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Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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Le 32763 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Non strillare,
non ti sento.
Ho impegni
con l’altra parte della strada,
dove passa
la fila
dei miei followers;
ho dato un taglio
a devastanti narcisismi
e ora elaboro
centinaia di lutti.
Ho da fare
con appese vite
d’una pinacoteca
di
leggi

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Quando è la brezza a far tremare le cime degli alberi,
quando flettono dolcemente, come in una danza,
io sento anche in me qualcosa che si scuote, che si muove.
Mi assale un bisogno di silenzio,
di sentire dentro di me quel moto, quel movimento
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 | Foglie e vecchie canne
distrutte dal vento e dal tempo
trasportate da acqua salmastra lungo il canale.
Ombre di vita.
Fardello trascinato lento
con grande tormento.
Trasporta anche il mio io
e il mio cuore
ninnato come in una gondola.
Attorno
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Colline di ulivi a distesa
e un ridente borgo arroccato sul belvedere
accanto al convento di San Martino.
Le vie accoglienti, balconi di rossi gerani in fiore,
e una piazza all’ombra della torre civica
dove si posa il primo sole del mattino.
Il
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Vesto i tuoi abiti
per sentirmi meno spoglia
quando mi lasci sola
con pensieri di chiodi e ruggine.
Sono troppi i silenzi
a raccontare la mia storia
tanti addii e nessun ritorno.
Resta quello sguardo
identico al mio
ed il vento che mi
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Vago solo, solitario,
scompagnato, ritirato...
sfitto e vuoto è il mio scenario,
un fermento mio annullato,
fuori e dentro un gran deserto
senza
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Modulato
dalle innumerevoli
piccole voci
d’ogni vivente creatura
un unico
coerente messaggio
sempre
mirabilmente
veicola.
Invero
esitante si mostra
quando
cercando tra gli uomini
naturale risonanza
in vuote conchiglie
che del Mare
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Camminando su un sentiero
mani in tasca e sguardo al cielo
il vento parla alle mie orecchie
ormai stanche e troppo strette
a questo mondo in confusione
che nega tempo e riflessione.
Gente stanca e scura in viso
non da più tempo ad un
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Io sono un clandestino
vivo camuffato
brucio sogni e bevo aria
sono un malfamato.
Io sono un clandestino
fuggo via dal mio destino
e chi mi dice “legalizziamo”
sputo a terra e non ci credo.
Io sono un clandestino
e mai rinuncerò
a questo
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Abito la poesia
nuda roccaforte dei giorni
coniugati ai ricordi
Dimora lì il mio pensiero
e la frenesia del vuoto
Nei giorni scoloriti
ho posto mattoni di sbieco
lasciando germogliare gli spazi
Ho ricoperto di calce il dolore
Ripulito fuori
Le
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Un Folle,
stralunato come il disamore
balbuzierà il bene,
pochi crederanno che i suoi occhi
spoglino il buio...
La paura di perdere l’attesa dell’intimo
momento,
è l’essenza del soffrire della passione...
Goloso svezzo la bocca con i tuoi
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Un folletto
coricato su di un albero
col suo verde stivaletto
intuisce
ciò che la mente avvilisce
Troppo tardi
salta, si volta e se ne va
laddove
nessuno lo può trovar.
Fluttua per il bosco
saltando magicamente qua e là...
Ha perdonato già
ma
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L’Inquieto orrìbile
m’opprime forse,
dove si giacque
dentro il mio cuore,
dove mi morse...
mi morse e tacque
con il dolore.
Dove mi morse
col suo veleno...
mi morse e tacque
in un baleno.
Così i suoi bei àttimi
qui ripetuti
nell’eco
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Vivi questa vita che non ti appartiene
imprechi il destino per le sue catene
qui il tempo opera senza anestesia
così dà in pasto l’anima alla pazzia
Cadi in un incubo, avresti bisogno
di aggrapparti forte a qualche tuo sogno
che renda tutto almeno
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Nella Notte mi sveglio... di colpo... e urlo.
Nel buio regnante
mi pàr che sia disciolta ogni ombra... Un Sogno
non grida, non sussurra... e non compiange
la sua Morte infinita.
