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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 32757 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Ti ritrovi a vivere
quel soffio di vento
ch’attraversandoti lascia la scia.
Sei li
dentro un infinito evanescente,
dentro una vita fugace
e non t’accorgi di quanto l’esistenza fragile sia.
Sei,
un filo che vaga nello spazio,
un guscio corporeo
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Delicata
un fiore sei
che fa innamorare
danzi al Sole
balli come una dea
creatura dorata
dona speranza
fuoco e fiamme
Paradiso sublime
fulmine e tempesta
scorre un torrente
carnevale di idee
maschera e magia
sogno e fantasia
matematica
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Prendi la poesia, poi
quando si struggono i violini
di nostalgia e sole note
e quel coltello che passa
sulle corde mute,
prendi una poesia, una qualunque
un sentiero nel vuoto
percorso nella notte
e le voci si assomigliano
e anche il patire,
il
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Siamo noi i poeti
quelli che pennellano
drappi di cielo
in un’ansa di tempo smunta
persi in strade sbiadite
illuminate da luci gelate
alla deriva nel mare della vita
calpestando il muschio d’un’isola
dalle rive bagnate
anche dall’oceano del
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A sud del mio cuore la sabbia
è fine,
purpurea risplende nell’aurora...
Eterna amante di onde sconosciute,
cerca baci che la taglino senza
più dividerla.
Scorre il tempo...
quando il mare ritirandosi lascia
un letto di sale,
il sogno cerca chi
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C’è qualcosa nel vento,
che non riesco mai a dire
se non avessimo un’anima
non scriveremmo poesie
c’è un dolore, in ogni verso
una sofferenza, un segreto
c’è il dire e non dire, c’è un silenzio
c’è sempre un silenzio
- Poi me stesso.
altro io
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Non so se mai il mio sarà un poetare
se rimare sarà quello giusto, non so
ma son certo del motivare, trasportare
nella costellazione della poesia... la chimera.
Non so se mai il mio sarà un verseggiare
se alternato o baciato sarà quello giusto, non
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Tatuata dal tuo pensiero, orfana dei tuoi occhi
senza la bramosia d’emigrare altrove,
in lidi dove pace equivale a cancellar gli affanni
Rannicchiata sulla soglia come un animale
ascolto col muto sguardo il respiro
d’una notte insonne
Luna che
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 | Urla il dolore,
tace e acconsente
l’assurdo.
Mimesi di istanti
vuoti,
ricolmi di tristi indugi
dove l’alito vitale
si districa incerto,
tra speranza
e rassegnata quiete.
Dov’è che vai raminga
anima mia?
Anfitrione di oscuri meandri
tra
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| io cresco lontano
.
mi incontro nel viaggio... del mio ritorno
.
voglio chiedermi guardarmi riconoscermi
.
ora
.
mi siedo accanto
.
mi racconti del mio racconto
.
il presente che nell’istante diviene ...passato... storia... altro
.
traduco
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Akim |
04/12/2018 18:50| 2434 |
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Ci si sente soli
dopo la poesia
è come dirsi addio
non arrivederci
e le parole migrano
si perdono nell’aria
amo le mie rondini
che svaniscono nel cielo
amo le nuvole che le nascondono
come un gesto di pietà
che nessuno coglie
che nessuno
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quell’ essere consanguineo
con lo spirito delle cose - non sai a volte
che smarrimento ti prende
vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l’indaco
del cielo
l’inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora
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Ti racconterò di me,
gocce di vaganti pensieri,
dietro un velo bianco.
Ti racconterò di me,
mentre acqua scorre tra noi,
seduti sulla riva del fiume.
Aprirò lo scrigno
dei sogni preziosi e proibiti,
ti mostrerò gli astratti disegni
del mio
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Fil di refe su lino e
punto su punto crear ricamo ...
Lieve soffio di colori ambrati,
ed susseguir di punto stuoia ad intonar telaio.
Tenui colori su tela grezza,
ricamo a calcar la scena...
Donna a danzar su petali di rose,
cornice a salutar
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Sei tornata all’ovile sì
ma che squallore dintorno
né una voce né un sorriso
fanno compagnia
solo ricordi di un passato recente
prendono il volo
approdando nel cuore
persino il sigillante
riesce a materializzarsi
provocando illusione
.
deve
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Nessuno incanta l’ordito
in assenza di trama,
gli occhi non sorgono
dietro le tristezze
e rimangono chiusi
nell’istantanea di un
lento cadere di stelle
Contando i minuti le ore non diventano più piccole
ma sono ombre - loro stesse-
e alle
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Fra le stringhe del tempo
m’affretto a perdifiato
mettendo sottovuoto
il cuor leggero che mi sento
Nella luce del giorno
sfuma inesorabile il sentimento
rincorrendo le fuggevoli ore
ombre che s’allungano sul mio languore.
