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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Sociale
Le 12244 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Oramai non si sente più il mio respiro
che risuonava come un canto antico,
c'è ruggine fra i rami
che come mani m'avvolgono di abbracci.
Scendono lacrime dalla rugosa pelle
e dalle guance di chi ne curò la linfa,
quanti
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 | Venti di pace
che non spirano mai!
Son mani fanciulle che
gareggiano con freddi
cellulari, stesse che
assassinano in gruppo
e sballano nell’illusione
di essere grandi mentre
i piedi ancora mandano puzzo
di sudore da quelle
sneakers
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| C'era una volta l'Europa Unita
contavo i suoi stati sulle dita,
non bastavano venticinque dita,
e mi divertivo a
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 | Le verità non urlano sepolte
da un uomo che manipola e d’ignavia
veste; da verdi voci vanno colte...
voci innocenti che non hanno patria.
Le ingloriose tragedie non ci giungono
urlo foriero a raschiare memoria
e grigie guide pungolando
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| Là dove il mare velo d'apatie
e lieve tremulo a una barca
sciaborda la noia caduta dalle rughe
La sabbia raspa
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 | Dammi la mano amica mia...
vieni,
coloriamo il mondo
con le nostre mani
Cosa c'è di più forte delle
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| Nell'immensità del mare
provo col vomere
a tracciare un confine
invano, il solco scompare,
nel frattempo un
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| Aspetto il fischio dello sparo
poi prendo la lima e mi preparo
mentre aspetto l'anima che cuoce
mi sento dire "sii più veloce"!
La vedo scorrere sul nastro
la taglio, la sbavo e la incollo
talvolta è un vero
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Conosco le vostre lacrime
le ho viste negli occhi dell'innocenza
offesa dalla violenza umana
dalle guerre e dall'indifferenza
estirpata all'ortica che incendia
come vampa agli inferi.
Dio che hai voluto
mettermi alla prova
dov'è la
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Rasoiate di freddo
nel tepore insonne
vibrano i salici caramellati
e le primule in lotterie
si contendono un seno di
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La luce di un faro spazza sul mare della vita
ogni falcata di luce scolpisce vivida
i volti sofferenti per l'inquietudine
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La rete invisibile che ingloba
mescolanza di pregi e l’altro mondo
soffocato dal peso della fame,
è accozzo corpi
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Nel borgo antico
ancora dormiente
un uomo reca seco
il suo vano nepente
e come uno spettro
inquieto egli
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Un val de ceata
peste tot
se arata
un urlet accentuat
in piata,
pentru o viata mai buna,
dar nimeni nu- i asculta
in aceasta mireasma de haos,
macar o lumina
sa coboare,
unind oamenii din strada
intr- un vis real
de dulce poem
sa curga
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Minù scarno insetto stecco
pancia tumescente di acqua e terreno
l'indifferenza è il suo
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| SaNe |
23/03/2017 19:31| 926 |
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Non raccontarmi fiabe
di albe primitive
ora non posso
dipingere amorini
sulle pareti del giorno
il tempo digitale è in transito
la corsa consumo
rifiuta un pensiero che se ne va
più o meno riciclato
nella raccolta mattutina
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Ruggine che corrodi
la parabola di un verso
mentre fuori,
la stagione ancora s'apre
e i languori, gli amori
al velo bianco di seta
inneggiano promesse.
Di quest'andito lungo
di sotterfugi e di gabbie
ove rimbomba la eco,
il piagnisteo
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Chitarre tristi,
lacrime di gioia
in mari senza onde.
Galere d'odio
e galere d'oro,
profumi sconosciuti
di desideri troppo alti.
E c'è un'altezza per tutto,
siccità dappertutto,
chi vuole acqua
e chi ha perso il
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Al vento garrivano bandiere
quando eravamo giovani
e tu ridevi in controluce
tra rumore, megafoni, cortei.
Ideali
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 | Il solito treno
Silenzio di sguardi
in questo degrado
d' attese mancate
-Notte di persone-
poche
nell'ultima corsa
Incontro di occhi
Pensieri fuggiti
-uomini stanchi-
tra i cartoni le stanze
strette nell'ombra
di muri di
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| E poi piegò le ciglia e pianse
per i visi amati
divenuti labili sinestesie.
C’è quasi sempre, disse,
un
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Non voglio una pistola
per uccidere
ma la padronanza
di potermi difendere
da chi pensa di avere
nelle sue mani
le mie mani
da chi crede
che ciò che mio
può essere suo
senza pecunia
senza pena.
Non esitate
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 | E’ là che vorresti essere,
dove s’acquattano i pensieri,
e saper cosa scorre nella sua mente,
se demoni brulicanti o gatti neri
o il sorgere di un’alba sfolgorante
dopo una notte d’amore travolgente.
E’ così che deturpi un sentimento
dal
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| Conversazioni sussurrate
scintillanti di misteri
nella ricerca d'un qualche gorgoglìo d'amore nel
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| Vorrei un inno nazionale
suonato all'ukulele.
Non più trombe né fanfare,
non più tamburi e fiele.
Un inno che ricordi
a tutti il coro mattutino,
un inno che assomigli
al sorriso di un bambino.
Con la musica suonata
da
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 | Tra gallico e teutone,
geografica espressione ritenuta,
sebbene già col Corso
riassaporato aveva
coscienza e integrità d’una Nazione.
Fu poi restaurazione,
Venezia con Milano insorse:
Risorgimento nostro,
che, in vane, cruente
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L’imbocco stanco d’una tremante mano
tiranno, crudele, dal tempo affievolita,
l’inerme corpo giace nel vegliardo umano
tra quelle mura rinsecchite dalla vita.
Lontano, da sguardi, la solitudine è padrona
nascosta tra le parole oramai
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C'è chi gioca a nascondino
e mai nessuno lo trova
-chi costretto coniglio
sotto aureole del falco affamato
-chi
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Aliti di vento funesto
aiutano striature di nero
a diffondere nell'oscurità
sentimenti d'odio freddo
adrenalina
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E ci riveliamo tutti colpevoli
nell'incapacità di convincere gli occhi
a guardare oltre il proprio naso
e capire
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12244 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1981 al n° 2010.
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