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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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Sociale
Le 12226 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
La donna siede al centro della stanza
come un continente che ha perso i suoi nomi.
Gli occhi, ancora belli,
non riconoscono le rotte.
Davanti a lei i figli,
inermi, adulti, spezzati,
stranieri con il suo stesso sangue.
Li guarda come si guarda
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Se n’è andato con il conto leggero
come una tasca bucata dal tempo
e una fama di vento contrario.
Dicevano fosse pietra
non sapevano fosse argine.
Aveva mani di corteccia
e silenzi lunghi come inverni
non distribuiva carezze
distribuiva
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Ancora una volta si è scelta la guerra
sporche bugie hanno sprofondato il cielo di bombe
Denuncio l’illegalità di uno stupro di guerra
ancora una volta si cerca di far passare per buoni paesi criminali
Si è troppo faticoso inondare la pace
alzo le
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Il tempo si è fatto nebbia densa e sorda,
un ladro che depreda ogni stanza del petto.
Lei siede al confine d’un mondo senza bordi,
mentre i nomi dei figli cadono a terra,
vetri infranti di una lingua che muore.
Voi cercate lo specchio d’uno
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Scivolasti nell’ombra
in una notte oscura,
non vinta dalla paura
scegliesti di vivere libera
a costo della vita.
Altri ti nascosero
seppure di diverso credo
a dimostrare che
non tutto segue
la legge del più forte,
a volte è il senso di
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Bastasse solo una canzone
a cambiare l’atmosfera
di questa umanità
sempre più alla deriva...
o se bastasse anche solo la musica
a ridare ritmo al nostro cammino
allora mi metterei in ascolto
di quell’armonia capace
di coprire il pianto
di chi
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Nel buio azzurro degli schermi accesi
crescono voci come lame sottili,
inermi dita scagliano tempeste
senza guardare il volto che sanguina.
La rete è un mare giovane e crudele,
specchio che ride mentre affonda i cuori,
dove l’insulto, come un
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Nel cuore umano la gelosia serpeggia,
vipera occulta tra i roseti dell’alba,
avvelena il mattino con lingua biforcuta,
divora il sole prima che nasca il giorno.
Come onda furiosa che assale la scogliera,
inghiotte la quiete, lascia solo
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L’ira empia dei giorni,
cattura i miei passi
turbando il mio incedere.
.
Anche alla "paraulata"
hanno troncato
il suo trillo!
.
Non c’è via di
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Siamo figli del vento e della polvere
semi portati lontano
da stagioni troppo strette per fiorire.
Il mare ci ha chiamati per nome
con voce salata e crudele
ci ha cullati e feriti
ma non ha spento la brace nel petto.
Camminiamo con scarpe
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alba severa di una bruma che soffia il vento
macerie residue di guerre e bandiere strappate
urlo la volontà di giustizia di una nuova Norimberga
sogno gli ultimi bambini palestinesi entrare nella sala del processo con dignità
vedo i migranti uscire
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Serve una nuova Norimberga
non di macerie e bandiere strappate
ma di coscienze chiamate per nome
sotto una luce che non vacilla.
Un’aula severa come l’alba d’inverno
dove le parole pesino più del ferro
e ogni silenzio sia specchio
non
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Poesia che manca d’abbaglio di una scritta parola.
umile di una povertà d’un volgare italiano di silenzio,
Disarmiamo la violenza delle bombe nell’amore di una rima.
illumina la strofa dei giusti nella salita del cammino della fede.
Siamo soli nelle
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Conosco il piccolo fruscio di una polemica arrogante di un polveroso bar
s’ insultano con costanza le forze politiche larve di silenzio.
Lì chiamano nemici dell’Italia gli stranieri che respirano il vento d’estate.
destra di potere un origine del
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Gentile, un afflato
dentro il cuor mi vive,
un affetto che mai mi lascia.
Cortesi parole
e un bacio sulla fronte
ho da donare
ai miei fratelli innocenti
che qui sul Carso
furon molto offesi.
