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♦ Michele Serri | |
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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Pregno di tanta malinconia
ed ombre
ingravidò quel ventre
che fu carpito a forza
il suo candore
e amaro sussueguì
quel tempo
che vide progredir l'ira
e il pianto...
e non vide mai la luce il giorno
che mano ribelle
si pose lieve
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| Vivì |
20/07/2013 07:50| 3298|  |
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 | Diradandomi
Parlo nel buio di una stanza silenziosa
Livido
Di uno
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Tempesta di sabbia e veleno
fra dune d’angoscia e oscuri cammelli...
Nuvole
da nere vesti ammantate
intrecciano tenera rosa del deserto
veleggiando doti
con cactus riscattosi e cristalli sdegnosi di brillantezza.
Stille di nero
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 | Occhi distanti
penetrano il silenzio disarmante
di un cuore bambino
Raccapriccianti domande
che diventano macigni,
sogni infranti di un'età
che cerca
l'arcobaleno di una nenia
ai margini della paura
In quella culla
che certezze
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Mio amaro e mai cullato amore
ti persi su di un viale che non portava a me
e così senza un perché, ti lasciai
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non eroe ti pensai
quando nella carne
dilaniata e sparsa
sui binari ti trovò
la morte comandata
ma giovane compagno
ti piansi, Peppino
assieme ai
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Curvi, lunghi gli orari,
accarezzando pomi rossi
cantavate lungo i filari,
riempiendo le ceste passi dopo passi;
Alla
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da solo giocava,
il bambino dal mondo dentro,
da solo parlava,
a chi non sa ascoltare,
solo lui rideva,
di risate non
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 | Pelle e ossa,
affilate come lame
fendono l’aria
che a malapena sfiori,
ondeggiando
sul filo d’un tagliente rasoio.
Autolesionista
ferisci la carne,
brandelli di vita
strappi a morsi
dai lividi giorni.
Deperisci
nel corpo e nell’anima,
lento
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 | Ero ancora un ragazzo imberbe
quando si affacciava tutto tronfio
un faccione quadrato e gonfio
ci avvertiva fiero e crasso
della prossima avventura:
in Europa eravamo entrati di misura!
Da un giorno all'altro l'italiano
s'è svegliato
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| Formarono un complesso musicale
i Los Ferraglios, i componenti erano
Titino Pisolo, Tito Aceto, Pardo
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Corre, corre
e spunta dalla corolla
del girasole
scivola e cade
dal fusto su una foglia
pesante e tremula
solca le ciglia
Piano, piano,
lentamente
fermati!
Riparami dal giallo
che fulmina il pensiero
non è girasole
il colore che
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Fallirò la mira
mi mancano le lettere chiare
mi si raggrumano i contorni
un sasso rotola
nel caos distinguo la fondina di un’idea
volata dal finestrino – legatela stretta!
non sarà un volo facile
in Kazakistan
vi perderete con
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Lepri alla luna
in allerta a ogni fruscio
così i condomini
a carpire ogni mira
L’ascensore
orologio, martella
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La disoccupazione giovanile?
E’ il nostro più drammatico problema
dell’attuale vivere civile
ed è per questo
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sporcizia di maschio che spari la tua fragile oscurità
sgualcita di mani callose d'inferno
insulto d'uno sguardo
vestito di
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In un angolo della strada
se ne stava accucciato,
suonava nella nebbia del suo incanto
l’ angelo di giada
perché nel profondo aveva ancora fiato.
Sorrideva serio quando i passanti
si accumulavano come sabbia
che dalla riva, la brezza
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Dipinto in ogni dove con mute parole
a disegnar vita là ove il cuor è arriso,
avvolge, avviluppa con tenero candore
nel tiepido coprir del corpo candido viso.
Violini stropicciati da ansiosi archetti,
crepitii assordanti a turbar le
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Diverse volte ho udito lo sbraitare
di due individui che, per loro sorte,
accenti usavan, duri a decifrare
e, per di più, con tono molto forte.
Lombardo era uno, l'altro era un pugliese
e se le davan di santa ragione,
tanto che mai nessun
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 | I poveri portano
avanti il mondo,
ma il mondo non lo vede
ed in cose false crede.
I poveri portano
avanti il sole
e soltanto esso li vuole
nel giorno e nella notte
loro forza in dura sorte.
I poveri son della terra il sale
veri volti, dipinti a
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| Sotto un sole malato
e intestardito a nutrire calura
sento al telegiornale
venti avvisi di garanzia ai politici,
garanzia
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 | Che non mi si dica mai
delle porte chiuse all'orizzonte
Della scia di lungimiranti dune sostanziali
in pratiche spastiche e ferite leggiadre
Di cuoio canceroso come pelle estesa
su questo cuore lordo. Che non un singulto
mai una sola sillaba
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| EnzoL |
12/07/2013 17:40 | 1873 |
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Hanno recintato il mare
in una gebbia lo hanno costretto,
la luna non riesce a specchiarsi
e le stelle non lasciano cadere più polvere d’argento.
Il mare che avevo dentro
è solo tempesta ed onde infrante sugli scogli.
La calma piatta
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 | Non c'è sole che riscaldi
la tristezza
né luce
che illumini giorni d'amarezza
che rode e dilania.
Non c'è vento
che frusta un tenero viso
che si rifugia
dentro il suo mondo.
Non ci sarà mai perdono
per quelle
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 | Abissi profondi
dietro tenebre
al di là di ogni sogno
un cielo di stelle
che impallidiscono
un silenzio solenne
che brilla nell'oscurità
la luna ascolta
e vede...
barche nascoste
nella schiuma delle onde
sera dopo sera
un
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 | Io,
che ho chiuso gli occhi prima ancor d'aprirli
ero
nel ventre d'un'affamata madre
quando
il futuro s'inclinò, liberandosi
di tutti noi, anche di mio padre...
Son morto un po' prima di cominciare a vivere...
a due metri dalla
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 | Aggrappata ai margini
di un’Alba fragile
sto vomitando
ultime briciole di vita
Libero un corpo che non è più materia
ma solo una nenia d’ossa e pelle livida
Due caverne buie
sostituiscono i miei occhi
dove s’è
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| Jibi |
10/07/2013 09:19 | 1903 |
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| Così verrò a te
il cuore affranto e l'animo fidente.
Ti chiederò perdono
per le voci, per le mani
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| Se guardiamo nella storia
dell'evoluzione umana
ci accorgiamo che la gloria
è di un'era assai lontana.
L'uomo, infatti, con i mezzi
materiali oppur mentali
imparò a rendere avvezzi
gli altri a metodi sociali.
Così sorse
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Cantano sul ponte della nave
in un silenzio che da prima si fa grave
per poi crescere armonioso,
vanno incontro alla sicura morte
cantano e ballano sulla loro sorte
ondeggiano insieme nella danza della morte
mentre su tutti sale un grido...
Noi
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5341 al n° 5370.
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