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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’905Autori attivi: 7’451
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Le 32757 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Non ho mai provato tanta gioia
in questo spazio di tempo che mi lascia d’incanto. Mi lascia.
Ti guardo riposare, ti sento respirare,
sul tuo volto una luce riflessa, una dolce promessa.
I tuoi pensieri, disseminati nel silenzio del riposo;
ti
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Nei tramonti colorati di arancio,
all’ombra delle rose,
resto chiusa in legnosi silenzi,
colmi di desideri e sogni.
Ad occhi chiusi,
annuso venti nuovi
e presagi di tempesta
Attraverso fitte foreste
nate da letti di fiumi secchi
inciampando
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D’amor vorrei empir il cielo,
vaganti languori a dedica di cuore,
gloriosi sorrisi che non abbian fine.
Pettirosso a far compagnia e
sollevare il mento a salutar la sera.
Sogni infiniti e prati ove far capriole
al profumo di primavera,
stellate
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Osservo i giorni scivolare via
come granelli di sabbia che lasciano le dita,
piccoli frammenti di vita,
mesi ammucchiati all’angolo
e poi il silenzio.
Scorgo gli alberi dal finestrino
danzare con folate di vento,
allegramente vivono in
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Cosa mi rimane in testa?
Aquiloni stanchi
sospesi tra i sogni
e in bocca
il salmastro dei mari
che attraversai
troppo in fretta.
A volte quei passi incerti
a rischio di inciampo
e un Dio scomparso
nelle pieghe dell’anima
che forse ancora
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Lungo è ancora il tempo del cielo grigio
quando sembra che sia nascosto il sole
quando fra i sassi si aspetta un’ ombra chiara
per disegnare l’ impronta del tempo sull’ erba.
Intanto la panchina aspetta
e giorni in più non tiene
fra le mani avide
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Se ancora piango,
quando l’odore dei giorni passati
mi colma di ricordi,
tu non ridere di me.
Se ritornano le ombre,
racchiuse nei sorrisi di bambina,
resta lì ad osservare,
senza parole.
Ancora soffio
tra la polvere del tempo,
rovistando tra
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Non amo definizioni o confini
ma orizzonti che_ più ti avvicini_
più sono lontani
Le sfide appartengono ad ogni mia
passata stagione ed ora d’intorno
non ci sono più ostacoli
percorsi difficili bivi
Non vedo che mura imponenti
stagliate nel
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e,
mentre mi inoltro girovagando nel nulla,
nella mia mente ritrovo patinate dal tempo
ogni cosa passata, vissuta in altra vita felice,
ove le ore non erano ore ma palpiti di gioia, e
mi vengono in risalto i primi libri scolastici,
la cartella a
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Ha radice antica
questo dolore
uno strappo all’anima
che di carne sanguina.
Ti viene da gridare
con tutta la voce che non hai
troppo pianto soffoca il respiro
parole statiche
appese
alla corda di un pensiero in gabbia.
Siamo tutti
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Fu senso d’abbandono ed ancor
ricordo, congiunte mani e
odori buoni di cucina.
Un libro e tanta fantasia a
volar fra vuoti da colmare
lettere sognanti e innamorate.
Fanciulla sorridente al pensier di tante storie.
Lessi arditamente e con furor
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Posso essere aquilone
e volare nella scia degli aerei,
un pasto caldo,
un immagine irriverente,
un sole perenne.
Posso essere poesia
quando il mondo è
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e, ti perdono, vita
si ti perdono,
per i sogni che non ho sognato,
per le speranze che non mi hai dato,
per la gioventu` che mi hai rubato,
per le storie che mi hai raccontato,
per gli amici che mi hai donato,
per i parenti che mi hai affidato,
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Sprazzi di luce che
sol infiltra e il bosco vuol allegrare
fluente visione ad illuminar un tratto scosceso...
Son mitiche riverenze arbusti, rami e foglie
ad inchinar al tepor di quel sentor armonioso...
Inverno a vestir di freddo ciò che incontri
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Di tali vastità si imprigiona
la mia mente
che lo stesso concetto di spazio
più non basta
a descrivere l’ampiezza
che non è distanza ma il sentire
nel metafisico vuoto che c’è
risplendere di poesia le cose
le più semplici cose, le
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Riverente ed invisibile signora in
trasparente eloquenza
fusione corporale ad alito sensoriale,
caparbia parodia in effusione ancestrale.
