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Sociale
Le 12237 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Mustafa pietà scalza di un dolore atroce di omicidio.
soldati assassini che avete stroncato i sogni di una famiglia.
L’avete lasciato solo senza più lacrime da cadere solo domande
guardatelo assassini lui l’effige dell’innocenza.
Voi che considerate
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Albero vital e luce ad abbagliar mondo,
sublime fioritura, amor ad intesser vissuto,
nascere e morir girotondo ad unir unione,
ove ognuno se stesso ritrova.
Mondo disperso ed amareggiato,
sociale comportamentale e strani amori,
candide anime e
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Giacca di carta respirata di vento
la tua terra suda della morte della speranza.
Quanti morti canta la strada di un cemento di solitudine
figlio di immigrati segnati dalla povera dignità del silenzio.
Arrivederci Rosalida signorina delle lacrime
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 | Chissà se un fiore nascerà
dalle rovine di un sogno.
Pensiamo per immagini,
ma slegati e senza tremiti,
siamo come morti.
Il giusto insegue la verità,
ma dentro la verità
senza niente perdere
si arriverà in pochi.
È tempo
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Tra banchi vissuti il tempo aveva voce,
odore lieve di carta e di attesa;
ogni domanda nasceva già luce,
un passo incerto verso la sorpresa.
L’errore era strada tracciata a matita,
la paura una porta da attraversare;
si cresceva così, prova dopo
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Supreme-
that’s the name they give him.
The crowds bear witness,
tongues to the boots of
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C’è un respiro che manca al mondo intero
ogni quattro rintocchi di un orologio stanco
una stella che cade senza lasciare scia
mentre il buio s’allunga su un banco bianco.
Svaniscono tra le polveri di città ferite
dove il cemento mangia i sogni e la
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Giulia, Ilaria Raffaella Maria Teresa.
nomi di sogni spezzati nel sangue.
Voi volevate essere libere ma l’uomo no a costo di uccidere.
nei vostri occhi la paura delle minacce.
Le lacrime della disperazione l’avete ingoiate nel silenzio
nelle vostre
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All’ombra del giorno
da solo, seduto in opposizione
mi faccio accarezzare
da un pensiero di pace
pur restando in silenzioso ozio
a percorrere le vie dell’opposto
mentre c’è chi diversamente da me
già pregustava l’atavica voglia
d’apparire
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S’apre il ricordo in polvere di gesso,
dove la mano scrive e poi cancella,
come un’onda che batte sullo scoglio.
Era un rigore d’inchiostro e di silenzio,
con le cartelle gravide di sogni
e un maestro che pareva un vecchio saggio.
Oggi
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Chi non ebbe virtù di memoria e intelligenza
venne bistrattato e mal pagato.
E, quando andò peggio, finì sul marciapiede,
sconosciuto a me, passante e indaffarato:
macchia indistinta, nera, chiusa in tela bagnata.
Prese la vita giorno per
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La donna siede al centro della stanza
come un continente che ha perso i suoi nomi.
Gli occhi, ancora belli,
non riconoscono le rotte.
Davanti a lei i figli,
inermi, adulti, spezzati,
stranieri con il suo stesso sangue.
Li guarda come si guarda
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Se n’è andato con il conto leggero
come una tasca bucata dal tempo
e una fama di vento contrario.
Dicevano fosse pietra
non sapevano fosse argine.
Aveva mani di corteccia
e silenzi lunghi come inverni
non distribuiva carezze
distribuiva
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Ancora una volta si è scelta la guerra
sporche bugie hanno sprofondato il cielo di bombe
Denuncio l’illegalità di uno stupro di guerra
ancora una volta si cerca di far passare per buoni paesi criminali
Si è troppo faticoso inondare la pace
alzo le
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Il tempo si è fatto nebbia densa e sorda,
un ladro che depreda ogni stanza del petto.
Lei siede al confine d’un mondo senza bordi,
mentre i nomi dei figli cadono a terra,
vetri infranti di una lingua che muore.
