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Natura
Le 11437 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Lassù tra i monti
lascio un po’
della mia anima
ogni vola che torno
qui, in città.
Ho negli
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Se nell'inverno sentirai gelo
tu non badare al fiume,
lui resta fermo in superficie
ma non nel cuore abbandonato
ed ogni molecola di silenzio
scorrerà ancora verso riva
anche quando i mattini opachi
lasceranno vento alle sue
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Non nascono più fiori
su questo acre sambuco.
La natura ti guarda
e si ritrae fulminea.
Un battito di ciglia
tra
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La timidezza in amore
un cavolo amaro
da gestire con le dovute pinze
ritornano alla mente
insegnamenti solenni
inculcate parole
da lasciare sul selciato
difficile credere a fin di bene
il domani ne è la prova
timori paure si
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Il cielo è gonfio
di tutta la pioggia caduta,
anche se oggi un sole scialbo
è fuoco gelido
sul caos dei tetti.
L'aria è fangosa,
striata di vento
e gli alberi scintillano
di gocce residue.
Eppure tutto sembra nelle vie
una
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| Mavec |
09/12/2013 18:27 | 706 |
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Tu terra rossa
che io strappo a pugno chiuso
mi sei compagna in questo chiarore brullo
abisso insondabile
dove si perdono i
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L’ascesa è silenziosa
come la vastità
che circonda
ovattata.
Il freddo lacera vuoti.
E’ un pieno d’ombre
bianche le ali
l’abetaia inerte
a vegliare l’infinito
Ruzzola la luce rauca
d’un rifugio ed è già
il senso compiuto
del cammino,
il
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Le stelle sono elastiche
nel cielo,
la luna diffonde
mistico splendore
alla nostra madre terra
che nel piccolo
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 | I versi volano come colori
d'una tavolozza. Non si concede
quest'attimo al tramonto ed io sto fuori
in un freddo che quasi non si crede.
Ecco che penso ai miei passati amori
camminando il sentiero ed il mio piede
da sé respinge ciò
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Vola l'aquila maestosa
sopra vette dalla bianca chioma,
manto d'ombra l'ampie ali distese
e un nobile scrutar sulle discese.
Dell'uomo non conosce la catena
libertà è la sola sua dottrina,
giù nella valle rimane
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Tu non abbandonavi mai quei sogni
al destino di un mattino senza vento
quando i singoli passi del silenzio
separavano le ombre lungo il confine
Spazi vaghi sconosciuti alle pianure
dove non era il respiro a tradire giorno
ma promesse sbiadite
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Nomade coltre opaca
stesa sui ginocchi
di insulse tinte dicembrine;
silenziosa calata cangiante,
architetto di
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 | Mi delizia andar per boschi
lontano dal frastuono della gente,
qui percepisco suoni delicati
mi confondo
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| Steso ad asciugare
dalla brina invecchiata
quello che chiamano
inverno
così fragile e antiquato
cristallo invecchiato
e tutto ha il colore del manto
sul fianco il cadavere di un prato
il tetto spiovuto al peccato
persino la luna
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| L'urlo dell'allodola violata
ha trafitto il pianto della montagna...
Ed essa sull'ala insanguinata
ha coniato l'impronta della natura umana.
Lo sparo trasfigura i suoi tramonti!
Ha dileguato la filigrana dell'amato volo!
E la montagna ruggisce
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| Oscurato è il cielo
tempeste che dal vento
invadono la terra
da una ostile natura,
dove riparo non vi era.
Corre
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Così lento
il tempo.
Che dallo sguardo
Esalta.
Sono macchie sanguigne
papaveri e licheni.
Il sole
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Quante dolci notti col naso all'insù
Innamorati ammirano la luna
Da Selene affascinati i poeti
colgono canti da
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Che bello sarebbe poter respirare
in un mondo pulito, senza rischiare,
liberi e sereni nella natura,
ancora intatta, ancora pura,
senza l'onta vile di tante brutture,
spietate foriere di guai e sciagure.
Ad inquinare basta poco,
una scintilla e
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Vieni, arco nel cielo, porta
alla terra i colori, lascia le
nubi sospese, perché possa
risplendere il sole.
Vieni ad illuminare i campi,
a colmare i cuori di gioia.
Ti invidia il giardino fiorito
ti adora chi attende l'amore.
Vieni a
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Lieta vago fra i campi al sole aperto
se mi sei vicino un canto disperde
ma hanno già raccolto e pare un
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 | Danzate lucciole
nella notte oscura
Tracciate linee
invisibili
d'un pentagramma
Conducete
sinfonie ardite
fra grilli canterini
mentre richiami
lontani di
lupi solitari
s'addentrano
nel buio
Nel blu
di setta oscuro
vibra il
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Quando la notte sopravvive
al giorno
pianeti e stelle
dietro lampioni
si fronteggiano, lontani.
Deneb, a ovest
richiama Venere
al
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Diario
23 novembre 1980
Milano già stappava le bottiglie
Venezia organizzava gite d'acqua
Bologna si leccava
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 | Con il collo bianco, abbigliato di nero.
I piedi nella nebbia,
il corpo imponente,
si estende, Vesuvio...
Scompare il mare sotto i suoi piedi.
Meravigliata...
Osserva il gigante, la sentinella di tufo...
La cima del vulcano tocca il
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Seduta
ai bordi dell’anima di una città,
obliosa dei suoi tesori,
guardo rapita,
colline d’ esperidèe ornate,
tra inconfondibili
note profumate.
Dono esclusivo
di Nostro Signore,
in vessata terra
baciata dal sole.
Prezioso frutto
dai
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Rami secchi come dita segaligne
fendono il freddo inverno, veli di gelo
avvolgono la natura, in carezze di vento.
Colori in bianco e nero come per magia
si vestono d’argento, un sole annoiato
regala ultimi raggi nascosti in nembi
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Chicchi d'uva
tondi, sodi, succosi
addento vorace
Mi inebrio con il nettare dolce
al vostro banchetto...
mi
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È già
l’alba
si alza
il sole
per incanto
la notte
se ne va.
Piccoli uccellini
cantano
sui rami
fioriti.
Mentre
le nuvole
spariscono
con lo
spuntare
del sole.
Il cielo
si illumina
tingendo
di giallo dorato
i campi
con
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Le aggravate nuvole
riportano il maltempo
sugli sperduti astri.
C'è la nuova cometa
ma non per me.
Lo splendore asfissiano
anche alla piena luna,
quegli insulsi grigiori
come schiuma inquinata
ai morti pesci.
Ma già vedo
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11437 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 4801 al n° 4830.
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