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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Sociale
Le 12243 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
I fragorosi marchingegni risolsero in melodie celestiali di cadenze, in cromatismi cangianti di colore continuamente col moto subitaneo della brezza e la scena fenomenale fu spalancato abisso di inaudita bellezza: miliardi di gioie s’avvitavano per il
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 | Quando cala la notte
e le stelle entrano in gioco,
luci vicine e lontane
trapuntano il blu notturno
d’argentati pensieri.
Colori accendono trìpode di pace
e telamone in cammino,
mentre, l’aere sventola al mondo
sguardi di popoli solcati
da
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| Vecchio sentiero
ove i passi si sono arresi
e ai lati l’erba scommette a congiungersi
porta a una casa col tetto che
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Siamo migranti, anime che brulicano
sotto lo stesso cielo, spinti dal vento
sradicati da una vita emozionale
quando si semina dolore.
Popoli dalle albe incerte
convulsi, dentro una vita
che non ci appartiene
siamo spiriti che non disdegnano
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Vivon felici
tra i riflessi dell’interioritá
sottili tenui tormenti
nell’intimo sposalizio
d’adombramenti e
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Esiliato nel mio soffrire
e chiuso nel mio narcisismo
mi specchio nel torpore del vivere
chiedendomi cosa di diverso
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Fermo sulla sommitá della mia terza scala
nego l’occhio al malvedere
a cui é condannato il mio piacere
il mio
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La musica delle foglie gialle
non fa rumore quando piove
non accarezza il suolo, cade.
Cade senza tonfi, nel fango
nel tanfo di un letto senza piume
sulla terra melmosa
dove i tacchi affondano,
sul tetto esiguo di un ombrello,
le gocce appese
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Colonne di solitudini che viaggiano nelle scarpe rotte di fatica
storie di volti tormentati del pianto di un dolore antico
numeri e numeri di perduta umanità che affondano nella sabbia assolata della tragedia
sudario quotidiano di parole salate dal
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Diamoci del tu
Sorpassiamo
disagi della lingua
invasata
di classismo,
l’uso
impone
riverenti
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ho un rospo- invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre
per la bellezza deturpata e
il suo esse- o-esse
per i figli del progresso dio- boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti
per l’uomo e
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Sono pezzi di cristallo questi pensieri
frammentati ricordi di un tempo passato
dove uomini decisero che per anime diverse
era il momento di soffrire e morire...
Distrussero vetrine e luoghi di culto
così, senza nessun sussulto del cuore
il tutto
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Novembre ha la faccia del declino
e l’arte di una donna
che lenta incespicando
si spoglia in un bordello
-è un ubriaco
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Interstizi di volontá
dove cicatrici labirintiche
disegnano mosaici d’amore
e trame d’interioritá
risaltano sotto
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Se mi guardo intorno,
c’è qualcosa di diverso,
non voglio sentenziare
ma qualcosa è andato perso,
lo chiamano
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Tre volte salve a te o novo nero!
Quidquid delira re son novi rei
nella suburramega
L’incendio riverbevole di già rutilanti mappe, pergamene combuste sgorgono nei planimetrati
Ordunque sia gran persecutorio, ordunque sue passioni edittoriali:
E’
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Sento ancor nell’anima
il piacere del vivere
al percorrer distante
con il lento andar degli occhi
quest’orizzonte
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segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia
è stato un miraggio
la terra promessa
negli occhi pezzi di cielo
a dire
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Un mal quotidiano
subiamo senza opposizione...
mentre gli uomini si alternano
ai tavoli di un caffè
ove strade e case non
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Continuo ancora
a fare anticamera nella vita
a aspettare il sole che sorge
e scaldarmi ai suoi flebili raggi
mentre
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Ci aggiriamo fremendo
dentro le nostre etá
salendo scale strette
che ci portano su terrazzi
dai quali vediamo
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Esprimono un trattenuto dolore
quei rassegnati volti,
quei loro occhi ancora non spenti
che perforano la notte.
Uomini
forse inconsapevolmente caduti
cui non viene concesso di rialzarsi.
Nel rientro di due mura,
accanto a queste colonne che,
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Ite ite ite a Rafael, l’angelo con l’ali di zucchero filato celeste e bianco,
d’oro rilucente (cui è magnanimitade sperata dalle torme vincenti:
si riversa e sgombrella in dendi e dendi festinaiuoli d’esotiche libaggioni
e divi e divi e terre: l’ala
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 | Sfiduciata esplorazione
declina cittadinanza umana,
l’accoglienza pendula
all’apparenza scaltra.
Panneggiano esistenze
in involucro sistematico.
Tutto o niente
nel viaggio disperato.
Compassione per pudore
appanna la timida vista
ma del
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| Un’unica emozione
scherza con i pensieri della mente
voler vivere nella pace
E provo a mettere insieme
mille
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 | Pianto di dolore s’innalza dal mare,
onda di pensieri affoga nel turbinio
di vento e tempesta,
si dilegua nel silenzio l’azzurro infinito,
mentre acque lambiscono
caduche ombre.
Barche d’anime fanno anse,
inarcate attraversano il tranquillo
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| stato d’ incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce
l’ anima travestita
a farsi
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| L’orologio con nonchalance misura il tempo
sempre sull’attuale, senza guardare indietro
e non ti fa vedere la distanza
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Sussurra ancora il soffio mattutino
una carezza di brina su un fiore dell’ultimo prato
l’odor di naftalina nei cassetti insieme ai fiori secchi
fotografia in bianco e nero.
Valica al galoppo più veloce della luce la tecnologia
cemento armato e
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Fosche nubi
appaiono spesso
nell’umano cammino...
il tempo scandisce
un ritmo fedele
al mistero della vita.
Di
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12243 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1201 al n° 1230.
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