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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Natura
Le 11400 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Alle spalle il mar ligure, assai mosso
grigio gonfiato da un vento impetuoso
nitida la val Nervia e Camporosso
il suo paesaggio bello e rigoglioso.
Quel fiume trasparente ravviva la memoria
simbolo di storia e cultura medioevale
di Dolceacqua, borgo
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 | Scricchiolio di foglie
musica lieve,
danza l'autunno
nel vento
colmo di eterne parole
alcune pesanti
come sassi
altre scintillanti
come le stelle,
fuga soave
di picchi
e scoiattoli,
foglie cadenti
che lacerano l'anima
calore di una
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Il sonno è terminato
e sbuffa e rantola stasera
tra fumo nero
e abbaglianti rossori
sparati verso il cielo.
A Muntagna s’è destata
e gareggia con le stelle
per chi più brilla
è lei l’attore oggi
e lunghe scie
libera
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Siamo foglie cadute
dal ramo più secco:
quello dell’indifferenza
Siamo calpestati
da ignavi passanti
che sanno guardare solo
le proprie nuvole
Non è stato nostro privilegio
nascere conifere sempreverdi
Nessuno penserà
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| India |
01/11/2013 14:11 | 1847 |
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 | Più sopra alle asciutte erbose
e a boschi radi di fascia montana,
su sassaie esposte al sole
e a rupi strapiombanti,
correva l'immaginifico puerile
nelle fredde notti invernali,
nelle prime solitudini silenziose,
appese a vetri gelati, a
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Son dune
a perdita di sensi
e batte forte
il cuore
al silenzio
mistico
E' pace dal profondo
che s'insinua
assolata
e trasfonde
e si fonde
nel baluginante meriggio
a sabbia sottile
impalpabile sensazione
E' il deserto
di solitudine
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Amica campagna disposta in loco ameno
baciata da slanci di vento, sole e brina,
cruda e superba realtà di vita sempre cercata
da dipanate azioni e estenuanti doveri.
Effetto mirabile e parco di gretto egoismo:
fresca natura ridente... in
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Mormora la siepe
muta e la terra
che prodiga
ai campi fertili,
giace il vento
se pur la terra
in pioggia nutre,
ma
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Nuvola rossa al calar del sole
e se mi chiederai di morire
avrò due lune da confondere
prima che il gelo tocchi il cuore
Lago di smeraldo fino a sera
e sul riflesso dei miei sogni
solo una promessa di nostalgia
a tremare i giorni senza
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 | Là, dove la città finisce e si ferma anche l'ultimo treno,
grovigli vegetali immobili come sculture aspettano
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 | Tra gli scogli di Mergellina che sembrano pezzi di parmigiano.
Tra il velo del cielo, che di colore copre il mare dell'azzurro suo tessuto.
Dentro il succo dell'arancia
che dal cielo cola sulla terra bagnando,
imbrunendo il mio corpo nudo disteso
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Scioglierò al vento i miei capelli, lascerò che
li scompigli, li tormenti, coglierò attimi di dolci
armonie, di carezze delicate, ambite ed infine
desiderate.
Non avrò vergogna alcuna di camminar nuda con
madre natura,
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 | S’apre una finestra sul tempo
che rallegra l’anima
nell’attesa dell’aurora
che indori la stanza triste e vuota.
Fuori, il placido bosco
s’espande all’infinito
e par che dalle chiome
scenda polvere argentata
per guarnire il manto erboso.
In questi
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Giorno vivace e giocoso
accendi le ombre di nuovi colori
nello splendore rosa dell'aurora.
Riscopro un fluire
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Dove finisce il leggero ritmo del tempo,
tratto disperso sui bordi di un orizzonte
In quel cadere lento di foglie verso sera
lungo i viali smarriti è un gioco di nebbia
Nessuno ad attendere l'incerto vagare,
quasi fosse un riflesso di
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 | Oceano di foglie
fra i tuoi capelli annido.
