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Le 32753 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Nonostante la solitudine
della malattia,
non ti volevo sai.
Forte era il timore,
a tratti asfissiante e scuro,
di avere un cuore
intriso di emozioni straniere.
Non ti volevo,
fin quando ho incontrato
chi in grembo ti aveva cullato,
tra lacrime
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Tra i confini dell’anima
quando risale la palpebra
un raggio di luce scivola
sul sorriso di un mattino
sale il sale dell’onda
a scovar le narici
con l’olfatto affonda
in fumenti benefici
a cercar le tue labbra
sta il cuore ansimante
di questo
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La tuta blu
un solo pezzo statuario
in ristagno verticale,
gabbia stringente
commentario esistenziale
consustanziale al niente;
maschera acefala
di un corpo muto
anestetizzato,
per la coscienza insomma
un’ombra rigida
o patina che
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Mi siedo con i miei demoni la sera
ad ogni appello rispondo presente
ogni tanto qualcuno ha il tuo volto
ma spesse volte solo il mio
ogni tanto qualcuno parla, con la tua voce
altre volte ci dividiamo il silenzio
le sconfitte e i biglietti per la
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Ironie relative
dietro al quadretto orrendo
di presentimenti notturni
Lettere d’amore
lasciate in balia del caso
dimtenticate in cliniche mentali
Anfratti notturni
delicati e insoliti
affermati in circostanze strane
Anomalie spoglie di
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 | Son debole da un lato e non sol quello:
E’ “zampa equina” il mio sinistro, al fondo
dove lo stinco torce ed è inceppante,
e sempre un gelo al nervo suo carente.
Su e giù su destro e manco in modo alterno
non sento chi mi punge e sulle piante
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Incalzano sinuosi e molesti pensieri
conducendo su impervi e angusti sentieri...
ricopre di gelo un ingiallito sudario
in ardite salite simili a calvario.
Arranca solingo e con incerto passo
ramingo con saio e cilicio addosso,
serra le carni,
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| Vivì |
12/03/2019 06:44| 1093 |
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E sono pietra
pietra che giace in attesa
pietra sui tuoi pensieri
e gravo lugubre aspettando un inciso.
Imparo l’ascolto
mentre note di liuto al tocco
nella sera si perdono
e lenta si spegne
la cera al richiamo.
Cavalca l’indomito
tra
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 | Sfinito ed or basta,
conservo l’avuto
che sento pur fugge...
Non cerco momenti,
confronti, consigli;
ignoro speranze,
di tempo, di forze ...
Pur intimo ignoro
se altrove, o in alcova,
in tacita intesa
alcun mi contenda ...
Iddio non lo
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| Come l’acqua santa
e il demone di turno
sono prigioniero di un libro
che racconta sempre
la stessa storia:
la tua storia.
Rileggo decine di paragrafi
centinaia di parole
e migliaia di lettere
senza trovare
risposte
a domande letali
mentre
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| sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata
che implora
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci
farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera
ah rimpiango quel
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| Parola colma di sensazioni da far rabbrividire
si avvicendano in fila indiana
ognuna con il proprio fardello
in un dì colmo di angoscia
senza respiro vaghi come automa
respirando solitudine
non comprendi il perché
estraneo simile
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Attendevo l’addio
nel vuoto di pioggia
e restavo in silenzio
quasi ogni parola
Fosse una ferita
da pronunciare nel sangue
quando la pelle
si screpola al vento
Rimandavo i respiri
al mattino meno luminoso
e sentivo il rimpianto
aleggiare
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Scudo di specchi
frantumati cantano,
nel vocabolario dei perduti.
Raccolgono tracce,
scrivono nel vento,
di un tempo frenetico,
rubato...
Noci di pietre,
sollevano memorie
son grida di bimbi.
Pulita sarà l’acqua,
insabbiandone polvere di
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La bellezza dissolve il suo essere
nel tempo e nello spazio,
vedo la discesa dalle rocce
lo scivolo dell’acqua e le impurità.
Impronte impazzite e sogni ormai finiti,
vedo lentamente quel che rimane
senza un domani e un tintinnio di foglie
ad
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Chiediamo
un segno
che la nostra mente dubbiosa
possa convincere
un’argomentazione
irrefutabile
una prova
che
segretamente speriamo
mai
possa inficiare
le nostre sicurezze
pur se
oscure e penose.