Gloria, gloria!
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Con fervore procurato
la mia sabbia mi conduce,
stretto, cinto ed afferrato
mi allontana dalla luce...
vano e vacuo è il mio reagire
verso un valico profondo,
viene vano il mio eccepire
trascinato verso il fondo...
giungo avvinto come
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fra trame offuscate
le tue sofferenze
intravedo agitate
provengono da scaturigine comune
e in esse intravedo i segni delle mie
pesante grumo di frane irrisolte
tumulate senza tomba
come defunti che s’aggiran nei sogni
c’insidiano in spietati
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Quel che resta di te,
odore intriso tra le maglie
di una vita,
tra parole colme di colori.
Quel che resta di te,
scritte svolazzanti su pezzi di carta,
tra immagini sbiadite e sorridenti.
Quel che resta di te,
il ricordo di uno sguardo
offuscato
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Certo
volevo dipingere il buio
come nessuno
avrebbe mai potuto fare
Certo
le mie ombre erano nere
ed i miei spazi
pieni di un silenzio puro
Ma non avevo mai nulla
per cui lottare
e forse le mie parole
avrebbero potuto tagliare
L’aria
o
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Una sete
inestinguibile
mi accompagna.
Come
una malattia
una febbre ricorrente
a cui
la normalità della vita quotidiana
tossico
medicamento
che i sintomi solo voglia blandire
instancabilmente
cerca
di togliere vigore.
Assurda
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Son libera da ieri ed oggi è un risveglio nuovo,
la notte s’è distesa sulle amorfe ombre,
e strabiliante risveglio ad aprir il varco al giorno,
roboante chiarore ad annunciar l’alba.
Benvenuto giorno con occhi verecondi,
favole e fantasmi la notte ha
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Dov’è il Natale
niente è più come prima
silenzio condito da pensieri in prima linea
luminarie come frecce arcobaleno
mirano al centro del cuore
gioia e serenità sono fuggite via
parole senza risposta vagano
addobbi soltanto pesi
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Alla fine
sono rimasto così
con i miei fiati amari
di cenere e polvere
e con qualche oggetto
sui vecchi scaffali
dove la luce tarda
a dirimere la nebbia
Alla fine
mi sono spento nel nulla
e attendo ancora
una carezza più lenta
del
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Discorso nella sala delle conferenze umane.
Come un libro la vita,
capitoli;
Come onde del mare mosse dal vento,
pagine che raggiungono il punto estremo del momento,:
" il sud di ogni anima che chiamiamo tempo.
Altre onde, nuovo giorno,
nuova
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Nella quiete, nel raccoglimento in solitudine
giungono di te mille e mille pensieri
soavemente dal vento trasportati nell’amplitudine
dell’universo ad occaso sonori riverberi.
Degli alberi senza foglie flessibili rami
s’intrecciano in disegno
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Delle parole _strette in un mucchio_ ho fatto un rogo.
Un dì erano gonfie di speranze erano vele
erano rossi papaveri nel grano
Ma le parole sono cadute tra le mine
e il tempestoso vento le vele ha lacerato
Ho chiuso gli occhi sull’amaca _
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Cammino silenziosa ad ascoltar un canto
che eloquente s’aggira nella festosità del prato e
tu silenziosa sei accanto,
odo la voce che suadente e vezzeggiante
disperde in sfumature di vento,
ecco un fior fa capolino e sorridendo al cielo
china la
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ci fu un tempo in cui inseguivo le parole
e m’immergevo in un mare di nuvole
appagata senza nulla ricevere
ero ebbra di sete
e di me così compiaciuta
che non vedevo gli altri
che m’inseguivano
mi amavano
un saggio mentore mi tirò fuori da me
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Da sola
cammino su marciapiedi
coperti dalla neve,
nascondendomi negli anfratti,
di portoni distrutti
dalle tempeste.
Da sola salgo
su vorticose giostre,
mantenendo un equilibrio precario.
Mi incammino tra silenzi
straripanti di suoni
e
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32757 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4321 al n° 4350.
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