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Le 32760 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Ogni volta che guardo il mare
sono bambino che danza da solo nella nebbia.
Ogni volta che ascolto il vento
sono un passero con piume di solitudine.
Ed ogni volta che nuoto nella luna.
Ogni volta, ogni volta
un velo d’argento copre i miei
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Ogni mattina
al risveglio
ritrovo
ciò che la sera
fiducioso saluto
perché
sicuro di riabbracciare
come se
un segnalibro ponessi
tra
le infinite pagine
della Vita.
Ma
cosa impedisce
ai miei occhi di aprirsi
sulle ore
che da questo
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La lingua dell’acqua nella mia fontana,
un linguaggio sconosciuto che non conosco
ma che ha il potere di catturarmi e di riportare
la mia mente al passato
mi sono abbassato al livello dell’acqua,
per sentirne il suono, c’è un insieme di sillabe
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Se dovessimo buttar giù
tutto quanto passa per il cervello
strariperebbe il foglio
ma come si fa a tener dentro
tutto questo bailamme
dicono che esternare faccia bene
a che cosa mi domando
sanno loro quanto la vita sia crudele
inganna
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Mi cullo ancora
nelle voci della memoria
carpite nel bosco
tra fremiti senza tempo
Pronta da secoli
accolgo la vita nella sua vera essenza
m’inebrio di aurore e tramonti
li dipingo di rosa e scarlatto
respiro piano
per non far rumore
Sotto
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Trovare il senso di tutto è un bel dilemma
quando la solitudine imperversa
grande amica con la quale
poter fare un esame di coscienza
prendere atto di quel senso di inutilità
che nel tempo ha toccato l’apice
e saper garantire per amore
un futuro
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E poi più niente...
E’ già successo
tante altre volte
e quante volte succederà ancora.
Voci assordanti, volti di pianto
e poi più niente
come se la pioggia
aiutata dal vento
avesse lavato ferite e fiumi di sangue,
ma non ha cancellato
le
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Chi sei tu?
Sei la soluzione oppure la domanda,
quella conclusione del "quando"
e del "perché ",
quel viaggio che non hai mai fatto
e quell’insieme che non c’è mai stato.
Sei gli occhi del ricordo,
quel punto senza virgola
in quella
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Scende la montagna tra tornanti e calate,
va verso il mare, che urla.
Ammutolito ascolto la sua voce,
ammiro,
ma oltre ancora lo smeraldo crespo cede
diventa blu infinito.
Amo questo paesaggio
affollato da fantasmi che vanno e vengono,
come
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Forse cambierò idea su tutto,
ché ogni giorno mi ritrovo solo
a meditare su ciò che io non ho
e che trasformerebbe la mia vita
rendendola più bella e più sicura...
Potrei riassaporare il senso delle cose,
mentre adesso sono quasi un
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Cader nell’oblio ... vorrei un istante,
chiuder gli occhi
nel lampo dei sogni svaniti.
La brezza del mattino,
un ricordo assopito.
Lo sguardo,
afferra il refolo del vento
e fugace attraversa il respiro degli anni,
che hanno cancellato il
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E l’attesa lasciò
l’anima sospesa
sul filo della memoria
il passato vacillava
come un ebbro sulla via
nulla era più il suo credo,
crollate le mura della coscienza
una guerra intestina
fra il vero e il desiderio...
Eppure tutto
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Ci sono cose ...
Confessate mai a nessuno;
Tranne a me stesso.
In quelle sere dove la mela
sbucciata nel cielo,
cotta dal sole diventa gialla,
e i piccoli brillanti che sono le stelle
sparse nel vuoto nero
della trapunta che avvolge la terra;
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Ti guardo,
ti osservo,
ti ascolto
in questo silente calar del sole
che mette fine al giorno.
Leggera brezza
che lava il caldo afoso dalla pelle dorata,
l’annuso
mentre tornano i ricordi di estati passate,
in queste spiagge
dove tutto è
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Mi tornano alla memoria profumi,
che mi riportano all’ adolescenza.
Il profumo del mare che agitava le sue acque riscaldate dal sole.
Il profumo della domenica, dove mia madre si adoperava
a preparare il pranzo speciale!.
