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♦ Stefano Acierno | |
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Sociale
Le 12243 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Non si piega e indifferente
resta fermo in faccia al muro
coi suoi giorni da colmare
del suo tempo nudo e duro.
Nei suoi occhi indifferenti
brucia squallida la vita
e nel piatto dei perdenti
c’è una mano infingardita.
“Io non racconto
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 | Indifferenza che oltrepassa il cielo
con i silenzi senza azioni e gesti...
nessuno e niente più t'ispira ardore
e
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La macchia non si vede
è sotto il petto
non molto grande
ed ha una forma strana
nera di fumo
grigioblu antracite
il resto è bianco latte
a pelo corto.
Padri ne ho tanti
mamma sconosciuta
nessuno pedigree
di razza mista
oppure
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A macchia
si propaga imperterrita,
inesorabile,
come visione
scartata a priori
sul debole contorno
della
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 | Provo dolore
quando i tuoi occhi
s'oscurano
per non vedermi
quando divento ombra
fra le ombre
di questo tempo.
Quando ti sono accanto
e t'allontani
senza aspettarmi
quando la tua indifferenza
è padrona del tuo cuore
e fa
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Macchia di terzo grado
resistente
atto di forza
spirito invadente
organigramma vuoto
e a volte pieno
col suo inventario
massimo scaleno
molto diffusa
volta dentro il ghiaccio
odia il mostrarsi
piccola e tenace
s’agita al vento
e non trova
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Immerso in un marasma di notizie
colgo i miasmi emessi da bufale
lasciate pascolare in campagne denigratorie
sotto un
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Giace l’indifferenza su letti di rovine
dove tutto è reso vano
da chi si sente sovrano del dolore
e non comprende quanto pesi
il distacco da una realtà resa aspra
dal desolante quotidiano.
Giace su sponde credute amiche
le spoglie del domani,
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Macchia
alone scuro
aleggia nell'aria
simbolo
di debolezza
di incertezza.
Scivolando
su incerte visioni
saltando
ostacoli di
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 | E se ti basta
basta raccontarlo
e un vecchio tarlo ancora ci scommette
e mette il sale dentro la minestra
mentre la destra guarda dove appare.
E’ qui che pare vero e indifferente
un accidente che ti salta addosso
e dentro il fosso cade per
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Si trascina nel tempo
l’onda di amarezza
che mi pervade
quando il sole si oscura,
il cielo impallidisce
e l’uomo mi amareggia...
Allora i fiori
non profumano di primavera
sale l’amaro del mare
e gli occhi fingono
dolcezza che non c’è
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Scelta di vita, a volte forzata, un barbone
occhi che per i viali d’una esistenza si sperdono
coi passi stanchi avvicendarsi claudicanti,
uno straccione
nel vacuo cielo che gli si avvinghia tutto intorno
Un vecchio cappotto come
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E mentre l’ombre vagano
e spariscono
nel cuore maledetto
e sofferente
il sole si diverte
giallo ocra
sull’onde calme e piatte
del destino
che assiste un po’ sorpreso
e indifferente
al rito dell’estate
tra la gente.
E mentre questa luna
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Giacciono a terra, accovacciati e stanchi,
leccandosi le ferite, non temono più che li si dimentichi,
dopo il distacco delle radici,
ora sono vile compostaggio ed hanno tanti nemici.
Reietti invisibili brulicano nelle
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 | Non parlo non ti vedo e non ti sento
nel cielo degli inganni di maniera
e il seme di una stanca primavera
innalza alla mia noia un monumento.
Non dico cosa penso e cosa provo
seduto tra le pieghe dei farò
e come una sequoia non mi
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| Capisci che veramente fa caldo e cedi allo sconforto
quando i vecchi rinunciano a pararsi le mosche
e annuiscono al nulla
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| Siamo merde di piccioni
sullo stesso parabrezza
mi dirai ma che schifezza
che fanno i tuoi paragoni!
Ora ci hanno ripulito
e gettato nel cestino
ma che razza di destino
io proprio non l'ho capito!
Spiccheremo ancora il volo
ripartendo
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| L’imperatore in sella al suo cavallo
troneggia proprio al centro della piazza
poggiato sul marmoreo piedistallo
si erge per la sua enorme stazza.
I monumenti equestri son la Storia
dei Grandi condottieri del passato,
Eroi che conquistarono la
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La vita senza fine si rinnova
in bilico su un tappeto d’illusioni.
Andando avanti per l’impervia salita
Si spera in una piccola discesa.
Tormento nel silenzio delle strade.
Se affondo gli occhi nei mille ricordi
sento nell’aria l’eco
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Noi siamo stati quelli delle radio
a scatenare il mondo in FM
a dare a questa vita freschi lemme
della modulazione un
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Può la schiavitù
render felice la tolleranza
come filo di lama
taglia dalla piaga al cuore
si tinge in un lamento finto
la verità in un sogno
Sabbia dorata
che soffrir ritrovar pace
braccia scure o bianche
l’innocenza
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 | Mentre langue il verso
assalito e saccheggiato dall'incuria
di un sordo potere impudente,
da un lato mostra il
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| siamo quelli
di un’età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo
"l’altra faccia"
-a
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Stretti in una morsa
senza fine
lasciano alle spalle
terre martoriate
dove
bambini cadono
come bombe,
terre un
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Fa caldo
la croce si fa sempre più pesante
unta di sudore, scivolosa alle mani
e il calvario è come
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Alita la calura
impercettibile vibra ombrelloni
e i colori ondeggiano a sprono
del mare immobile
e l'unico sciabordio
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Pallida luna piangente,
in queste notti di male,
nelle salite delle periferie.
Gatti randagi annusano
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Se mai, da un
giorno fra tempi lontani
miglia di passi come raccontano, rupestri, i fili
lineari- a volte curvi-
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Conteso da mani tese
da mani senza un domani
in cerca di scampo
ti ritrovi in un campo
trafficanti di esseri
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La vita ha aspetti grotteschi
maschere che si mettono in testa
ma spesso servono solo a coprire il sedere
quello che ne esce non è da vedere.
Così in quella stagione di miele
la ragazza che vendeva le mele
si riempì la bocca
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12243 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1771 al n° 1800.
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