Perché
nonostante
a noi stessi e agli
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In ogni lacrima c’è il sale
in ogni vuoto c’è lo spazio
destinato alla presenza
di qualcuno che ti stima
non saprai mai
quanto in realtà tu
abbia contato per me
ma erano solo parole
di quell’anima, nel momento
più fragile della propria
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Insegnami a pungere
i dispetti del vento,
senza aver troppo bisogno
di cure.
Come si arreda la desolazione,
pregando il silenzio
di sabbie mai calpestate.
Come
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Poi tornò la primavera
a raccogliere i miei petali
sparsi un po’ ovunque nei miei tornanti,
a ricordarmi che le radici son vive
hanno casa radicata nella terra,
anche quando non vedi il fiore.
A ricordarmi che sei a casa
anche quando non si
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Fluisce, deborda,
sbatte contro i margini invisibili dello spazio conosciuto
risonante e muto,
ritorna in fuga
denso e cauto, fermo continuum
si condensa grave e lento
come una greve ruga
nel monade del vento
dell’altrove disatteso del
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Qualcuno ha frantumato
la vetrata dei miei sogni,
ha fatto cadere vetri colorati
ferendomi l ‘anima.
Sara`duro riprendersi,
ma la sofferenza aiuterà
pian piano a trovare stimoli
nuovi, cercherò una parete
di gomma, dove delusioni
e dolori
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Ho sentito la mia voce
era la voce di un fanciullo
un fanciullo che rideva
la mia voce straniera
io che ho pianto, e da solo
voce che non mi conosci
attaccata alle pareti,
ho sentito il mio silenzio
come il miele e scivolava
sulle grigie torri
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Diranno che sei vecchio
quando non avrai voglia di uscire
e passerai le sere a sfogliare
libri conservati nella polvere
Diranno che sei finito
mentre coglierai un fiore
sbocciato nel tramonto d’inverno
sulle rive di un fiume a sera
Ma tu sai
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Ai miei sogni
d’infanzia
ostinatamente m’aggrappo
perché
più realtà
nelle fantasie d’allora
scorgo
di quanta mai
ne potrei trovare
in compagnia di coloro
che
tristi
e irreggimentati
più non sanno
chi sono
da dove vengono
e dove
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Mi siedo ad ascoltare
la voce di questa vita,
come rondine torna al nido
dopo aver sorvolato cieli azzurri,
mari tempestosi,
fitte foreste.
Mi siedo ad ascoltare,
le strane assonanze
delle voci dei venti
tra gli alberi,
come accordi di organo a
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Mi mancate
alberi miei,
mi manca la terra
e le nuvole sopra voi.
Quando cambiavate,
di stagione in stagione
io ero lì,
e vi sentivo.
Non ci badavo troppo allóra,
invece oggi vi bramo.
Tutto questo tumulto nella mente
per te,
che mi
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Questa sera
avrebbe potuto essere diversa
se solo
avessi avuto il tempo di piangere
Qualche goccia di cuore
sulle parole mai dette
e sulle nuvole rosse del tramonto
appena accarezzate dal vento
Questa vita
avrebbe potuto essere migliore
se
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Di tanto in tanto
mi accorgo
del fiore di marzo.
Un pensiero
quale inno alla vita
come una città in attesa
di essere
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e listinò l’urlo nero che trivellò la fonte
succhiando alla morte vegetale:
brrum brrum, in urbi et orbi
gli ovini fondarono il segnale
generale risonanza, bruum bruum
spernacchiando, poeti lussuriosi
poi molti fino alla pera
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Inspiro la desolazione
di croci di muschio
sulle colline d’erbosi silenzi.
Presagi d’ombre tra le mani
miraggi di una vita lontana
da questi piedi stanchi.
Sono spilli
appuntati tra le scapole
le memorie del tempo...
Ho troppe pietre
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Così reagisce l’animo umano
a un fenomeno improvviso
imponderabile
luttuoso
Il sangue si raggela
gli occhi si sbarrano
i colori svaniscono
la mente si annebbia
Solo con un grande urlo
il dolore prorompe
ci annienta
e poi lentamente
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32753 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3931 al n° 3960.
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