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Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
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Sociale
Le 12247 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Ho un mondo dentro
che non ti appartiene
e vive di silenzi, solitudini.
Un mondo fatto di rumori muti
che giacciono sul fondo del bicchiere.
Un mondo pieno di autorevolezza
che pende dalle labbra del capire.
Un mondo fiero che non vuol
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Sangue nero
da deserto a deserto
da sabbia a polvere
da raucedini a sputi
le nostre custodie lamierate
rotolanti
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Vicolo buio tra vicoli bui che fanno ghetto,
ragazzo triste tra ragazzi tristi senza rispetto,
bidone che rotola sospinto da vento crudele
che passa e ripassa sulle vite di questa Babele,
scende la notte a ricoprire ogni speranza
a soffocare
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Anche dio s’inginocchiò libero
sulla solitudine del giorno
quando, all’improvviso piovve silenzio
una vita bianca
su secoli assenti.
Senza motivo, scrisse
una poesia cattiva
su albe bagnate di sangue
sciolse; le mura del potere su cieli e mari
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 | Si sfarinano oggi le essenze dei valori
chi poggia il culo sulla sedia buona
da rivoluzionario non fa più una piega,
in teoria regge saldo il timone
ma quanta acqua a bordo imbarca
e la ciurma è repressa nell'ingiustizia e nei
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Vorrei più cielo
e terra
ed ancor prati
e laghi, e mari
ancor più
immensità d'eterno,
rimasugli
d'immaginario.
Vorrei più cielo
e terra
per ogni fruscio nel vento
per ogni lamento di padri,
ed ogni lacrima
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Le rondini non sono affatto pigre
ma, quando esauste, alcune più non migrano!
Non muovono le menti,
ferme, inchiodate a consumate sponde
a mondare detriti
portati dai rigurgiti dell’onde
e a lambire momenti .
Ma incombono le nubi e l’ombre
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Miracolati passi,
s'incamminano ogni giorno
inanellando speranze,
sogni, certezze e sbuffi
di soffio mentre col fiato
ti sposti la frangetta,
senza fretta
rincorrono mollette
che rotolano giù
dai capelli ai pensieri,
mani che riprendono
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Vorrei poterti cantare come prima,
ma la scienza ha rotto l'incanto,
che estasiava il poeta tanto,
da portarlo dall'imo
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Mi creo un altro mondo
da potere curare.
Le visite confondo,
con torbide visiere che
enunciano impotenza;
lei non è nessuno.
Imposto una parola,
l'articolo avvinghiato
al verbo Contatore.
Fin qui qualcosa smuovo;
bandiere
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Parole spente,
nel singhiozzo di vita
rotte, da urla disperate
nell'onda gelida della morte.
Impossibili d'arrivare,
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Porro di geografia
dorme su sassi e macigni
solleticato da voci
radunano il tempo
lo giocano a indovini
arbitrati dalla
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Il dono della vita
anelito ad abbracciare
un'illusione
ascosa nel tempo.
Soffre nulla chiedendo
di rinascer nell'attesa
sognando una speranza
l'anima morente
A frenare battito convulso
d'un cuore esagitato
ascolta della notte l'ultimo
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La sento su di me
quella tua mano
così decisa a darmi la morte,
è forte in te
l’arroganza del
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Oggi non sono più il migliore amico,
ma solo un patrigno ed un nemico.
Così mi vedi, figlio mio,
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“O Dameta, visto che facciamo tutti e due
la stessa strada e abbiamo il tempo in comune
e visto che sei buono, tu a soffiare
nelle ance con precisione e io a dire versi,
perché non ci fermiamo e onoriamo Talia?
Guarda, lì è uno
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C’è in loro, oggi
qualcosa che rende particolare questo momento
e riesce a gemmare le passate emozioni
in limpide stille di pianto
mentre a mani tese, stanno ad aspettare quel magro aiuto
che tarda sempre ad arrivare
eppure lo viviamo
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In tanto pallido ingorgo
l’impavido suono sovente
s’ammucchia nel traffico ingordo;
s’arrotola il tutto. La gente
mi
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In un cielo ammantato di nuvole
scoprire un angolo di sereno semmai
e regalarlo agl'ultimi, ai poveri
ché quelli, non l'hanno visto mai.
Poi,
affacciare l'anima sul precipizio del mondo,
orecchie ad ascoltar la retorica
di un discorso
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No grazie non bevo
nemmeno fumo più vecchio
e i tuoi occhi sono di vetro ormai.
Quante sono le mie mani vecchio?
Ricordi ancora cosa voglio dire?
Solo un tremito di pianto
e qualche dente in meno
giallo di nicotina.
Non ci sono
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Tratteggiano versetti con gli artigli
e ci ricacciano in era glaciale;
se disturba la satira i chirurghi
danno mandato ai più teneri insetti.
Barbuti e bradi che labili e gretti
sovente si improvvisano tëurghi;
ma nella misera armata
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 | Solo il tempo veglia sul nostro affanno
in questo limbo di altezzosa indifferenza,
troppi bypass alla nostra coscienza
e nel vortice dell'insano approdo
solo apatia e indifferenza trovi sulla via,
misera figura lanci dardi assassini senza
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 | Come vecchia scolpita di rughe
ti sei arresa e ti lasci ferire
dal passare del tempo, la veste,
che fu un tempo fiorente di stucchi
e di nobili stemmi, hai cadente.
Accogliesti vibranti passioni
e riempisti i tuoi giorni di giochi
dell'infanzia,
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| La melma non corrode
ma indurisce al punto da non accorgersi
di camminarci sopra,
non si tratta di sabbie mobili
non ci si sporca più neanche le scarpe,
si potrebbe addirittura pattinarci
tanto è levigata
Il tanfo, il tanfo
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| India |
19/03/2015 21:53| 1330 |
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| “Son già sei anni che ci siam sposati,
con dei programmi fissi e condivisi,
i debiti son stati già
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| Trasparente
in uno specchio d'acqua
secca di pretese
affogo profonda di passione
Nuoto
fra l'inutile
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| Vale |
18/03/2015 03:21 | 688 |
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Briciole di dignità
date in pasto
alla mancanza di rispetto.
Esche vive
per chi abbocca
all'amo della follia
che si insinua
come un tarlo
tra le maglie della società.
Facile
lasciarsi tentare
dal denigrare
la nudità del
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 | Ti vedo sbattere nel vento
tu mirabile emblema senza tempo,
per te onere e gloria ha dato sfogo
all'alto prezzo del patriottico sentimento.
Tu sei ragione certa di sostanza
cuore aperto a note pure d'appartenenza,
ogni ingegno si fa vanto
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| Le parole non bastano più ...
se la pelle è di un altro colore
e nessuno contesta il razzismo,
...il rispetto
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 | La notte è una vecchia matrona
che batte nel buio di angoli neri
una spranga di ferro che corre
qualche urlo di bestia ferita
e l’amaro sapor di veleno
nel palato macchiato di sangue.
Attraverso occhi velati d’angoscia
guardo cadere le
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12247 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 3661 al n° 3690.
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