tiepido
il mio pieno inverno.
Cala su di me
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 | E’ in quest’assenza
d’azzurro,
che s’intravede la luce.
Il flebile sole
si proietta tra i rami
dove non c’è più ombra.
Non una foglia
ha risparmiato l’inverno
sul crudo percorso
di alberi raggrinziti.
I rami si stagliano
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| Vagando nella notte fonda
inconsistenti e gelide ombre
vedo, nei viali ormai deserti.
Alberi dai lunghi rami spogli
inarcuati verso il ciel s'innalzano
a simular preghiera di cristiane genti
Sui clivi e sopra i colli
non v'è rimasto un
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 | Viali intrisi di malinconia
madidi tronchi denudati al vento,
spoglia la mente del suo perso amore
non sa vedere dentro i volti intorno
la sofferenza, ne’ recar conforto.
Ne’ ascolta attenta il cinguettio gioioso
d’un uccellino che richiama il
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Ti allontanasti silenziosa e agile
tra filari di piante spoglie
guardavi attraverso i rami secchi
nidi vuoti e sprazzi di
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Si consumò il distacco
s’aprirono i cieli
bloccati dagli ingorghi di nuvole
nel via vai dei passanti.
Ancora un momento,
e pensai alla sospensione del grigio
al laghetto immobile
alle ombre dei rami scheletrici
di un inverno inoltrato.
Il
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Casca ghiaccio dal cielo di piombo:
giaccio su di un velo a strapiombo,
come stalattite che gocciola lenta
su ingiallite vite di lucciola spenta,
laggiù non s’ode il pianto ed il riso,
sotto l’alta coltre del manto intriso
di grida e silenzi
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E' vento prepotente
spazza via ciò che incontra
poi sul mare s'accanisce
come acerrimo nemico
e veloce corre... e va.
Nessun lo ferma.
Ogni cosa è intimidita
elettrizzata dal momento
gli orchestrali sono tesi.
Fiati e
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Le ultime foglie
come aquiloni planano nel cielo.
Salutano agitandosi
lanciando sguardi tristi al mondo intero.
Dai
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C’è uno strano tepore oggi nell’aria,
un soffio frizzantino come brezza
di dolce Primavera che
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 | Il silenzio assopisce il vento.
Nel viale scheletrico d’autunno
echeggia il fruscio di foglie
insecchite dal tempo.
Risuona un lieve cinguettio
dagli scarni nidi
impigliati tra i rami.
Un merlo è in cerca di briciole
per sfamare i
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 | E dietro questi rami
il vuoto mi sgomenta e gonfia il cuore
che senza far rumore
pretende inutilmente una ragione.
E l’eco dei richiami
si lega con pazienza al vecchio ardore
pesando le sue ore
che vanno incontro a nuova
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| Ardono i rami spogli
ai lati dei viali
Il freddo è un fornaio
che
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Odor di muschio
esala dal manto
d'alberi in sonno.
Accordi silenti
agli abbracci di passeri
impauri.
Tralci sparuti
s'alzano in croce
come torce spente
in cerca di tepore
che nenia il dormire.
Cammino...
sospesa sui passi
e assaporo la
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Una doppia fila
di sinuose
robinie secolari,
intonano
con braccia tese
un lieve rintocco
verso il cielo
vibra
tra tronchi nodosi
e contorti
un gelido richiamo
artico
la parola si spegne
sulla soglia del viale
e il sospiro risale
al
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Che mi divori
tra le braccia dei rampicanti
come confusione, come tristezza,
come pianto che non è partorito,
come felicità,
distendersi come fa l’acqua
lungo la golena.
Giganti di foglie e rami
che aprono le mani
oltre i loro
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Altero il mio cinerino
ma scostante alquanto
e antipatico pesante
che non sopporto affatto.
La vista è acuta assai
niente passa
che non sfugga
immobile fa da tappezzeria
sul bordo di quel fiume
confuso tra le canne.
Controlla bene il
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Colmo di sabbia
l'acqua mi pulisce
il sale mi purifica
e il sole mi scalda
il suo nome è Estate
che riecheggia
nelle urla dei bambini
come un coro
d'una Chiesa piena di fede
Con occhi lucidi
piango con il cielo
l'azzurro che
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"Al chiavistello delle persiane, il gallo
suscita, un'alba sonnacchiosa accede
al vialone dei pioppi,
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| Garbo |
28/01/2016 11:07| 1077 |
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Mi inchino al travolgente tramonto
beltà misteriosa del creato
quale Dio abbia mai potuto donare tanta bellezza
quale Dio ci abbia tanto amato senza chiedere niente,
estasi d’amore è il cercar risposta
è il profondo mistero
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Solitaria la silente luna
dal cielo spoglio e senza stelle
sul mondo i raggi spande
che dapprima focosi e forti
si
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Lenta,
silenziosa scende sui tetti e
nei giardini,
come soffici piume
s’adagia leggera,
trangugia colori bianca bufera.
Cime innevate
s’affacciano al cielo,
sembrano giganti dal terso mantello,
verde vallata dal fiume bagnata,
si veste
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Come libellule
portate dal vento
in cielo brillano
forse son cento
saranno luci
così sconosciute
fra quelle valli
d'anime perdute
non si disperi
così in purgatorio
l'oro brillava
come l'avorio
ma una piccola luce
ora si
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Sembrava una sposa stamane la luna
grande e bianca era la luna
e la montagna stava innevata
a farsi ammirare
dalla sposa d'inverno.
La montagna per una volta
s'era stupita
davanti al mio mare
di candore rapita.
E la gente che andava al
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Fa capolino la candida lepre
sul luminoso manto
per scoprire buone nuove
e si disseta nella fresca neve;
lo stambecco ardimentoso
ispeziona la sua innevata vetta
sotto gli impulsi
del vento vigoroso.
Non riposa l'aquila
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 | E scende dolce il profilo di colline incolte,
verdi, nel sussurro del vento leggero
come nuova primavera.
Nel meriggio
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| Il giorno ponderoso si allontana
col suo lucente fardello
la notte tetra s’avvicina
col suo astro d’argento.
La
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| Bianco innevato sta il ginepro
vispo zampetta il pettirosso
le rosse bacche volto a ricercar
frutta desiata alla pressante
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| È da lontano
che mi guarda
con fare distaccato
sonda le intenzioni
sbircia sospettoso.
Può la curiosità
vincer la paura?
Mi muovo lentamente
osservando l'esserino
con gran circospezione
Il suo piumaggio tenero
il
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| Viviamo, cibiamoci (scodinzolanti) di naturalistica vezzosità,
come cuccioli di cane, nel passibile latrato di un'esagerazione.
Concediamoci nella nostra esistenza in un prolisso atto
di terapeutica collisione animalesca.
Le nostre alme
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11390 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 2941 al n° 2970.
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