Oh, sirena dei miei sogni,
la notte rubi!
Su ogni trapasso di tempo
sorvoli.
Di rosso tingi le gote
e le palpebre
socchiudi al vento.
Ribelle chioma
luce risplende.
Ad ogni verso
tela delle tue
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| Il borgo bianco,
abbagliato dal sole,
è candore virginale sospeso
tra mare e cielo.
Qui, ai ludi
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| Mavec |
23/10/2013 19:53| 969 |
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 | Non vedo funghi spuntare nel bosco,
né castagne aprire il giallo guscio nell’umido terreno.
Anche i tenui colori del bosco,
ancora non tingono alcuna foglia.
Il giallo oro, a mala pena appare,
e il verde colore
predomina la scena.
Manca il
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 | Si scorge un muro
nel giardino.
Una rosa si nasconde.
Calore richiede
alla vita richiama.
Un bimbo ode
un sorriso le regala.
Il fiore
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 | Una grande arancia è il sole stasera.
Arroventato...
Dopo aver dipinto il cielo
con tenui e il rosso colore,
cade nel vuoto...
La bianca mela, timida,
tutta intera,
senza buccia e senza semi si veste di ghiaccio.
Venere
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 | Cade silenziosa la neve,
cristalli d'acqua
ricoprono i prati
le colline e le strade
Sfumature diverse
prendono forma
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 | Cantami gaudiosa
Bruma
dell'oblio del mare
mentre
alle prime luci
ti fai padrona
d'offuscar il giorno
D'incanto
trafitta d'aurea
luce divina
al tuo occhio
niente è celato
Oh
spuma ridente
lambisci
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Non avevi che le sere fra sillabe di cielo
per sciogliere colori disegnati dalle ombre
con le gemme addormentate lungo il fiume
e nessuna stella ad incidere una traccia
In uno spazio scuro l'inganno del respiro
quando il vento non soffiava
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Il respiro della terra
scuote le ciglia degli alberi
e asciuga le zolle.
Rose diffondono profumi
mentre nuvole di greggi
tintinnano nell'aria
che di tepore fatica.
Dalle bianche rocce
sospiri d'erba
sussurrano al sole
e un rondone
cerca
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Rosseggia in tripudio
il bosco sottostante
alla tua pietra scabra e linda,
chiesa di collina
che ti stagli su una preghiera azzurra
Nel sole annuvolato di un’isola tirrena
il viandante mesto rivolge un pensiero
al tuo portone chiuso,
ai vetri
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Saprai riconoscere le tracce
lasciate splendere nell'erba a valle
e i segni incisi sulla roccia
attenderanno ancora terra
Non avranno voce fra i silenzi
nessun rumore a rompere l'incanto,
le attese sono sogni accesi
che il destino non ha
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Dal tratturo montano,
nel primo settembrino,
scendevano le mandrie
in fila indiana,
dei campanacci i tocchi
si udivano lontano,
e tra silenzi e suoni,
in alternanza, un'altra
stagione s'avvicendava
ad altra prima,
in un percorso rituale
della
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Dal balcone fiorito,
ristretto dal freddo
cemento,
uno squarcio di mare,
un lembo di cielo,
stormi di gabbiani
spinti
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cade la notte sui campi
e nella fonda buia
stridisce la civetta
risponde il vento che
accarezza le fronde
sibila tra le foglie
e si appiattisce
sulle finestre chiuse
tintinna sui vetri spogli
pare una danza
di luci e colori
si veste la
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Fascino
custodito nel tempo,
da uomini
abitanti dei Nuraghe.
Dice la leggenda,
che la sorgente,
sgorga dove si sposano
la luna con il sole.
Ogni diciotto anni,
il loro chiarore
nell'equinozio
di primavera e d'autunno,
si rifletta
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11400 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 4891 al n° 4920.
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