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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Non c’ero, ma li ho visti morire,
li ha inghiottiti l'abisso marino
incontrando un triste destino
quando il sogno pareva vicino.
Non c’ero, ma li ho sentiti gridare
avevano paura del mare,
disperati chiedevano soccorso,
qualcuno provi ora
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Noi,
fummo dei sogni il loro morire,
di questa terra gocce d'essenza
e il crudele fallir
di flebile riposta speranza.
Noi,
piccoli Angeli, petali di margherita
raggiungemmo casa di Dio in un battibaleno,
ci affacciammo poco e male a questa
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 | Davanti ai loro occhi
l'azzurro deserto col suo lento movimento
richiama oltre l'orizzonte
in una nuova terra, a un'altra vita
alla libertà per lui, per lei
per il figlio che tra poco avrà
alle loro spalle la guerra e tutti i
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 | Ed erano
forse cinquecento
pellegrini di anime
su agnostiche vele spiegate
al varco dell'ignoto
dove l'aria si fa greve
e il respiro del mare
indugia sulle onde.
Crocifissi al viandare
desiderosi alcuni di ritorno
fra lenzuola di familiare
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 | Tu mare che raccogli lacrime infinite,
tu che hai spezzato
i cuori di chi ti era amico
ascolta l'urlo di chi chiede pietà
di chi voce più non ha.
Mare che a poco a poco restituisci
quella libertà tanto desiderata
infondi a
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| Nell'oltre
di questo immenso mare
vado cercando occhi
in cui la luce risplende.
Ci sono speranze
che non hanno
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Nel tentare di attraversar
quel mare che distanze frappone
tra culture e situazioni diverse,
troppe le anime che si son perse.
Il loro Paese non è accogliente,
povertà e violazione dei diritti civili
sono così cruente che il
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Ali di vento
sospingono cuori rigonfi di lacrime
e assetati di libertà.
Un mare in tempesta
fa gioco di loro,
sceglie i più forti
con danze di morte.
Luci lontane,
incantano occhi sbarrati,
scheletri umani s'abbracciano in
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Anime sommerse
da profondi e immensi pensieri vagano
per le azzurre acque del mare.
Sollevate da venti irruenti e da turbolenti
onde, accarezzano col cuore
le maestose nubi del cielo.
Borbottano, sussurrano, in coro
il canto della
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 | Così immenso il mare!
così piccolo quel barcone
carico di vite
la riva- la meta.
Vacillano speranze
come l'onde
si alimentano e
spariscono col vento.
Un viso di bimbo
in arabo domanda
con la piccola mano
indica la
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Uomo fuggi
da mondi
di guerra e fame
senza morirne.
Vola su alte vette,
espandi le tue ali
nell’immenso universo,
naviga perduto e senza meta
su oceani infiniti,
d’impietose burrasche
d’atroce lutto,
esule senza età,
senza genere
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 | E navigando scorgo le catene
sul fondo del mio mare ancora piene
di carne barattata nell’oblio
di braccia benedette dal
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"Ieri":
Pareti d’acqua
e caldo tepore
nell’ovattato
mondo.
"Per poco":
Un raggio
di sole cocente
sul viso.
"Oggi":
Pareti d’acqua
fredda e grida
che non puoi vedere
e
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 | Sbuffano vele sui ghirigori di scia.
Scivolano i gusci ai loro fatui porti,
con le pance ricche di vite da ripartorire.
Dai fari lampi di speranza.
Le radici seccate dall'odio
nelle terre di promessa braman l'affondar.
Si rifà verde
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S’infrangono sul molo
brandelli di stanchezza e di speranza
illuminando ombre sulla sponda.
Mentre la luna si opaca e l’alba avanza
Volti silenziosi
celano nel mare mosso
i loro pensieri le loro speranze .
Parole ignote su labbra di sale
che si
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 | Non gridate più
non sentono i morti
le parole dei vivi
non sentono i morti
le parole dei vivi.
Non parlano la stessa lingua
la parlavano.
Forse un tempo
si sussurravano
parole d’amore.
Ora non più
sono morti dentro
sono
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 | Miseria e polvere tra quella gente
che sotto un sole rovente s'affanna
sono i padroni del solo bel niente
la sera aspettano nella capanna.
Occhi profondi di giovani vite
gonfi d'inedia privi di sostanza
già portatori son
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Amavo scrutare l’orizzonte
nelle giornate più terse
fino alla fine della corrente
dove si parlavan lingue diverse
e tappezzai le pareti dei miei sogni
con le immagini di una tenera accoglienza
mentre a Tripoli si menavan pugni
e per le
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S’è chiusa a doppia mandata
la riva del vicino.
Il Futuro, il fratello, il Fratellastro.
Prima, l’orizzonte si rivoltava
di scivoloso gioco
acqua- fuochino- acqua ...
sfortuna vuole?
Colpevoli le onde,
fanno la cresta
sul concetto di
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Ballavi sereno
la sera di festa
ai ritmi di felici
percussioni
nel tuo villaggio,
mentre roboanti
s'avvicinarono
le tristi note
d'avventi di guerra.
Fragili cuori di paure,
nuove crudeltà
da sfuggire.
Chi vorrebbe
mai salire
su
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Una bara di verde cristallo
perché possa pupilla fissare
quel d'immenso azzurro cielo
dove ali aleggian serene.
Vastità spalancata a quegli occhi
di chi non vedete
pur guarda.
Ingrandito da liquida lente lo sguardo
ad un libero volo
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Gorghi senza fine in mare obliosi silenti
ingoiano corpi deliranti, dispersi, stremati,
alla deriva di correnti che non hanno pietà
per chi lotta per la libertà
Agognare alla vita, sperare in un mondo che
regali loro un posto da
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Ormai il suono del silenzio
ricopre ogni riverbero
tra lacrima e luce.
Un fuggente ditale di cielo
ciondola tra le crepe
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Da lontano onde a sfidare
al grido di pace e libertà
infinito è il mare da solcare
meglio morire su lidi lontani
che perire di morte lenta
Col niente del nulla
nella luce lunare
martoriati da predoni
alla deriva vanno
i volti
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Ho cercato da sempre
il mare profondo della
libertà, senza pensare a
naufragi e torbide tempeste.
Vuoti di lunghi anni
dentro la dura povertà,
sotto la mira delle armi.
Guardavo verso Occidente
e tutto mi appariva
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Accanto al freddo e al destino contrario
il benvenuto all'alba
è un'agonia di sogni esausti
in un mare senza mappa e bandiera
lacrime di pioggia affogano
tra i non respiri e i non fiato
in uno spazio che non ha frontiera
dentro un
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Miraggi a venire su occhi imploranti,
omertosi silenzi nel solcare onde
s’avvedono speranze, soffocati respiri
su dondolanti carrette... stracolme,
sponde cercate al destino.
Un mare, un mare di libertà,
un inseguire con affanni gli
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Notte senza luna.
Bagliori di anime
riflettono paura
che brulica
tra la folla scura
ferma, in attesa
davanti al
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E si passava la sera
nelle stanze piene di fumo
sporchi di ciclostile e utopia.
C'era sempre una che ti piaceva
tra la foto di Lenin e un quadro di Guttuso
ma lei non ti filava mai
presa dalla sua foga
innamorata di uno
che aveva i capelli a
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Catene erose cedono
-la lotta degli addii-
respiri d’anima
si liberano, in infinito viaggio.
Roventi sogni s’infrangono,
sulle ali spezzate
di destino selvaggio
Mentre
In un mare di dolore
cuori affannosi piangono
Sotto un cielo omertoso
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5041 al n° 5070.
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