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Le 32760 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Oh breva! tu lamenti con me il pianto
antico della Vita.
Lamenti il precipitàr delle prime
foglie d’Autunno,
e l’appassìr delle solinghe viore;
e lamenti... e lamenti singhiozzando
che gli àcini sono pronti alla triste
Gioia di vendemmia,
che la
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Sono senza vento su fondi limacciosi
Di viaggi serbo memorie
di voli lembi di nuvole strappi di cielo
Memore di sogni
Itinerari corretti arenate prue
Cerco un filo d’oro nel grigio panorama
d’un quadrato. Nel baluginio del mattino...
un
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 | Di ultime volte è la virtù
di sogni e fantasie,
gioiellata da figure retoriche,
strappolata da solitudine.
Nell’assente cuore
un appunto di vita,
valica il picco friabile
dove dorme il verso.
Avanza la figura verbotica,
nel dilatato
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| Dove finisce l’ultima nota del violino?
Dove il silenzio spalanca
le porte dell’animo
e resta in ascolto.
Dove inizia il suono dei flauti,
sibilano i venti del nord,
tra le cime,
nelle gole innevate.
Dove finisce l’ultima nota dei fiati?
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| Tavolini vuoti come il bicchiere davanti a me,
foglie morte galleggiano nel vento autunnale,
spettri dell’estate appena terminata.
Pensieri ruotano nel gorgo di un liquido ambrato,
lo vedo scendere dall’alto,
passa da un abbraccio vitreo ad un
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| Stento a decifrare
amore mio
i tuoi segnali di fumo
nella notte.
Quanto dovrai ancora penare
per non aver saputo
percorrere indenne
il tuo crinale di
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| Se pensi a come là si pone
più non riesci a muovere un dito
pensieri si accavallano
rabbia uno stiletto che perfora
trovare la forza è ormai impossibile
dicono che reagire sia importante
solo un motivo si fa avanti
quella capacità di rispetto e
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Egoisticamente
ho fatto il danno
e sono cresciuta di una spanna
verso un’ora in più di umanità.
Scrivo come voglio
e cosa voglia
di
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 | Se percorrendo il mio sguardo
vedi un luogo lontano
accarezzato dai venti
dove la pioggia
scende come lacrime
e come lacrime ritempra
dove l’azzurro infinito di un cielo trasparente
coesiste con le fosche nubi
e come fosche nubi
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| Suoni antichi pendono
tra memoria e cuore
come funi sospese,
difficili da afferrare.
Suoni antichi attraversano
Il mare burrascoso dei ricordi,
galleggiando lontani dalla riva.
Suoni antichi di terre lontane,
di profumi cari e di ricordi.
Suoni
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 | Sentiva di essere irrisolto,
come un poema mai finito
una pagina mezza vuota,
un discorso a metà
si sentiva cosi da
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| Chissà forse avresti voluto avere un’altra vita
assaporando piccoli particolari che oggi sembrano lontani
quello che hai vissuto è talmente grande
che niente potrebbe mai rimpiazzare
solo l’ultimo anello della matassa è rimasto incompiuto
ma la
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| La sensibilità,
penna del cuore,
trascrive quanto non colto
nel giusto dovuto,
ora della natura,
ora dello spirito,
a ciascuno invia
quanto percepisce.
Scruta il nascosto,
talvolta a molti
risulta incomprensibile,
ad altri dà di
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| Qualcosa mi si spegne dentro
lentamente
e intensa s’accende
la vaghezza di attimi
indimenticabili.
La felicità
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| Nonostante
l’acquisita consapevolezza
di una
inalienabile
necessità reincarnativa
scalpito
negli angusti recinti
di un’ominazione coatta
là dove
la libertà
è una sensazione sconosciuta
e l’indomita
veemenza
d’un anelito selvaggio
un dono
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(repliche della memoria)
Il vento che schiamazza per le strade
ha un altro volto mentre strappa
lacrime e sillabe. Ogni rumore acuto stride,
grave riecheggia. Le note soavi forse
giungeranno a sera
tra le pieghe del silenzio
ed una stanza che
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Adesso
che del buio fondo e senza pianeti
riconosco
il moto andante lento
dove coccio di bottiglia non coglie
goccia
che non sia lacrima
dove appaiono e scompaiono
linee
tracce d’altri passaggi
adesso
m’incammino
fragile bolla d’aria
strappo
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Filòsofo! Oh Filòsofo! abbandona
la tua stanza che oscura e chiusa e tetra
schiavo ti rende di Pensieri e Sogni,
e di Tormenti!
