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Sociale
Le 12243 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
 | E questa luce accesa
sopra il mare
è il tocco che in un attimo scompare
lasciando soli il cuore
e questa vita
che in mezzo a tanti
cerca la sua uscita
da questa confusione secolare
dove la solitudine si accende
e il cero giù in istrada la
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Il vuoto
non restringe la solitudine.
Il cerchio non si chiude.
Forse la sente finire
tra le chele incresciose
del dilemma,
o forse trattiene
quel grido infimo
d’un momento,
e non s’attarda a reprimerla.
La difficoltà
sorregge il peso dei
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 | La solitudine reale
di paure, in uno smanto
che adagia il nero e logora
memorie di assonanze:
chi l’ha chiusa, in dure
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 | Quell’ombra che si lascia camminare
per le strade del mondo e senza nome,
simulacro rifratto all’orizzonte
dal guscio di una storia di
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Sola e pensosa m’agito nel vuoto
di questo tempo nudo e inamidato
con le rincorse nere al cioccolato
in questo mareggiare lento o immoto.
Pensosa e sola noto nell’ignoto
il cielo si confonde trascurato
coi voli manomessi e messi a lato
lontani
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 | Nel turbinio
non è da solo il vento
ne’ il mare immenso
nel rullio dell’onde;
e neanche il sole
che riscalda il mondo
e
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Là nell’ultimo banco
nascosta fra i volti,
sussurra una timida voce
per non disturbare,
il vociare prepotente.
Lo sguardo sul foglio,
per non incrociare
il giudizio di chi si sente
più forte
Fragile cuore
che ha paura di sbagliare,
diversa
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È un oceano
di volti, di anime,
sempre più smarriti e confusi.
Veloci a fari spenti nella notte,
senza direzione, senza mete;
ogni giorno sempre più inanimati,
ci nascondiamo come tartarughe,
al buio dove i pensieri muoiono.
Dovremmo volare
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 | Quando
le nuvole macchiano il cielo
le stelle sono assenti
e la notte è fonda
Quando
le piante svettano mute
e passerotti fuggono spauriti
Quando
pigra la luna dorme
e il fiume scorre lento
Quando tutto attorno
è silenzio
e nel mio
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Nel silenzio riposano i sensi
Pace rallegra l’attimo
Tingendo la notte
di variopinti colori.
L’inconscio naviga
nella solitudine dell’anima
nascosta d’un pungente fiore.
Opprime il corpo il passar
del tempo
fiacco corpo da sfarzose
Forme
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A cento passi dell’indifferenza
germoglia la sofferenza,
a cento passi dell’ignoranza
sboccia la ripugnanza,
a cento passi del disumanesimo
cresce il bullismo,
a cento passi del pianto
si chiude qualche canto,
a cento passi del dissapore
muore
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Ho cercato il cielo
nei suoi occhi di cerbiatta.
Ho trovato il sole
che rallegra il suo sorriso.
Ho cercato la pace
nella sua serenità.
Ho trovato un po’ di ristoro
alla mia angoscia.
Ho cercato l’illuminazione
nella sua straordinaria
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Di fronte a me mia madre
Pare pensosa rassegnata alla vita
Sprofonda nella marea dei ricordi
- sofferente - mentre mi dice “sto bene”
Sola. Penso sia il suo sentire
mentre condivide con me la nostra casa
i miei libri ed il mio tempo tra panni e
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Sull’asfalto restano piccole macchie di colore
- petali vellutati di fiori recisi -
Una mano amorevole cinge il lampione
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 | Lentamente muore il giorno
disciolto nel gelido d’inverno,
smembrandosi in ombre sparse sul selciato,
al lieve dondolio
di rami spogli al vento.
Nel tepor d’accesa legna
cerca ristoro anima solitaria e stanca,
trascinando tardi passi
nel vuoto
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 | Se vuoi la solitudine
la trovi giù al mercato
sopra le bancarelle
dal volgo preparato.
La trovi bene in mostra
tra il tempo perso e ornato
e il prezzo è ridottissimo:
è puro artigianato.
E se giocondamente la coltivi
tu scopri che si apparta
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Signora Solitudine
mia principessa a sbalzo
in copertina
vergine degli affanni
e dei singulti
compagna immacolata
e mio tormento
accettami
e accompagnami col vento
del tuo silenzio
unito agli improperi
che sanno di pulsione
e di
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Luna pallida,
immobili le stelle,
fredde stanze,
buie e intrise
da ricordi di pupazzi,
dalle loro lacrime.
La solitudine sevizia piano,
lentamente,
assaporando ogni istante,
come gustoso liquore,
lingue inesistenti
si leccano le
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 | S’avverte d’esser soli anche tra tanti
se non abbraccia l’animo il calore
e solo il cuore che in segreto pena
può
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Abbracciato a fievole respiro
fende l’aria l’amaro sorriso... la sventura
si divincola con fare silenzioso
nel cesto ricoperto da mille disavventure
Sibila il vento sul cuore ancor freddo
a sfiorare quel timido aspetto
accarezza l’inconscio prima
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Nel grande dormitorio
la notte non si dorme
chi nel silenzio piange
chi parla senza voce
È tutto in bianco e
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 | Trovami la scintilla che accende l’inverno
e permettimi di vedere la fiamma che esce
dalle tue pupille, inesorabilmente attendo
questa tua presenza che è assenza.
Non rubare i miei baci, chi ruba desideri
e degusta baci ardenti accarezza le
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| Cosa pensavi quel giorno?
Che la mano ti avrebbe raggiunto?
Senza esitare magari
a destarti il pomeriggio
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| Animale ferito, rannicchiato nel vicolo cieco,
sotto l’insegna cadente che frigge,
hai il cuore che versa lacrime mentre
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Sola
col mio destino in calzamaglie
col rosso della vita
e il sangue fuso
distesa dietro il vento
del passato
enormemente stanca
e risaputo
non chiedo
e non pretendo un servo aiuto.
Sola
con le mie voglie incustodite
tra il bianco
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 | Solitudine annoda
fili del pensiero
d’un corpo abbandonato
e stanco,
sguardo triste e vagabondo
dilaniato dalla sofferenza.
Non trova amor
nella casa senza tetto,
non vede spalla amica
a pianger sconforto,
urlo di dolor disperato,
invano parla
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| Una scarpa che manca,
per pescare una canna
passata oggi di moda
- uno solo per volta! -
Non solo dalla scuola
ma
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| Wilobi |
18/11/2017 00:12 | 772|  |
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La piazza della di città di Favara,
un tempo piena di coppole storte,
da cattiva gente, dipendeva la sorte
ma or, i giovani onesti, son l’avvenir!
La prima pietra, castel Chiaramonte,
ma quel maniero, fu solo il principio
poi i baroni, i palazzi
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L’accelerazione dei pensieri
sull’intervallo dei miei piedi ponderanti
i dubbi, i nient’altro da indagare
discorsi brevi su questa gara amara. (Vita)
C’è tanto mondo terra verde e mare
ma siamo stretti, ottusi individualisti
vicini al niente con
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Se un fatto o un individuo un istituto
diventano, poi perdono quell’aura
che avevano dal tempo ricevuto,
che tradizione più sincera instaura.
Mazzini, Garibaldi e pur Leopardi,
con tante strade a loro dedicate,
conservano oramai pochi
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12243 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1621 al n° 1650.
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