Paradisiaca anima
in nostalgica malinconia.
Fata e musa giocosa di fatal effluvio
ricomponi cocci e sorvoli
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Un filo fragile, mi lega al sole
un aquilone giallo nell’azzurro
e mi danza il vento e lo sgomento
qui lo spazio è breve per il
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Riconoscersi
nel sorriso di un bambino
che corre nudo su una spiaggia
e aspettare la prossima mossa
ma aspettare non è pazienza
è incoerenza
sfoggio di mancato coraggio.
Dove fuggi marinaio di città?
Chiudi gli occhi
per ascoltare l’aria
il
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Staccatisi
nel sonno
da una ferita
non ancora rimarginata
scuri
coaguli di coscienza
nel mio letto
sovente
ritrovo.
Antica
ferita
che mai guarisce
perché
alle ingiurie
di questo Tempo barocco
che
il nostro anelito
beffardamente
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Percorro maldisposto certe strade...
destreggio sulla via per vie traverse
con forza a me dinanzi che dissuade,
ramingo lotto per arene avverse
e con impedimenti, intralci e muri
m’immetto interno a un solco a me contrario,
fronteggio il fato fra
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E veglio su di te
mentre fuori la pioggia
racconta una storia infinita.
Visioni future verso l’orizzonte
nel respiro del mattino che culla i miei sogni.
Refoli di pensieri mi sfiorano i capelli
mentre incalza il tormento
sulle soglie del
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E quante volte
rasentai quel muro sghembo
dove si contorce l’ombra
irregolarmente tra i ciuffi d’erba
frammentati e dispersi
come stonate macchie,
radi cuscini per miagolii
di gatti indolenti.
Ricordo momenti
di luce formicolanti
in scandita
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Scivola l’anima in sentore
d’armonia, risveglia i sensi
regala candore si perde
in rivoli d’ amore.
Si lascia affascinare da sguardi
languidi e
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 | e delle correnti silenziose
che attraversano le notti
cosa mi racconti?
Immagini silenti, opache scuri
scendono dalle torri in riva al mare
e delle altitudini del mare
hai per me parole?
Seguivo i tuoi passi
tra le stelle e le
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Non vedo che croci e chiodi caduti
seminati lungo il cammino
non incontro che rovi di spine
e tracce di rosso lungo il sentiero
Ho dita che districano nel capo i pensieri
ricordi schiacciati l’uno sull’altro
ho sottili spiragli ed ore di
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 | Come un’onda
invaghita del suo mare
mi possiede
questo vuoto dischiuso
all’abbandono
Come un rituale
mi trapassa le
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| Jibi |
23/09/2016 19:18| 1448 |
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Qui non c’è nulla
per cui svegliarsi al mattino
il volo dei corvi
è vicino alle case
Il vento soffia leggero
ed ha spazzato via le nuvole
nel cielo i sassi
hanno sostituito le stelle
Qui non ci sono parole
il silenzio regna
dei miei segreti
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Io, quando vado nel supermercato,
non guardo quelle merci più eclatanti;
cerco qualche prodotto un po’ isolato:
faccio così scoperte interessanti.
E, quando in libreria talvolta entro,
non mi curo dei libri in evidenza;
su nascosti scaffali mi
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Lontano si porta
terso e pungente
avvolge in cancrena che brucia.
Meriggio di lama
tagliente trafiggi sul palmo di mano.
Di neve e silenzio
regale abbracci le ore in vendetta.
La foglia ormai secca
che tace all’ombra del ramo
immobile, ai
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Nel cielo, brandelli di nuvole a
sfrecciar lievi or bianche, or grigie fra
l’infinito ad ammantar d’azzurro.
Lassù un’auto vira lasciando la scia e
e una mano saluta a
velocità infinita, turbine di vento che trascina,
tartaruga d’azzurro
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mentre il sole dipingeva luce sul tuo viso
la notte raggiungeva le ombre
il freddo accarezzava le ossa
vidi nel cielo il segno
la lunga falce spezzava le nubi
l’oscurità inghiottiva le stelle
e la risata sgranava rosari
perle di fiume nei
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32757 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4141 al n° 4170.
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