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Le 23833 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Vivide scintillanti variopinte
come pixel impazziti
bollicine traboccano veloci
tra realtà e fantasia
Fiocchi di neve soave
ròteano danzano
creando vortici ordinati
come angeli in filar
Azzurre cristalline goccioline
saltano
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 | Oltre le apparenze anima vive
par vestita solo di nebbia
nei caldi silenzi del crepuscolo.
Lungo la linea dell’orizzonte
le nuvole ricamano il cielo
invadendo il blu della notte.
Ma guarda che blu cobalto
accompagna le stelle ancora,
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Che strana sensazione!
Penso al profumo
che non senti,
dei gelsomini
che stanno dietro casa
portato dal vento che non vedi.
Il tuo sguardo
corre
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E’ l’alba
e si accende la luce del giorno
che appanna il silenzio
si accende improvvisa
svestendo il mistero
e uccidendo il mio sogno.
L’illusione
di mille aquiloni ripongo
e cammino su strade tracciate
tradito dal cielo d’Estate
Sul Lungomare
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Cerco di non guardare
l’ombra delle promesse
e di spostarmi un po’ in là
dove la polvere non arriva
Perché il ricordo dei giorni
del tardo autunno non sia
che vento sulla tua pelle
bagnata dalla pioggia
Spero di non ricordare
nessuna delle
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Quando le tue parole
scivoleranno in fondo al buio
nel mio cono d’ombra e d’oblio
senza più graffiare,
e la fretta del cuore
spinta dal vento
pascolerà libera nel cielo,
quando ogni dubbio
verrà divelto dalle frasi incancrenite
e un fiume
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Ed è intima quella biancheria stesa
appesa
con la brina che copre ogni cosa
pietre ed erba stenta.
Dormono ancor le case
e dal campanile
un malinconico scampanio
scandisce l’ora.
Sul vecchio sentiero un volto segnato,
l’agricoltore
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La forza dei remi e delle braccia spinge
lo sguardo verso orizzonti sempre lontani,
ma ora velati di nebbia
e spesso quando il fluttuo delle onde cessa
un vento flebile pregno di marcio
giunge. Oltre le sponde, sulla terra
innumerevoli pozze, ora
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 | Se d’estate sospiravo l’ombra
tra i rami del prugno maturo
nell’ Autunno che esitante
sosta alle mia porta
ricerco la quiete dell’animo.
Le nude betulle
le zolle roride di brina
il secco fogliame
il colore dei castagneti
il silenzio
d’una
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| l’amore consuma
fino alle radici del vento
come una candela
nelle notti di maggio
ti prende e ti porta via con sé
come quando l’aurora
rapisce le lucciole innamorate
solo i rigagnoli di baci
permangono nei ricordi
rubati dalle stelle cadute
e
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 | I giorni senza mare
sono cieli d’ardesia.
Cirri con gote di gesso
vi ritraggono gli amanti.
I giorni senza mare
sono lacrime sulla falesia.
Affrettano con garbo il passo
dei romantici passanti.
I giorni senza mare
sono frasi senza
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| Raggi di sole ancora assonnacchiati
regalano timidi sorrisi tra crocicchi, vicoli e piazzette,
si anima d’incanto il gran mercato
tra brusii di vecchi arzilli venditori.
Mosaici di frutti e verdure fresche
tappezzano scalinate di logore
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Ed è caduco
questo fiore sbocciato in autunno
vivo sulla carta come i versi di un poeta.
Il deserto è qui
in questa mente dove s’alza il calice
ed al mito si brinda pregando genuflessi.
Illustri illusioni hanno guadato frontiere
cercando solo
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 | Osteggiate gli arguti gabellieri
e plasmate il domani.
Proveranno a persuadervi
sulla necessità di progettare
verdi vani, riserve,
poderi senza spini e privi d’anima.
Ed esporranno con scaltra retorica
sulla tosta realtà dei ghetti
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| Gocce di silenzi
stordite nelle nebbie
si rarefanno
cercando i profumi d’oleandro
nell’amarezza delle amnesie
che poi se ne andranno.
Ma v’è l’odore della rugiada
imprigionata dentro me
mentre il fiume scorre
aspettandoti sulle rive
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Su, per la notte
splendeva l’alito di un segreto
e la soglia parlava, vicina all’uscio
dove una porta cigolava da sempre
come un antico dolore...