Abbandona il sedìle ove ti siedi
a contemplare eteree e assenti forme...
ove perduto e silenzioso e triste
te medèsmo
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nato a occupare spazio
già compresente in altri
accresciuto nel tempo, d’altri
o se primavera non avesse a ravvivarla!
noi animali e le sostanze in embrione o gelati per la vita che verrà
le foglie gialle, e l’apprendiamo dal sole il registro
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I tuoi occhi
han sempre il colore del cielo,
Le tue labbra morbide sfiorano sempre il mio viso,
La tua mano stringe sempre la mia
mentre sussurri: ci sarò sempre .
In ogni alito di vento, finché ci sarà vita,
finché il cuore non cesserà di
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Era il meriggio; e venne il Temporale.
L’Estate... la mia Estate, così è morta.
E sulla pietra tombale
sta scritto: Ombra contorta!
Ombra contorta, e mesta e dileguata,
appesa ancòr pe’ il fìl d’Erinni, Agosto,
come la Vita amata
del mio sognato
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Non si definiscono neppure se di parole
un fiume investe l’aria. Non si contano
neppure per distrarsi. Non si misurano
o paragonano a nessuna cosa
Si attraversano con l’oppressione del fiato sopra il collo
col timore che mutino nome e sostanza
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Sempre
la macina della mente induce al guardare
oltre il limite di orizzonti rincorsi mai raggiunti
Amaro il sapere
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d’un tratto il respiro
mozzato
che non scende ai polmoni
un rantolo di emozioni
impaurite stranite
d’un tratto un battito lontano
o troppo rapido il suono
d’un tratto sentirsi
malfunzionanti automi
ed entrare in quel circuito
di falsi
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Verso la mente, si dirigono
i volti, i silenzi e le parole
verso l’oblio, la non sostanza
cadono nel fosso come morti
verso la mente attraverso gli occhi
entrano le luci, le forme della vita
in questo tritacarne del pensiero
dove ogni cosa perde
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A piccoli passi
la luce entra
come faro che acceca
e poi rischiara
i sentieri verso il cielo.
Vedo questa immensità
e capovolta taccio.
Corre il pensier mio
fra i granelli roventi
di questo tempo spoglio
e bacia qua e là qualche fiore.
Si ferma
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Gioia! Profonda e ridente Gioia, odi! forse
che io sogno attènderti a’ le tue vie, che urlo
al vento il nome tuo; forse che aspetto
l’ore notturne soltanto per darti
un covo ne’ i miei Sogni, che non passa
questa mia attesa e questa speme; forse
che
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E poi
dentro una bolla
fra spazi siderei
attraverso ponti di carta
risolti incubi di paglia
innalzata oltre vette imperiose
ho guardato dall’alto l’atomo malato
e quel fiume di gente che ogni giorno
s’affanna senza senso
cercando risposte
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Aspetto la parolina per iniziare a contaminare lo straccio
non sempre risulta facile
a volte diventa un vero problema
eppure la volontà mai ha tradito quindi
basta attendere e quell’input avrà successo
prova a togliere di mezzo quanto risulta in
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Oh! Notte!
Raccogli della mia anima
questi frantumi
sparsi e consunti
come ciottoli di fiume.
Ricomponili se puoi e
ridona loro la
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Ogni volta che guardo il mare
sono bambino che danza da solo nella nebbia.
Ogni volta che ascolto il vento
sono un passero con piume di solitudine.
Ed ogni volta che nuoto nella luna.
Ogni volta, ogni volta
un velo d’argento copre i miei
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32760 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4771 al n° 4800.
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