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Natura
Le 11437 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
In un'acqua immobile, azzurrina che di
mirabile metallo tingon le canne dalla luce
argentina, quieta, sul far della sera una
gallinella dal becco innevato s'aggira a
schivare gli steli per tornare al suo nido...
Presto il sole che dagli alti
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Il vortice d’ aria e acqua
passa vicino e lento,
con roco brontolio,
davanti al tozzo molo
che nel mare si sporge.
Ha movenze di danza:
indugia un po' e procede,
ancora indugia un attimo
cambiando direzione.
Il movimento ipnotico
incanta il
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Sulla corteccia
del ginepro
annerita dal tempo,
striscia un insetto
a caccia di formiche.
In compagnia di ululati
temporali e stelle,
da sempre troneggi in giardino.
I verzellini armoniosi,
variano il canto,
lasciano il nido,
svegliandoti
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Quivi infra Natura
vorrei trovar albergo
in ristoro del mio rotto cuore
Fra gl’ispidi cespugli
che celano il sole
Fra l’alti fusti
al raggio avvezzi
Fra le frasche indorate
dalla brezza percosse
Fra l’arcigni flutti
forati dalla
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Acre e Spinosa
è la nostra terra
platani e aranceti
la rendon più bella
sul mar, da lontano
come lucciole remote,
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I colori dei prati
e gli alpeggi ilari ho mirato
e, con accorato sentimento ho salutato
gli ammiccanti monti.
La serenità del ciel pulito
sovrasta il pensar
e il dissetar della quiete
peregrina smarrito.
Errante una nuvola
disegna
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E piove... piove sulle caste viti, sui fiori
sdentati del fico che invocano il sole...
piove sulle aiole e sul cupo rosmarino
che la smorfia del tempo attorciglia.
Piove sul sentiero infangato, tra precipizi
e dirupi e sassi sconnessi, nelle
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Solitario. Abbarbicato alle macerie
del giardino abbandonato
di una casa abbandonata dall’ uomo
è tornato a fiorire il cotogno giapponese,
macchia vermiglia di petali ordinati
sul muro grigio di umidità e vecchiaia:
incurante di non
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Vento al mattino,
che canti con le stesse voci
di chi rendeva armoniosa la vita.
Accarezzi le rose
come farfalle
che si posano sulle corolle.
Sradichi piante
con rami e radici,
solo le querce osservano salde,
proteggono i nidi dal tuo
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Fra pagine d'azzurro
punti neri qua e là le rondini,
vergano nell'aria salmastra,
passegere,
come pensieri da non serbare
Fruscia il mare, sottovoce, nel mattino,
dopo aver ninnato il sonno del paese.
Domina il faro del sole
che d'oro
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Corre il sole nelle emozioni viandanti,
splendono di noi i raggi fiammanti
spensierato s'accosta al mare
rosso, arancione, giallo il cielo fa animare.
Dorme tra i cuori puri d'energia
sazia la voglia di calore e ci trascina via,
scrutiamo
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Verde rigogliosa,
maestosa natura,
danzi soave,
avviluppando l'aere...
brulica la vita,
tra i rami e le tenaci
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M'inchino con reverenza
davanti al blu splendore
del mar immenso
che così m'appare...
La distesa
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Sta a guardare il mare
d'Ortona il castello
e stanno le donne
in vesti medioevali
a narrar le storie
mentre la musica
accarezza il volto
dei viandanti.
Scivola a mare
la ripida parete
e le foglie degli alberi
e i chiari fiori
profumano
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Di queste poche stelle
resterà il ricordo delle albe
quando l'ombra disegnava guerre
ed i lembi perduti della valle
Di queste grandi battaglie
solo il gesto rubato alle pianure
e qualche inutile rovina
che il sole dimenticherà a
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Sgombro il ciel che più non rimbomba
l’audaci nubi or son prone fugaci
il grigio spettro or s’allontana
a fuggir nella propria arida tana,
tristo raio or malvisto albeggia
a frugar nell’ancor sordo e muto aere,
scopri l’occhi tuoi veraci, o
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Mi ninno in questo ventre,
nel sacco amniotico primordiale
elevo gli arti alla assenza di peso
e ritrovo la mia culla,
la tregua e le carezze evase
nel buio delle paure.