Un abbraccio mi prende
e che ho da offrire
a
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C’erano fiori in cerca di mattino
petali chiari nati per fiorire
ma un gelo oscuro, senza destino
ne ha fatto un sogno del loro rifiorire.
C’erano fiumi liberi nel cuore
pronti a cantare in ogni direzione
ma una lama fredda travestita d’amore
ha
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Viene male al solo pensiero di dover iniziare un nuovo giorno
quando dintorno odore di fuoco si accanisce ulteriormente
non è bastato quanto sino ad oggi accaduto
ingordigia pare proprio non accontentarsi
scontentezza a tutti i livelli non riesce
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Voi ch’avete sol il carneval
e sol di sollazzi godete,
i bulbi oculari discoprite
e ciò che sta attorno riscoprite
Chè v’è tanto che val,
sì che vedrete
se l’animo aprite
e non sol vi divertite
Lampo vi risvegli
e ciò non vi spaventi,
anzi,
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Si fa incerto il suo cammino
forse perché fa paura il suo pensiero
oppure per l’incertezza
che tutt’attorno vede,
allora ecco che non si espone
nel timore d’esser messo con vergogna
sul ceppo della gogna...
È certo la censura ciò che più
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Cade la neve marcia al di la delle spine del campo della morte.
sussurra il violentissimo silenzio degli scheletri che vagano con un numero al braccio.
Quanti morti nelle file ordinate dei bambini ammazzati dal gas dei nazisti
erano uomini e donne
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I luoghi aperti del campo sondavo
per sentir il profumo dei fiori
e degli uccelli il canto ad Auschwitz.
Non fiori, né verdi prati vivevano
nei circostanti spazi,
ma solo erba arida e stanca
e il perché rilevai non vi fossero
ondeggi di
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Rimembrar ieri ed oggi e pianger ancora,
domani storie di guerre ancor da raccontare
ombre ad oscurar visuale
e piogge di missili e droni a distrugger vite d’un viver sereno.
Fantasmi ad aggirar su terre flagellate da uomini di potere,
guerre e
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Cercare di abbozzare un sorriso
in giorni che niente hanno di buono
risulta alquanto difficile
al solo pensiero di quel lontano vissuto
non facile riuscire ad immedesimarsi
sensazione strana raccapricciante
che può soltanto allontanarci
per non
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Mi ricorderò di te
quando il vento avrà
depositato al suolo
le mille e più minacce
che ogni giorno
declami neanche fossero lodi,
sì mi ricorderò di te
quando il tempo
avrà fatto il suo corso
e anche tu, sarai solo passato.
Ti credi forte
ma
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Non ci sono verbi per simili misfatti
ognuno con il suo cavillo si fa spazio
per avere ragione su quanto orecchi ascoltano
rabbia ribellione avanzano senza capire il motivo
spiegazioni non bastano onde entrare nel cervello altrui
perché simile
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Narra il poeta vicende di paese,
canta con voce suadente e cortese,
elogia il pastore sui monti col gregge,
canta il Cielo che i lor passi sorregge.
Coglie il poeta tra i raggi del sole
spicchi di azzurro e variopinte parole,
tutto è incanto nel
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Ed accendemmo sogni e vagabonde luci,
pensier ad aggirar sereni, quel dì, di fine anno 2025.
Accendemmo cuori ed anima ad allacciar paracadute,
volar lieve, piume al vento, incanto ad incantar l’amore,
giovani cuori adolescenziali,
cantar, ridere e
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o paura che soffi forte nelle strade dell’america
divise criminali che arrestate con violenza chiunque protesti
era una donna disabile e voi non avete avuto pietà
indole di un fascismo eletto con le schede
il linguaggio del potere è un dettato di
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Seminano odio, chiamandolo legge
accendono guerre in nome del bene
mentre l’innocente cade e non regge
il peso crudele di altrui catene.
Bramano il mondo, il dominio totale
creano schiavi per restare sovrani
fanno del profitto un dio
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O poesia tu che denunci la cruda violenza della guerra.
a mani alzate dipani il soffice manto bianco di fronte ai fucili.
La via del silenzio è la bellezza della prece umana della pace
bellissima signora che consoli le giovani foglie degli
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12226 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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