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Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Le 32760 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Lentamente,
come un dono
si presenta all’appello l’amore,
evocato da chi sa quale mistero,
vestito di calore esala dal petto,
mi copre dal freddo,
mi nutre del momento che ruba al tempo.
Ha la durata di una fumata di due sigarette,
svanisce quando
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Sono
solo
brevi attimi
fugaci come la vita stessa
ma
di lunghi
pigri anni
che
altro scopo
non sembrano avere
se non quello di consumarsi
insperata
dirompente ricapitolazione
quintessenza
d’ogni sogno
che
inesorabilmente
credevi
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Che notte quella notte
sentivo il vivere dell’universo
e i passi dell’infinito,
non dormivo
e nemmeno riposavo.
La stanchezza
di essere uomo
solo là fra mille stelle
intermediario
di una creazione
voluto o non voluto
io ero lì ritto in
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Autunno, mi darai forse un dì questo poco di Ebe
a dissetàr la noia?...
No! non sarà mai vino, o mosto, o Sogno
colui che riempie il nappo che trabocca.
No! non sarà l’ardore, il cuòr, la Gioia,
d’un bacio il sibilàr che lento schiocca...
non sarà
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 | In un’altra vita forse
troverò la mia pace,
da questo mondo lontano
che gira solo di spalle.
Un segnale tra gli immensi,
un missile che superi
gravitazionali campi
sopra le mie tempeste.
Oscuri spazi osservo...
frenetico errare
nel mio
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Si svuota l’Estate, come una dispensa piena
di cose buone...
Sugli scaffali unti di vento c’era una fila di
giorni allegri
ed il profumo di cose antiche
entrato da finestre accese sul mare.
Vi hanno avuto dimora tutti i viandanti
del
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Sono uno spettro che vaga nel vento.
Non v’è requie d’intorno, e non v’è pace,
siàm Sogni di un Destìn baldo, fugace,
e la Vita è un’illusa ombra di stento.
Sono uno spettro che vaga nel vento.
Il Sogno muore, tramonta; e non piace
a’ nostri
leggi

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Come
linee vitali di confine
che
tra i campi appena arati
serpeggiano
frappongo
all’aridità
delle distese incolte
della mente
la rigogliosa semplicità delle emozioni
l’esuberante
diversità
del mio sentire.
Chiaroscuri
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In bilico
sul filo dei pensieri
profondo giace il tormento,
magma incandescente
che scava il mio animo.
Oltre la soglia,
nebuloso
si spande il
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Sulla sabbia deserta
giaccio
rifletto
echi lontani
il vento
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In punta di piedi
sfogliando silenzi
per non disturbare
svuoto le tasche, vuote
spolvero il possibile in un
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L’inquietùdine vièn nel sonno e grida,
profonda, oscura, infame ombra di doglie,
e d’ogni pena càrdine funesto...
Così costei terribilmente e atroce
a tormentàrmi il riposo trascina
lenta le spire sue; e ferisce e latra,
e biàsima i miei Sogni
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 | Intrecciato al mattino
mormorio del respiro
la mano confusa
un secco spezzarsi
Improvviso silenzio
senza canovaccio
cavalcando sul pelo
umido di
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Torno ogni dì sul prato d’erba incolto
fiutando fiori. E come il loto anch’io
non temo il fango. Hanno alzato muri
mietuto filo spinato intorno intorno
hanno lasciato secco l’alveo
gettato via il nobile metallo per il ferro
Torno ogni dì nel
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E se mi fermassi
a guardarla la vita
se provassi ancora
a sentirla tra le mani
come dipendesse da me
me soltanto
trattenerla o lasciarla andare.
Quel sentire ch’appartiene
all’età dell’incoscienza
è respirare l’infinito
abbandonarsi a
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Nel tremulo specchio
di mare
si sciolgono
frammenti di luna
stasera...
si sciolgono
i trepidi giorni
dell’attesa...
corrono lontano
i
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Addio, giorno d’Estate estremo, che ombre
fuggèvoli e confuse, ombre stridenti
e spettri di soleggiate scogliere
dal màr riporti, e da’ monti i lamenti
nell’eco mia indisposta e sovrumana
dei ruscelletti su cui ebbi ristoro
con le rùvide pietre e
leggi

