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Le 6875 poesie in esclusiva dell'argomento "Fantasia"
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Mi trascino
nel ronzio cupo
delle stanze afose,
delle strade vuote,
senza battiti,
nè colori.
Mi raccolgo
in un pensiero
senza forma,
senza
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 | Le luci, non furono più così improvvise
E ad ammirar il loro fulgore, si sciolsero
gelati e spettatori di lussuriose eutanasie
Di quel calore non vi fu spiegazione,
solo restò, immobile il tempo, allo scadere
d'uno zenit mal
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| EnzoL |
13/02/2013 19:41 | 2077 |
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| Quando il sole picchia sulle case
Quando la notte bussa alle finestre
Quando la pioggia batte sui battenti:
Il picchio dà sole alle caserme
La botte russa e rotola a Mestre
Le gatte matte battono a Foggia:
Ma il secchio non abbevera il
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in un solo giorno
il fiume la corrente e salmoni a risalire
così le pietre
bianche, per loro stessa genie;
può un moto, frangere?
di piume o branchie, battere
- raccogliendosi in piccoli turbini a vento
adagiare le guglie sulle
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Lancia!
Rimbalzano, rotolano,
su una faccia s'adagiano,
sei spacciato al parco,
al verde rimani,
acquistano case, società e stazioni
avidi dipendenti dal potere, dal denaro,
accaparrano e tu paghi o finisci in prigione;
Lancia
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e loro vennero a dorso di lupi
la notte era polare
le zanne lame di luna
l'esercito ruggiva nella sterpaglia
il calpestio di zoccoli
faceva tremare i tronchi degli alberi
più folti la corteccia ricadeva
come un manto duro a terra
l'anima
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In un fiocco di neve,
segreto dell’amen.
Attore del tuo tempo,
apri lo stomaco
del desiderio onirico.
Fuggi sulla barca di caronte
evanescenza di un buco nero.
Soffia il tuo orgoglio
sulla sabbia dell’eternità,
quando i
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alto
potente
divino
corre veloce
luce
nascita
matematica
eccelsa
libro sacro
albero della vita
nuvola di neve
sodalizzio estivo
ritornello
partitura senza limite
temporale
amore in soffitta
respiro
l'infinito
sul davanzale
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lacero emaciato il corpo denudato
spicca nel buio opalescente malato
affievolisce il respiro ingrigisce le tempie
affligge questo involucro di pelle
-il mutismo del demone -
sprizza rancore rabbia repressa
erge guglie appuntite nella cattedrale dei
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 | Non ha la statura del gran lavoratore.
Troppa fantasia
ha l’acume in ombra
per questo imbratta i fogli.
Non ha il prestigio dello stacanovista
se sporca fogli
lo fa con la penna o la matita
...a volte usa i colori
potrebbe esser buon
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 | Astrale coppia
fantasia e realtà.
In quell'attimo
infinito
che fa scivolare
nell'incanto,
nello spazio tempo
linea di confine
tra il blu cobalto
e il mondo magico
dei sogni,
l'imponderabile surreale
autografa la
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| Mi par di dormire
sulle passate stagioni
e nell'ombra della loro luce
scrivo liberi versi.
Sa di cielo quella rima
caduta a proposito
che luminosa scivola
nell'ultima quartina
mentre profuma di terra
e si lega con il verde
quel verso
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 | sono al limite uno scarabeo
una specie diversa di ragno un tranello del vino
se mi vedete uscire da un violino sono il tarlo buffo di un pianto
l'accento tronco andato
ammesso che sia pioggia al declino
e foglia e chiodo e inganno
datemi un
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Tu non senti i sussurri del vento
carezzare giocoso le fronde
e stormir lieto foglie in risposta
tremolanti d’intenso piacere.
Tu non cogli dei fiori profumo
né raccogli gli accesi colori,
non t’accorgi del pianto del cielo
quando stella cadente
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| Vivì |
07/12/2010 06:28| 5811 |
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Poesia sta stretta alla sua follia
agitando le mani con frenesia,
cerca l’attenzione dei sensibili
con i suoi gesti tenui e friabili
e si spezza, si frantuma in versi,
quindi si lascia prendere a morsi
dalle bocche che vogliono nutrirsi,
della sua
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Allegro servitore
dall'aspetto un po' burlone,
all'ombra del vesuvio
tu ti senti un po' il padrone.
