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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Natura
Le 11403 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Ruscelli nascon dai vespri monti
cantan lodi ai rami secchi e foglie morte
alle zanzare e alle marmotte
portan via al lor passare
il rifiuto che segreta il naturale
son del corso abbeveratoi
per anfibi pecorelle e pure buoi
godon sassi ch'eran di
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Non più trilli, né guizzi,
né esuberanti garriti,
tra i rami frondosi
degli aranci e degli ulivi.
Né tra i mandorli
e i peschi in germoglio.
Né salti giocondi
sui teneri prati fioriti,
ma rombi, sbuffi e
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Nuovi
radiosi
tappeti
a colori
giù lungo la strada
viole
splendenti
catturano gli occhi
per foto
ricordo
momenti preziosi
di luce fiorita
potenza
vivace
diffusa
vibrante nel cuore
ma tenue,
già quasi
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Spunta all'alba
di una primavera in fiore
una rosa bianca,
di rugiada si copre
al risveglio di un mattino
quando il
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 | Tra due sassi corrosi
dall'acqua
è spuntata una viola,
volevo strapparla
per fartene dono
ma ho ritratto la mano
non posso! Il vento la culla
le parla d'amore è del
suo profumo lei gli fa dono.
Accoccolata sull'erba
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| sfiora
la tenace carezza
del rinvigorito sole
le montagnose cime,
l'ultima neve rimasta
si scioglie
pian
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| Uscirò tra non molto per fare il mio solito giro:
respiro di mandorli in fiore e di nuvole stanche,
di vento che sale la valle per dirmi di te,
zaffate di mare, ciliegi, tabacco e viole
che nuove
dall’alba al tramonto qui aspettano il sole
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La grazia aureolata,
di giorno vestita,
volteggia sfavillante
intrecciando contrasti.
Morbidi rilievi di luce
si smorzano sommessi
ricamando il proprio rovescio
nell’alternanza con la notte.
Civettando con il Sogno
impercettibili
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Placida è l’onda
che il vento inquieta
all’apparir del giorno,
sbadiglia il pescatore
issando in un fregar
di cime la sua rete,
gridano rauchi
i
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custodisco, nutro e proteggo
piccoli semi che piante saranno...
qual donna un po' vanitosa
mi ricopro superba
di manti fioriti e d'erbe smaltate...
m'intrido di gocce piovute dal cielo
le raccolgo, riunisco
diventan acqua sorgiva
che dal
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Bevo...
e la "fraschetta" si allarga
diventa campagna, vigna.
Grappoli d'uva dorata
pendono come gioielli
dalle viti contorte,
abbracciate ai filari
tesi come le corde di una chitarra.
Le "femmine" pronte
con forbici e
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Mura trafitte da raggi freschi prima,
scaldate al tramonto da fuochi invisibili
che da laggiù, oltre il monte
spariscono a mezzo volto tra le campane che suonano
la fine della corsa di questo giorno ormai
consunto, smunto ogni secondo
dai
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Adoro l'autunno
che mi solletica il cuore
coi profumi di vendemmia
al calar del giorno...
nel cielo del mosto e del
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Pareva che il vento con sottile ironia
si rallegrasse
nel fantastico di fine aprile,
con forza raccolta fra montagne e colline
ondulava cime e prati e a sondare profumi
coccolasse l'amore.
Nel vibrare l'aria,
portava con se aliti elisi di sana
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Ancor oggi
nelle mie strade
c'è odor di paglia e fieno,
c'è miseria e allegria,
si senton da lontano
ricordi che van via.
Ancor oggi
vedo nelle campagne
tirar l'aratro agli animali,
contadini falciar le spighe
dorate dal
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 | Quel poggiolo di fiori di campo...
nutriti di primavera, e una violetta
sù in alto, sulla cima di un vaso di
coccio, ed in basso severi filari
di bosso e ligustro nel nobile parco,
come file di banchi di scuola,
professori di latino e
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| L'autunno sfoglia matti d'ottobre
in sere inebrianti di mille colori.
Nelle vigne, ora denudate
dei grappoli
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Graffi di gatto
sul cuore,
squarciano stridenti
il mio dolore.
Piovono lame
d’argento vestite
e ancora graffi
come segni di nera grafite.
Stoccate di stille
su queste finestre,
tagli nel vento
e nell’aria silvestre.
Tonfi di
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Ambiguo e fumoso si sveglia
Il mattino al rione tamburi
pure oggi incerto di una brama
di aria residua tra le sagome
ferruginose di torri e ciminiere
Rauche bocche grigiastre
eruttano incandescenti lapilli
consenzienti a complicità
di
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Cristalline come vetro
cadono dai rami ancora nudi
gocce trasparenti come un velo,
lacrime mai asciugate a questo cielo
plumbeo che sovrasta il monte
coperto ancora fino alla sua cima
ricopre il mare fino all’orizzonte,
scomparsa è ogni
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Piove.
Me ne sto chiuso qui ad ascoltare
che fuori la pianura beve l’acqua,
la prima di questa secca primavera.
Sento che è pioggia lieve e senza vento
sottile e dolce,
capace di sciogliere la crosta,
di liberare il respiro della
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Ancora un'alba, una luce di sempre
s'effonde
ed infonde lo Spirito
per soddisfare questa sete d'anima
fra i grovigli ed i rovi
le pietre ed i sassi
a volte grezzi, a volte levigati
dal'irruenza delle acque fluviali.
Come pianto
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m'affaccio
al rurale terrazzo,
fra tenaci trame
d'edera,
mentre il sole si stinge
ed un vespro paonazzo
adombra degli
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Acerbi sussulti
spezzano il bigio
barlume
affranto si spegne.
L’ebbrezza m’inonda
di un rosato effluvio
e un sogno nuovo mi giunge
di freschi olezzi
Venere esala
essenze di gemme
con il soffio d’Aprile
che spira nettare
e foglie:
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Cerchi di luce,
o forse d'energia,
circondano le stelle,
mattoni e calce d'universi;
stringhe di magìa,
materia e nuclei inversi,
cerchi di luce
tra un uomo e la sua pelle...
Rimbombano nei secoli
e tra luoghi sparsi
turbini di
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Gronda di frutti la mia terra nera
complice è l’aria che la circonda
ove specchi d’acqua lei abbonda
orché il fuoco vampa lei feconda
Il roseo mandorlo che al sol brillare
si tuffa l’onda e grigia funesta pare
il sole riavvolto
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A vista d’ occhio spersi filari
dai germogli ridestati
promessa di vita.
Vite che si rinnova
saranno rossi
o bianchi
ma sinceri
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 | Dalla fitta nuvolaglia con guizzo di lampo tra
scaglie d'azzurro m'appari, nudo gigante di
pietra della valle custode silente e superbo.
Nel primo chiarore del giorno dal tuo trono
regale saluti il paese, pietrisco di case
addormentate.
Il
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il brutto tempo si sta guastando*
*
non era affatto triste un attimo fa
sfilavano croci di donne
in divisa da vedova
amanti mutilate
da sguardi di ombrelli
da così in alto non riconosco
l'aroma maligno
che scivola nelle pozze
e
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 | Dimmi di me
al tempo del ritorno:
narra la stella
che dondola la vigna
tra i grappoli dorati
della seconda luna:
cruna questa natura,
passaggio stretto
e greco di falerno:
passa il dolore,
nell'uva che matura,
fertilizza le
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11403 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 6391 al n° 6420.
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