Voi cercate lo specchio d’uno
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Scivolasti nell’ombra
in una notte oscura,
non vinta dalla paura
scegliesti di vivere libera
a costo della vita.
Altri ti nascosero
seppure di diverso credo
a dimostrare che
non tutto segue
la legge del più forte,
a volte è il senso di
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Bastasse solo una canzone
a cambiare l’atmosfera
di questa umanità
sempre più alla deriva...
o se bastasse anche solo la musica
a ridare ritmo al nostro cammino
allora mi metterei in ascolto
di quell’armonia capace
di coprire il pianto
di chi
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Nel buio azzurro degli schermi accesi
crescono voci come lame sottili,
inermi dita scagliano tempeste
senza guardare il volto che sanguina.
La rete è un mare giovane e crudele,
specchio che ride mentre affonda i cuori,
dove l’insulto, come un
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Nel cuore umano la gelosia serpeggia,
vipera occulta tra i roseti dell’alba,
avvelena il mattino con lingua biforcuta,
divora il sole prima che nasca il giorno.
Come onda furiosa che assale la scogliera,
inghiotte la quiete, lascia solo
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L’ira empia dei giorni,
cattura i miei passi
turbando il mio incedere.
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Anche alla "paraulata"
hanno troncato
il suo trillo!
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Non c’è via di
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Siamo figli del vento e della polvere
semi portati lontano
da stagioni troppo strette per fiorire.
Il mare ci ha chiamati per nome
con voce salata e crudele
ci ha cullati e feriti
ma non ha spento la brace nel petto.
Camminiamo con scarpe
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alba severa di una bruma che soffia il vento
macerie residue di guerre e bandiere strappate
urlo la volontà di giustizia di una nuova Norimberga
sogno gli ultimi bambini palestinesi entrare nella sala del processo con dignità
vedo i migranti uscire
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Serve una nuova Norimberga
non di macerie e bandiere strappate
ma di coscienze chiamate per nome
sotto una luce che non vacilla.
Un’aula severa come l’alba d’inverno
dove le parole pesino più del ferro
e ogni silenzio sia specchio
non
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Poesia che manca d’abbaglio di una scritta parola.
umile di una povertà d’un volgare italiano di silenzio,
Disarmiamo la violenza delle bombe nell’amore di una rima.
illumina la strofa dei giusti nella salita del cammino della fede.
Siamo soli nelle
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Conosco il piccolo fruscio di una polemica arrogante di un polveroso bar
s’ insultano con costanza le forze politiche larve di silenzio.
Lì chiamano nemici dell’Italia gli stranieri che respirano il vento d’estate.
destra di potere un origine del
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Gentile, un afflato
dentro il cuor mi vive,
un affetto che mai mi lascia.
Cortesi parole
e un bacio sulla fronte
ho da donare
ai miei fratelli innocenti
che qui sul Carso
furon molto offesi.
Un abbraccio mi prende
e che ho da offrire
a
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C’erano fiori in cerca di mattino
petali chiari nati per fiorire
ma un gelo oscuro, senza destino
ne ha fatto un sogno del loro rifiorire.
C’erano fiumi liberi nel cuore
pronti a cantare in ogni direzione
ma una lama fredda travestita d’amore
ha
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Viene male al solo pensiero di dover iniziare un nuovo giorno
quando dintorno odore di fuoco si accanisce ulteriormente
non è bastato quanto sino ad oggi accaduto
ingordigia pare proprio non accontentarsi
scontentezza a tutti i livelli non riesce
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Voi ch’avete sol il carneval
e sol di sollazzi godete,
i bulbi oculari discoprite
e ciò che sta attorno riscoprite
Chè v’è tanto che val,
sì che vedrete
se l’animo aprite
e non sol vi divertite
Lampo vi risvegli
e ciò non vi spaventi,
anzi,
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Si fa incerto il suo cammino
forse perché fa paura il suo pensiero
oppure per l’incertezza
che tutt’attorno vede,
allora ecco che non si espone
nel timore d’esser messo con vergogna
sul ceppo della gogna...
È certo la censura ciò che più
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12237 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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