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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Le 32760 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Ascolta il silenzio
non perderti nel suo involucro ovattato
adagia le membra nella total foschia esistenziale
il tempo sarà breve
fugge via
fa salti veloci
non correre con lui
così veloce rallenta...
osserva le cose che ti circondano
non
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Apparve all’improvviso
in tutto il suo fulgore
per espandere la visione del mondo
verso nuove mete.
Il Figlio Spirituale
seguì la sua scia di luce
immerso nella profondità
d’un sogno ispirato.
Timidi sussurri
narrano ancora le sue gesta
si
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Un vetro separa da quelle voci di un tempo
oggi assolutamente silenziose e diverse
non saprei come distinguerle ad occhi chiusi
profumi ormai sepolti niente lasciano trapelare
solo un grande vuoto prende piede
lacerando senza pudore quel
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 | Come una giraffa mi muovo,
allungo il collo verso le verde foglie,
verso il cielo che è acqua è
luce;
Specchio dei passi lenti del divenire,
di pensieri intimi,
di brevi slanci d’ amore totalitario,
universale.
Colgo dal giardino,
volta
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Vivere senza vivere davvero
in un angolo buio di questa vita dove il cielo è senza luce
e ogni momento, non è mai quello vero,
e dove nemmeno il nero della notte riesce a sopportare
il pensiero mio che si adagia sul fondo di una tazzina
in un caffè
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Prosciugati, sventrati respiri
accartocciato il sole come mani alla gola
grigi brividi ogni notte
saettanti, sfibrati
succubi sciami
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Nella devastazione
dell’armonia essenziale
del Vivente
che
il cuore annichilisce
sotto il peso intollerabile del rimpianto
l’ignoranza
indotta
che grava sulla nostra natura
evidente
appare.
Irretita
da falsi maestri
sottratta
al
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il silenzio s’irrigidì di loro
distintivi senza segni
comunicarono quello dei morti
negli ostelli dei rospi
con manto di
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Avremo gli occhi spenti
persi da anni dentro le cose
ci catturano al buio, nel silenzio
e noi sognammo un’altra estate
nelle rovine dei nostri corpi
- noi sognammo
quando aprivamo le finestre del mattino
le mani sottili di una donna
erano come
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Sarai farfalla
fuori dal bozzolo in cui sei prigioniera
fagocitata dalle cose belle
che sanno di nettare dal profumo di zagare.
Farfalla che libra
tra fiori di campo come sorridenti bimbi
e brillio di sguardi.
Brandisci la spada contro draghi
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Donna che silenzi prediligi
tra cielo e mare divina sei.
Il tuo sguardo all’orizzonte dirigi
adornati capelli ed effigi di cammei.
Per scrivere dell’amore qui attingi ispirazione
nell’assoluto silenzio davanti al mare
diviene estremo mutismo e
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Profondo è il suo mare
e nei suoi abissi
il poeta
insegue con sguardo
minuzioso
ogni evento
che si perde
nella sua profondità.
E’ un’abile pescatore
il poeta
va oltre all’oscurità
e riporta alla luce
solo l’essenza
nuda
La
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Gli occhi zittiti,
riflettono sulla perdita del
dolore,
un lieve chiarore illumina
il deserto cannibale
d’amore...
La ruota,
arranca dentro solchi prestabiliti,
cerca spacciatori d’emozioni,
per nutrire vuoti
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 | Piove sulla gente
sui cappelli sbiaditi
ogni passo si fa breve
frettolose vie
dove nascondersi
- forse un riparo
o un’idea di esso -
piove sulle lapidi
piove il silenzio
qualcuno si ferma
guarda una luce accesa
- e le vetrine -
ma piove,
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Non mi sono arreso, mai,
nemmeno quando sentivo il peso
della solitudine
e la verità
si allontanava nell’orizzonte di un ricordo.
O forse sì, mi sono arreso senza saperlo,
confuso dalle mie stesse parole,
convinto di essere forte,
più della forza
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Scompone l’anima in puzzle
minuscoli da incastrare
durante attimi d’eterni silenzi
che, con difficoltà, rientrano
negli angoli e nelle curve
già preordinate, disegnate e distaccate.
