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♦ Salvatore Orefice | |
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Sociale
Le 12243 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Come tanti sono giunto qui,
oltremare, nascosto in un barcone...
Ho lasciato ricordi e sogni
a gabbiani in volo,
colori e
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La notte resetta la mente
e alcune follie cacciate a malo modo
vagano e non trovano caos
fitto bosco dove nascondersi
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Sottomessi ad un tracciato
dell’aglomerato urbano,
sulle orme del solcato
che tratteggia un capitano
fatto come ordinamento
per chi lagna e poi si accoda
a chi brama un sopravvento
e fa star dietro a una moda
che prospetta un inclusione
alla
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Odo ancora,
il suono antico di una balalaika,
mentre una foglia secca e dura mi graffia
il volto rigato di sangue e lacrime.
Speranze distrutte,
desideri racchiusi
nel doppiopetto della divisa.
Con gli occhi al cielo
guardo il mare di Sorrento
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Tutto cambia a primavera
il sangue istiga copule
e redenzioni degli alberi
si ravviva il muschio
sui cuori di pietra
che
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L’Italia vuole avere il Suo governo
per dare alla politica italiana
la svolta necessaria al cambiamento
ed evitar ... la
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Agli albori del vecchio continente
di tutti i begli stili il più dimesso,
torri poco slanciate, scarno ambiente,
corte
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Ancora e ancora
raccogliendo onde
di un tempo precario
che grida decadenza.
.
Frattanto,
il pensiero emigra
come un bagaglio di sogni
che vogliono volare
ma non possono salire
e toccare le nuvole,
poiché i giorni dissolvono
i miei sogni
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E più non c’è l’oralità dei prati
né i nostri passi di latte nei canti colorati di soli:
come erano azzurre le ore del cielo dentro
quando dall’erba pendevano i sogni.
Chi ci spiega l’assenza dei fiori?
Dite: nel dov’è che siamo
giochiamo, noi
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Lia |
17/04/2018 21:16 | 1207 |
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Fragili steli gelati dalla bruma
come petali sparsi nel cielo di Douma,
Non lanciate le bombe sui frugoletti,
o il gelo della morte cadrà sui loro letti.
Sommesso pianto di voci nell’aria ferma,
bruciato dal fuoco della tetra guerra.
Stillicidio
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Quanto sia vera
questa colonna alta
luce vuota di immagini.
Quanto non sia, vorremmo, mentre
la gola stringe dove si
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Di litigare
la voglia ho perso
tutto tempo gettato
nemmeno nel vento
- a cercarla
non mi ci metto di certo
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È un viaggio perentorio
“Parti in quel giorno
a quella data ora”
È un viaggio
stabilito, lassù in alto,
in
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Il sole già stanco si spegne pian piano,
merli impazienti si bacian sui rami,
strade lucenti si svuotan tra piccole case.
Finestre appannate giocano a scacchi,
giovani ombre si rincorron monelle,
tavoli pronti aspettano i padri.
Ribollon
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Guardateli
son loro
sembrano prototipi
di vino e ossa
usciti da un capriccio
borse sotto gli occhi
faccia da
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Vivo in un posto strano
dove tutti reclamano legalità
dove tutti si chiedono se
“La legge è uguale per tutti”
e poi taglierebbero la mano
a chi ruba per mangiare
senza dare un’altra opportunità.
Vivo in un posto strano
dove tutti siamo amici
e
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veleggia col buon vento e
taglia obliquo il tempo
-la faccia bruciata dal sole-
nel solcare in solitario l’ Atlantico
il mare è sua madre
sul cui seno si lascia cullare
sogna il sogno di sé
gli passano negli occhi
le albe e le notti
il cielo
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Lo scoiattolo appena svegliato
non ricorda la nocciola nascosta
e la ghiandaia che l’ha rubata
chiede cospicuo riscatto
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Nebbia liquida
dove galleggia
a zonzo l’anima
Bagno di sviluppo
delle foto rifiutate
dagli occhi
Sangue nuovo
per
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Le strade fossi allineati
l’asfalto pelle col morbillo
e qua e là cerotti neri pressati
da chirurghi arancioni
mentre ai
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Sfinendo demolendo
sbalestrano soprusi
ferendo e reprimendo...
tiranni degli esclusi,
viziosi e malfattori
su vita crivellata
senza l’aver pudori
d’una croce arrecata
con torto e con affronto
dell anima cruenta,
dell’etica un sormonto
senza
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La sua buffa figura
nel costume di stracci
ha geniale bravura
in capriole audaci
e il dono di natura
per scenette
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Sento tutto il peso
di un cielo di metallo...
mi opprime...
non mi lascia respirare.
Non posso chiudere gli
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Presi da felici anni
lontani dagli affanni
con esplosioni nelle vene
Giovani disciolti
fra grandiose catene
montagne invalicabili di pene
decisi nello sparire
come neve al sole
senza difesa
senza voler avvertire
un maremoto dentro
un asociale
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Non li toccate!
Quei fiori caduti a terra senza voce
sotto i nembi che traboccano dal cielo
hanno bisogno ancora di un po’ di luce
ora che dentro il cuore tutto tace.
Lasciateli stare
riversi sui loro giocattoli rotti
hanno già una coperta di
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Corso Umberto ha un candito sulla testa
il Re è ancora nel cuore di Pescara
mentre il Vate abbraccia una ragazza alla rotonda.
Che bella la borghesia di Pescara
mi manca il cinema San Marco
le sedie che si chiudevano
i film impegnati dei circoli
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Un colpo
secco, violento,
mi colpi’
al volto.
Gridai soccorso.
Non venne nessuno.
Ora
cosi’
colpisce
anche l’ altro mio
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Vorrei salire, se solo potessi vorrei farlo da me stesso
ma da tempo non cammino più i miei passi...
Vorrei davvero prendere il treno per scorrazzare in ogni cuore
anche in quello in cui vive ombra e non amore...
Vorrei salire accomodarmi accanto al
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Il progresso è inarrestabile
il lavoro è troppo per pochi
e niente per tanti che lo cercano per rifiutarlo,
tutti votano
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Datemi una casa
una casa per dormire
una casa per pisciare
una casa dove fare l’amore.
Datemi una casa
una palafitta
una baracca
una soffitta
insomma qualsiasi cosa si sorregga
anche su pilastri di cartone
una casa dove posso
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12243 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1471 al n° 1500.
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