Allegro girovagar
nella tua Napoli in libertà,
con in mano un mandolino
compagno nel tuo cammino.
Un po' ladro o
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gocce di terra
cadute nel ricordo
di un sogno nero (D)
Non avrai peccati da perdonare,
né follie d'incenso nel vento nero.
Sarà la stagione delle vendette,
dei ricami immacolati sulla pelle
Avrai due ali per volare il
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il cielo era piombo
e la dama d'argento
pudica dietro le nuvole
il suo volto negava
cresceva il silenzio
amoreggiava nel buio
luna d'inverno
sospinta nel vento
lo sguardo
confuso era ghiaccio
orlo smerlato di neve
aspetto
un sorriso da te
nel
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 | Se ne andava un coccodrillo a gironzolare
non importava il male che seminava
spavaldo intraprendente
mieteva le sue vittime
incandescenti occhi parevano diamanti
intarsiati da pomelli
con forza suggestionavano
non resistevi a quel
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la notte trema
fra i veleni e le brume
fino al mattino (D)
Dormi Principessa, la notte è appena nata
le nuvole di nebbia sono affidate al fiume
e le vesti che cercavi saranno velo e seta
sull'alba che rimane a far da sposa al
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il buio soffocava nella bruma pesante
dove campi infiniti pieni di cenere
con l'odore dolciastro
della morte assopivano in silenzio
nella voce spezzata dal dubbio
catena d'acciaio un nodo alla gola
il mare con le ali di schiuma
avvolse le esili
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Un sorriso
ridere
cogliere un fiore
sognare
baciare un angelo
dipingere il cielo
risplende il Paradiso
rapito dalla musica
musa infinita
un sorriso
cade si alza
colorato formato
correre senza tregua
un film triste
pensieri
un sorriso
vengo
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Non ho dimenticato niente di ciò che è
Perché è!
e non sarà mai ''sarò''
né un ''sono stato''
Le uova di legno sono satelliti chiusi
e illuminano le ballerine con le calze bucate e vaghe
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Inverno di cupi pensieri
e di silenzi dell'animo, mutano
in freddure cardiache
mentre, il pallore di attimi solitari
imbiancati da acqua cotonata
mostrano passi già calcati
pensare di sciogliere il gelo
con lacrime filtrate
negli occhi,
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mura di morte
e il fiume scuro scorre
fra rive nere (D)
Vivevi nel deserto delle ombre
gradini i tuoi pensieri fra le tombe
e denso indugio a far da pietra
sui campi abbandonati da millenni
Incise sulle rocce antichi amori
e spade scintillanti
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Se c’è qualcosa che
io amo, sai cos’è
è la mia poesia.
Io l’amo, sai perché
la sento dentro me
è la passione mia.
Oggi il mondo com’è
non mi piace perché
non ha più fantasia,
ma è
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T'affido un sì
privato e con accenni di riso
e per aromi inconfessati procedi
- ingressi forsennati di una stanza
a passo di danza ritmi a renverser, oui -
sto nell'impromptu e tu
ruvido- en passant - serri e dirigi.
Da qui - e non
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Lia |
23/01/2013 20:56| 2733 |
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danze di corte
mentre nuvole ignare
tremano mura (D)
Libuse non aveva più respiro
e le sere regnavano in suo nome,
le nuvole confuse di cotone
tremavano visioni e pietre nere
Lei vide Mala Strana fra le ombre,
un popolo nascosto dal
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Per la solita stradina adiacente il fiume,
da anni ogni mattina, se ne giova l’acume.
In solitaria attesa la consunta panchina.
Par che sia centenaria, mi fa pena poverina.
Ormai consuetudine,
mi siedo ad ammirare,
e nello scorrere del fiume
i
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Persa nel respiro del vento
chiudo gli occhi
per ritrovare la direzione del cielo,
nello stormire degli angeli
il cuore è terso.
E mi ferisco la voce
con un grido afono
incapace di alzare un verso,
impaziente di svestire la
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Potrò soffermarmi
lumino nel buio del disinganno,
baciata dal vento,
accarezzata dai raggi di luna
nella notte del silenzio.
Potrò soffermarmi
nel tempo andato,
nel ricordo dell'attimo che muore
disperso nell'etere.
Potrò
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6875 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3061 al n° 3090.
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