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Quando camminavo su questi sogni
ero più giovane
e ancora respiravo la luna
nelle lunghe notti ambrate di follia
Sapevo che presto
sarei stato scelto dalle tenebre
e non avevo più voglia
di volare con le fate del passato
Quando disegnavo
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Vedrò la mia pazzia
in un giorno di maggio
vestita da fiore
che si lascia denudare
da un tiepido vento
per poi andare a figliare
nel sol Leone.
Mille e mille versi
avranno i colori
dei rossi papaveri
o degli azzurri
nontiscordardime.
A
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Eretto al di sopra del nulla,
in una mappa disegnata su
un vetro appannato,
cerco la rotta di un nuovo
viaggio...
Anima ferita,
stanca avanza in questo
torpore...
Essenziale,
diventa il non trovar una nuova
linea d’assenza...
Colmo è
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Passano i giorni,
non avverto la fatica,
nonostante ogni mio attimo speso a correre in salita
ed io sospesa in vita attraverso cunicoli che sviano sul ciglio dei miei anni.
Spugnosa quest’esistenza che tocco con mano e vibra sulle corde delle mie
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Scrivo sui petali d’erba
tra i silenzi di terra
a filo delle parole
che a nulla servono
quando la luce s’imbottiglia
nel traffico di pensieri d’assalto...
Sorvolo tra gli inganni di un cielo
a volte troppo scuro
altre così dannatamente
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Tra pagine e fotografie
si contano echi del cuore
che abbracciano l’inverno,
un altro inverno che verrà.
Non è nelle parole difficili
che si possono rinoscere gli errori,
nemmeno nella paura
di strofe mal composte.
Ogni gradino della
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Non sono mai stato vicino alla morte
come quando ti scrivevo
c’era una donnina sulle scale
scuoteva la testa sui miei passi
fuggi via da me, pensavo
voglio restare solo, solo
l’ascensore non saliva,
era distante dal mondo
ci illudiamo di altezze
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Che rabbia prende a volte
fare una pazzia sarebbe poco
eppure aiuterebbe ad andare avanti
ma poi tutto tornerebbe come prima
non sarebbe giusto annullare volontà
il rispetto deve prevalere
sacrifici di un tempo
non devono risultare vani
guai a
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Io nel mio dizionario ho controllato:
esiste la parola "delusore" .
E’ colui che delude le speranze
che gli altri riponevano in qualcuno.
Ed allora, io senza dubbio alcuno
sono venuto meno a quelle istanze
ch’altri, con troppa fede e con
leggi

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Addio, giorno d’Estate estremo, che ombre
e spettri di soleggiate scogliere
dal màr riporti, e da’ monti i lamenti
dei ruscelletti su cui ebbi ristoro
dal baldo Sole!
Addio, dorati campi, là percorsi
a cercàr uno sguardo di mia Gioia,
e ora
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Cerco un varco nel buio
ed interrogo il silenzio dell’anima
le ore mi fissano gli occhi alla parete
come fossero chiodi
Mi domandavo sempre dov’eri
nei giorni più mesti
Pensarti m’aiutava a trovarti
quando s’accresceva la distanza
e smetteva
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Ho imbroccato un vicolo
e nell’ombra
raggi di sole
nell’albero di maestra
si sono impigliati,
la monotonia del vento
rompendo
che nei suoi fischi accelera
le curve d’altre ombre
che nella risalita delle nubi
si muovono ad oscurarlo.
E raschia
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 | La tristezza rimane
quando le parole
non vengono capite.
Un profondo dolore
che né tempo né colore
di mille bellissimi fiori
possono mitigare.
La solitudine preme
fortemente,
Cercar di rimediare
con parole più chiare
non serve a
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| Ascolta il silenzio
non perderti nel suo involucro ovattato
adagia le membra nella total foschia esistenziale
il tempo sarà breve
fugge via
fa salti veloci
non correre con lui
così veloce rallenta...
osserva le cose che ti circondano
non
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32760 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4651 al n° 4680.
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