Tante son le prove.
Pensieri novelli negli interstizi
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Quando ti ricorderai
di portare via le nuvole
io sarò già andato
via da queste vecchie mura
Fatte di lacrime e fango
e costruite per durare
contro il vento e la terra
che trema un perdono
Quando mi saluterai
ancora io sarò tornato
per le mie
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Ero li senza preoccuparmi,
di lunghi e dolorosi silenzi
di sguardi affannati e sfuggenti.
Ero li seduta a metà
su una panchina per due,
a sopportare un sole
troppo caldo,
sulla pelle.
Ero li ad aprire
un grande ombrello,
contro pioggia e
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Sono silenzi
di lame taglienti,
di cose non dette,
d’illusorio segnato.
Sono false realtà auspicate
di un lungo tempo sprecato
che, prima,
annienta
e poi,
fortifica.
È Araba Fenice
che risorge,
la mia anima minata
dalle intemperie della
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 | Arriva veloce la tempesta
Incide lobi di luce e sfonda
La porta dei ricordi.
S’amplifica il dolore, urla dal mare
Note senz’armonia.
Il sale taglia l’arida secchezza delle labbra.
Ma l’Anima sa come si cavalca la marea
Sa come si domano i
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| Jibi |
16/09/2018 20:18 | 1073 |
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| Pur se giorno abbracciami Morfeo
ch’ancor vorrei dormire
perché non voglio da
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Quel che vedi
non è quel che credi,
nel profondo di ogni cuore
è sempre nascosta la verità.
Come una eclisse
nasconde il sole,
cosi la
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Etichette
clichè
vuoti a perdere
io non appartengo sono
affronto partenze
venti contrari
mari in tempesta
deserti aridi
labirinti
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Midesa |
16/09/2018 08:44 | 1395 |
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Sorretto in una timida incultura
vivacchia la mia vita da ignorante
e l’intelletto cieco di clausura
trascorre un’ esistenza dilettante,
rasento il posto mio con la sporcizia
e nullità in qualunque pertinenza,
crollando in una fragile
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Ho i difetti del mio tempo
sono lento
a riflettere sulle cose
e nel silenzio vivo immerso
Sulla pelle
ho i segni del mio volto
sono ignoto
alla luce ed anche al giorno
Ho i riflessi del mio orgoglio
nella notte
trattengo ogni perdono
sono
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Potèa fermàrsi un àttimo soltanto,
la Luna... la Gioia a sentire il mio canto.
Potèa parlàr de’ i serotìn suoi fiori
a’ i miei dolori.
Potèa parlàrmi, e dirmi dell’Autunno,
che sotto il suo occhio io sembro un bruto... un Unno;
che de’ i Poeti non
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Nel buio della notte e nei silenzi da solo
dentro alla distesa azzurra del mare,
rilassato dopo tante fatiche, piccolo
si sente quell’uomo ormai non osa pensare
la sua mente assorta nell’aldilà,
quel sorriso fisso penetrava negli occhi.
Ora non
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Un cane di pietra
mi morde la lingua nella notte
aspro leviatano
Dio nero del sonno malato
figura retorica terrifica
munifca estensione del male
che sorge ignoto
da un’ipnosi trascendente;
un cane di ferro
mi morde la lingua nella
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Ci sono limiti al dolore.
La montagna che frana
porta con sé i declivi
che non hanno altra colpa
se non di farne parte
e i detriti
che
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 | Punto zero: “ la meta.
Navigo a vista,
tranquillo,
tra le pieghe del mare
sospinto dal vento e dalle increspate onde.
Capitano di me.
Lasciai alle spalle il porto del nulla,
i colori dei sogni,
i picchi emotivi,
gli stupidi conflitti le unitili
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 | Rotto è un silenzio
dove trema la goccia
l’alito di vento è divino
l’istante deviato, ora si spande
libera spazi dal nulla
- risonanze d’oriente -
cerchi piatti come nel sole
echi più lontani, sottili diaframmi
di bocche vuote, incantesimi
tutto
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32760 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4681 al n° 4710.
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