Si, perché la domenica,
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Oh cièl di fìn d’Agosto, quieto e caldo
cielo... è così che soccombi! che muori!
e che tramonti!
è così che il tuo Sole si lenisce
sul mio sguardo abbronzato, sulle mie ombre
profonde e mute,
su’ i miei ricordi gelosi d’Estate,
per questa nuova
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Quei rimorsi che a volte prendono e non danno tregua
sono come un mattone che schiaccia l’anima
difficile uscirne se non mettiamo in atto
tutto il nostro savoir- faire
volontà spirito di adattamento devono avere la meglio
guai a lasciarsi
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 | Dammi un poco
solo un poco
di impossibile possibile
di quel dio non dio
silenzio del silenzio
di un mare
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| Resto a guardare
ancora un attimo il mio passato,
visioni distorte,
delirio di febbrili sogni.
Resto a guardare
ancora un attimo,
tra ferite aperte,
osservare i margini frastagliati
delle bruciature sulla pelle.
Resto ad ascoltare
il fruscio
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| Ginocchia nello stomaco a fermare uno spasmo
che travalica il dolore e va oltre, oltre...
Non passerà, mai.
Non è lui,
son io che non smetto e ancora mi faccio del male.
E sarà per sempre così senza farmaco, cura
o voce amica che mi
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Un altro giorno è andato
e non ci sono nuvole
che attendono il vento
mentre il cielo trema di buio
Un’altra notte è arrivata
a prendere posto
fra i dubbi della terra
che non sa se pregare il sole
In una nuova aurora
dove le parole
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Sento che dall’animo stan per sorgere
pensieri ancor son indistinti nebulosi
Non so qual tempo alla mente
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Voglio ancora meravigliarmi
per un raggio di luna
che strappi ai miei occhi la sensazione
di un debole ristoro all’ombra della verità.
Ieri una voce ha parlato del tempo che fugge,
lasciandomi l’amaro della stanchezza
appresso a inutili passi che
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Guardar la parola allontanarsi invano
girar il volto oltre lo specchio del rimpianto
sognar le braccia cullarti
mentre le onde del mare
respirano tutto il loro aroma
volteggia la realtà
su equilibri instabili
e il tempo ne muore dentro
son
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In questa vita fatta di doveri
mi adopero per quanto posso dare,
mi lascio andare verso i miei criteri
cercando di non farmi raggirare
ravvedo in me il mutar della mia vita
nel mio portare essenza in questo senso,
mi adopero nel renderla
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Troppe ferite aperte dall’amore,
un cuore modellato da mille pene,
saliva l’affanno sbarrando ogni gioia,
e la pace: ricordo di altri giorni.
Credevo d’aver perso ogni partita.
Ma una sera d’inverno tra brezze bizzarre
qualcosa di strano
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ti sento
nell’aria che respiro
come ossigeno puro
mi scorri nelle vene
mi ristori il cuore.
E ti sento quando ti vesti
col canto degli alberi
tra echi lontani
di sorrisi felici
in quel profumo fresco di cielo,
di neve, di mare,
di
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Oh cuore vagabondo, taci! oh cuòr
che ti rivèrberi a’ le vie più cupe
de’ i tuoi desìi,
taci! oh mio cuore pallente che urli e soffri
esterrefatto e attònito e che in Notte
profonda sogni,
taci! oh pìccolo mio cuòr insignìto
delle mie colpe e di
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in lontananza un albero viola
agita fronde gravate da frutti amari
mentre un’alba sinistra avanza
o forse un tramonto
perdute le coordinate del tempo
in un anfratto
scorre il male
una nuvola sul sereno
forse un ricordo di ieri
quando
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Mi manco a volte,
a tratti di giornata,
in certi momenti al primo risveglio,
non mi chiamo...
so che non mi rispondo.
Non sento quel caldo fruscio del pathos,
delle onde che si susseguono,
che cercano con sbuffi di schiuma
di raggiungere la
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 | Neve d’istanti
dove ti posi
sottili strati d’agosto
a rivestirmi la pelle
ma dove finisce la luce
il caldo ventre del sole
io cado in
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32760 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4801 al n° 4830.
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