Ammaestra le angosce il mare,
con i suoi artigli artigli di sale
sbuccia
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Vestita di gocce dorate l'alba
dà un ultimo bacio ad un sole
che, come gobba di balena,
s'alza da un orizzonte di roseo mare.
Ed io là,sul candido arenile
con l'inquietudine di sempre,
come asfodelo alla mercè del vento
a
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Fruscii sono voci...
ascolta,
sussurrando flebili
si levano dal mare
in tempesta.
Ombrelloni chiusi,
orme nel tempo,
unici spettatori
del vorticoso planare
di gabbiani...
in turbini incontrollati,
a caccia del ricordo,
sognano
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Incerti e verecondi riverberi
del crepuscolare sole cadente
rischiarano lo spirito serafico,
mentre siedo estasiata
sul
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Il vento sul mare
le onde piegate dal sole
e le ragazze che si gettano
nella schiuma
per sentire cosa si prova
a volare.
Il cielo che specchia
il seno di una madonna
sulla sabbia
appena dietro il castello di sabbia.
Un venditore di
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Imponente la valle giace, e rivi
freschi e torrenti vanno,
e ‘l vento freddo soffia e al vanno
d’un’aquila si dormon quieti i clivi,
e questi colli son muti e giulivi,
e i boschi a’ sassi stanno
‘ve l’Elvezia si splende e l’alemanno
roccioso
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Sulle solenni candide montagne
Di bucaneve si aprono corolle;
Il sole a marzo indora l'alto colle,
Gemmano gli orti i rami e le campagne.
Cadono a perpendicolo cascate
Spumeggianti nelle acque dei torrenti,
Che scendono dai monti gonfi e
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Cosi' impudiche, femminee,
ho raccolto la vostra umida vita
e ne ho ascoltato I desideri,
trascritto I sogni,
o voi che sognavate
d'essere perle o piedi
per conoscere il mondo...
E ho udito
I bisbigli del mare
e catturato bagliori di
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| Mavec |
13/08/2014 17:39| 779 |
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Un fiore si schiude all'alba,
ai teneri abbracci di un tiepido sole,
una raffica di vento,
breve e improvvisa,
scompone i suoi petali al vento,
quel tanto che basta
perché non rimanga altro
che un arido stelo
che non sorregge più
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Gorgheggia felice,
regalando emozioni,
dall'alto di un albero
lui canta alla vita.
Ed ecco nel coro,
che fa da
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L'ultima stella mattutina,
dà il buongiorno alla mattina.
La sua luce così abbagliante,
nella notte scura,
si affievolisce al chiarir
della luna!
Splendido astro
lucente e d'argento
dai bagliori candidi e innocenti!
Pura la
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 | Precipitò nella notte gravida della luna piena
dalla coperta del cielo.
Come uno smeraldo in caduto nell’acqua profonda.
Verde come il fuoco della fornace, il frammento.
Sfaccettata la luce come la madre del fuoco di una saldatrice.
Viola e
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| Lo stagno mostra le sue cicatrici
l’acqua si è ritirata
il rosso e l’ocra han preso il posto
di quella cristallina
ove il cielo per lungo tempo
si è specchiato
ma al largo
la distesa è intatta
e si tuffa il firmamento
con
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Mete austere
di escursioni non agevoli
anteposti alla maestosità
del Rosa e delle Alpi
sentinelle cupe del tempo
custodi d’arcaiche leggende
guardiani d’un silenzio imperfetto
a metà tra lo schiamazzo della civiltà
e gli impervi baratri di cenge
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11437 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 4231 al n° 4260.
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