Ed è il Sogno una nenia orba... epilèttica,
un Desiderio malato sulle
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la poesia mi rivesti
d’immane avvenenza
scoprendo nelle fenditure
dello spirito il mondo che vorrei
dimorerò ai confini del silenzioso fiume
venerando le intime magie
abitai fra le verdognole radici
incastonate nella brulla terra
sulle
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Sul colle alto Rotondo
la voce mia urlo nel veto
che passa più alto del canto
delle allodole innamorate.
-Voglio essere amato
da te che mi suoni lassù
e scendi nella mia valle
che straripa di nuovo verde-.
E scendendo sopra i pini
mi fischia
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Felicità sgorga da quelle pagine
peccato che tutto sia finito
rimane soltanto il frutto
che mai troverà la pace
un sentire che fa male
lasciando un senso d’impotenza
dove immergersi è salutare
onde rivivere appieno quei momenti
soffrire è una
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Sorella vita dorme
nello stagno dei pesci rossi
e si nasconde all’oro.
Una sola tattica per la vittoria
e certo il sacrificio dei cento
non basta
e sarà il re
a calare l’ultimo colpo
e riderà nella nebbia.
La fretta fugge di nuovo
il
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 | Rinchiuso nella mano piange il silenzio,
sole e fuoco, vento e sangue con voce di sogni,
il tetto ride precipizi,
la finestra scala un raggio abbandonato,
mangiano bugie le orme delle croci,
si denudano le domande dei fiumi,
albeggia nell’eco
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| Vite camminano
su binari paralleli,
che non si incontreranno mai.
Vite pescate a casaccio
dal grande sacco delle circostanze,
buttate nell’ arena
della quotidianità,
dell’ assuefazione.
Vite corrono arrabbiate
puntando le corna
alla muleta
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È quando il sole morde
che dai piedi affondati nella sabbia
si affollano i ricordi
di voglie ed aspettative
di sorrisi e di lacrime
di parole dolci
di cadute amare
di addii
senza speranza
mentre irrompe l’onda
e nel cielo lo stridere acuto e
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Non ci sono più colori
nella notte, e il buio
ci costringe alla resa
si cercano le labbra
i respiri, sono come le falene
impazzite, per la poca luce negli occhi
e le lacrime, sono più silenziose
la notte ci impone il suo silenzio
i nostri sguardi
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 | Non c’è davvero
un sentiero ...
Lo crei nel cammino
il tuo destino,
scegliendo i passi
- fra i sassi -
la direzione
e l’occasione.
Quali orizzonti
e quali ponti,
di quante stelle
e quante luci
riluci,
e quello sguardo
sul tuo traguardo
non
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Cassetti e ancora cassetti,
non li apri mai...
Eppure...
Eccoli lì,
memoria di un passato che ti chiama
e complicata vita che ti odia e che ti ama...
Andare via,
quasi come fosse pioggia di settembre
spettacolo per occhi umidi da sempre,
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 | Rode questa sorte
lega assente e inerte
maschera dietro irte mura
in una solida cura,
nacqui foglia
forte e libera
via dal ramo
lasciata al vento sola
se conviene
quell’infida quiete,
muta l’aspetto delle cose
la notte scorre nelle
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| Attenderò che il tempo
abbia compiuto gli anni,
che la sabbia della clessidra
abbia raggiunto il fondo,
abbia dato vita alla montagna.
L’attesa è un viaggiatore solitario,
armato di lancia,
e cappello piumato.
Promette doni,
promette
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Mi attesto
su livelli bassi
dove l’afasia si espande
sui miei mondi in divenire.
Non raggiungo mai
la vetta
e il comunicare sogni
è esercizio complicato,
totale asservimento
del solitario esistere,
ignorare ed essere ignorati,
resistere o
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Vivo la notte dei pensieri
quando il glicine si piega
al volere del tempo
un fruscio d’ametista
a bisbigliare il segreto del vento.
Dolce è il tocco
di una nuvola bianca
sopra un manto di lapislazzuli e diamanti
a vestire la pelle da gran
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Eran giorni di giugno
da passare tra amici,
nei giardini d’infanzia
a giocare felici,
un cancello di ferro
dal tempo corroso
apriva le danze
con fare chiassoso
Dispari o pari,
si faceva la conta,
in un batter di ciglia
la squadra era
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Continuerò a sorridere
quando il cielo cadrà
in mille pezzi azzurri,
tra le sabbie del deserto.
Continuerò a sorridere,
quando le parole aguzze
incideranno in cuore,
in mille segmenti paralleli,
quando la tua barca
mi lascerà in alto
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32763 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5041 al n° 5070.
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