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Gli sguardi si perdono nelle luci,
si smarriscono nella notte
sono come le stelle, le finestre
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Scintille lucenti di sole
s’accendono si spengono,
lampi di luce
nascono
vivono
attimi
giorni,
sulla via della vita.
Meteore passeggere
amicizie,
fiori nati per caso
non potranno mai fiorire,
eppur son impressi nella mente.
Lampi
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Nessun cassetto nasconde
buone o cattive notizie
o segreti dell’anima,
solo vecchi vestiti.
I sogni
son foglie secche
che il vento nasconde.
Da vecchio ricordi
a fatica, poco importa
se avrai occhi azzurri
e i capelli grigi,
il tempo è
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Ora si vendemmia addio d’estate
a grappoli sotto un pergolato
scorrono simpatiche le serate
lo sguardo della luna ha ornato
il garbato stile del sole stima
essenza spirituale ha causato
un candido alfabeto d’anima
spande raggi su chicchi
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Migra il pensiero come foglia dal ramo
in un gorgo s’accartoccia e poi s’allontana.
Scende si posa si rialza s’incammina,
indi s’invola da nuova foga spinta.
Sfiora la riva, ad un’onda sobbalza.
Al largo una vela si dondola sul mare.
Stride un
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Amo
immaginare la poesia
come
un disegno in movimento,
che con voce
tanto sottile da essere sentita
senza sentirsi
racconta una storia sempre diversa,
usando sempre
le stesse parole.
Come la quercia
che ferma,
muove le sue foglie al
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Quando il silenzio del giorno
apre le porte sulla ciarliera città
il chiarore, consapevole della confusione
veglia e ritempra ogni ora.
Nel ricordo, il movimento
del gradevole badare
e, il dinamismo diurno
all’angelo custode
mi fa pensare.
La
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Ho visto case senza tetto
avevano linee d’usura
senza chiodi e senza fessure,
due mani scacciare mosche,
occhi senza lacrime
piangere a dirotto.
L’isola era lì
giorno dopo giorno
smottamenti e vuoto
di pietre e sogni,
tutto diventato inutile
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Cuore bambino,
viaggi in un treno che porta
in un mondo di fiabe,
dove tutto sembra possibile,
anche volare come farfalle.
Il mondo reale
ha chiavi senza risposte,
il giorno che spiccherai il volo,
ti mancherà il respiro
ti risveglierai
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Perché la vita non è ricerca,
la vita è una continua scoperta.
Bisogna morire e farlo in silenzio
così che ogni vita sia sempre
un’ esperienza diversa,
come quando avresti dovuto
guardare nell’armadio
prima di uscire
a vagare per strada.
Il
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I sogni son tanti
Il bagliore della luna,
specchio del sole, ristora l’anima
mentre, si ninna dolcemente
il cuore.
La notte tacita e sorella,
accompagna il lento passar dell’ore,
tempra la mente, il corpo riposa,
ricamano in cielo le stelle,
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Non ricordo
le nuvole oltremare
che sfioravano la pelle
bagnata dai baci
Non rammento
le labbra appena colte
rosse di sorpresa
la lingua appesa ai sogni
E le favole di ieri
graffiate dalle unghie
di qualche fata nuda
abbandonata dal
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Compaiono appena due o tre stelle
quando è lusco e brusco giù a Baccano,
il cielo che si spegne e piano, piano
la notte s’incammina nella valle.
E’ in quel momento che dal monte vicino
sale un respiro proprio a mezza costa
dove tomba su tomba si
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Il vento non sa leggere
le tenere cose che porta via con sé,
correndo impetuoso,
trascina senza rispetto
ricordi dolci di
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Leggo i segni del tempo
su questi ulivi centenari,
immobili e fieri
di chiome argentee.
Si imbruna la terra
per mano al suo cielo,
prepara i suoi solchi
al seme prodigo.
Nell’aria sottile
tagliata di fresco,
annuso ottobre
che presto
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O nero o bianco non mi serve un buco
in questo vieni e vai in alto e in basso
è che la renitenza la introduco
facendo tra le stelle ancora un passo
tra i fiori su di un prato e in quanto fuco
fecondo la regina e me la spasso.
E’ lì che sazio in
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23833 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2431 al n° 2460.
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