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Le 32777 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Nulla è per sempre, nulla!
Lo diceva scuotendo lentamente la testa,
ad occhi chiusi.
Non è per sempre la giovinezza,
tra risa, giochi e fantasie,
i pensieri la portano via.
Non è per sempre la bellezza,
riflessa nello sguardo
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 | Spiano, piallo, levigo,
smusso gli angoli,
rimuovo il limo,
pulisco e lucido la grezza parte:
“ Tolgo ogni giorno i peli dal petto ...”
Lotto con l’ombra
della disarticolazione innata,
taglio i rami inutili degli istinti,
scarto i veleni dalle
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Nasceva, con la poesia
- forte -
il desiderio di un'altra vita
di un altro mondo,
di un altro vento,
qualcosa,
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Mi ricordo dei monti; e un mese fu
dacché io non rivedo le erte, e il Tòce
e il Melèzzo privato della voce,
e le croci delle pievi
bianche, splèndide come le alte nevi,
e la valle della Svìzzera d’intorno
da cui io
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non odo suoni
da questi timpani perforati
né vedo stelle
da questi occhi offuscati
sento la pelle fremere
odo la terra gemere
come violini nel vento
sento dentro la paura
crescere come un albero
senza radici
con la corteccia
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 | Catartico e perplesso
scivoli tra le dita bagnate in movimento
limpido profilo: sposto lo sguardo sull’asfalto acquoso.
Uno schiaffo di vento
basterebbe alle lenzuola rese pietre di luna:
improvviserebbero voli- può darsi.
Nemico tempo
troneggi
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Potremmo sì, porre fine
a quel limbo infinito
noi, se lo volessimo...
Allora negami gli occhi
e cancella quelle tracce sul viso
di carezze ... come dipinte
È davvero spenta ogni luce, ora...
Ma noi... che siamo i binari ed il
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Ombre
gelatinose
snodano le loro gelide ampiezze
nel sonno
spigolose;
baluginanti parole
parlano di epocali cataclismi,
di oscure viscide carezze melliflue
insinuanti,
vertigini del piacere occulto,
seduzione dell'invisibile
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 | Piccoli, scarlatti fiori crescono sul mio pube.
Una vellutata esplosione di minuti petali settembrini
è germogliata sul mio esser Terra
feconda e pura, per unioni adamantine
ma una nenia di consuetudini, s’agita
stremata, e non sa dove morire.
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| Jibi |
05/09/2016 15:03| 1289 |
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 | troppi fili... troppi nodi
cammino nel caos dell’anima
in cerca di un passaggio
di un varco...
apro e chiudo le emozioni
faccio ordine...
cassetti invisibili
si dispongono ai lati
in attesa...
...piego e ripiego...
ogni cosa avrà
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Per lunghe notti
ho attraversato
il buio.
Per lunghi giorni
non ho guardato
il sole.
Ma poi, infine,
tornò a galla
il giorno, e vidi
che il mio campo
era verde e fiorito,
che il mio vascello
era ancorato lì,
pronto a
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Vorrei
aggrapparmi alle ali del vento
e librare, come un gabbiano
che accarezza il mare.
Vorrei,
del vento, essere compagna,
perché mi avvolga e mi consoli
come un amico sereno, che mi tende la mano.
Vorrei
essere il cielo che
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Ero immobile e passiva
tutto correva
davanti agli occhi
muta e spenta
in frattaglie la mente
su pavimento lugubre
che non calpestavo
per non sporcarmi
della viscida consistenza
di cervello sezionato
tremavo nella paura
ero sgretolata
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Ho visto l'alba mentre nasceva ad est
ho scavalcato monti e mari
e l'ho inseguita
ho visto la luce
oltre le nebbie del mattino
le ho navigate
correndoci sopra
aiutandomi
con il remo consunto
di chi ha remato controcorrente
per tutte le sue
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 | Sento voci
che van dritte al cuore.
Inseguono parole nascoste
che fanno rumore.
Non ho amato il mio dolore
e nulla, ormai, voglio seguire
anche se adesso canto
e avrei parole da dire.
Non basta sorridere
per dimenticare.
Il tempo non
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 | Reggo il cipiglio
di spigoli arrotondati
siedo l’alluce
tra carpo e metacarpo.
Avverto- sguardo- di- uomo
millanto- finta- indifferenza
mi faccio largo
tra ali di manovalanza
e lo vedo.
Si profonde in capriole
digitali il testo che
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| Son diventato come sono
senza nemmeno accorgermene
in giardini di frammenti
coltivavo i miei tormenti,
mi son lasciato cadere
nei fiumi del mio volere
Adagio, adagio
ho costruito le mie vele
mi son mutato in vento
per guidarmi, in ogni
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Ho dei dubbi da raccogliere e certezze da buttare
in questa notte dai contorni così mistici e suadenti
ed un suono misterioso che non smette di sferzare
la mia mente circondata dalle ombre impertinenti.
Sono un’aquila ferita sulla sponda di un
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Si affacciano mille stanze
nel corridoio spalmato nell'ombra
dove ormai prevale il grigio della notte
invitto, labile sporge l'ultimo pugno di luce
Come pigri felini si destano
si stiracchiano
le passate visioni
Scende un sorriso
brilla la
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Dove, oh tu, se' emigràto, oh Sogno mio
della mia inquieta età, oh tu, oh gioventù?...
E io interrogando questo, qui - io! - sto, e or più
che spene or mi è inquietùdine. Oh desìo!
Sognàr!
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Mare bianco
dal volto stanco
spiagge blu
orme nere del branco
acqua velluto
al seguito del piovuto
risuonano le onde
veli di gocce sulle rocce
bionde le sponde
Chiaro azzurro
negli occhi
bagnato nel fissare
triste
per non poter nuotare
Segni
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Spulciare e sfogliare
spulciare e sfogliare
onde ritrovare attimi
amare caramelle
che sanno addolcire
ogni frammento di vita
candele accese
ad oltranza
illuminano il cuore
in penombra una figura appare
gioisco con riserva
chiedendo
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Chissà,
forse son residui di ieri,
forse ciò che é domani ancora...
sarà,
dove di tanto intanto inciampo:
panico per il cuore (e per la mente)
e sarà per sempre?
Senza un prefissato tempo e senza
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Mi cerchi sempre
nei luoghi sbagliati
non muovere passi
su viali con addobbi luccicanti
o in giardini ricchi di colori
e diamanti
non starò in platea
avvolta in sottili abiti di seta
al ciglio dei falò della lussuria
tra gli
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Non afferrerò la tua mano,
amico...
Mi tirerò i capelli
nell’acqua, li attorciglierò
e li taglierò...
Pioggia di silenzi...
e di terremoti,
tanto tu non eri,
tu non esistevi quella notte
quando Dio ha spalancato
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In ogni stadio, nell'habitat del mio humour,
t'ho consacrato mio Re interiore.
Come un generico, ma pur magico, blando lucido da scarpe;
hai anche fantasticamente pervaso pur i miei piedi,
in un'alternanza ballerina ed ironica.
Il tuo riso
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Quasi scontroso è questo silenzio
che segue le anse della memoria
in un passato che si è fatto storia
dove respiro da un sigaro toscano
l'arpeggio caldo che aveva la tua mano
nell'insegnarmi il verso dell'indiano
nel nostro
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Rotolando,
nel tuo cuore
come una pietra, senza posa
un rigagnolo appena nato
dopo la prima pioggia
io mi sento cosi vano
futile ai tuoi occhi
desto stupore, timore antico
è in me, il silenzio che m'affoga
mi stringe alla gola
mi
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Non è la solita ora
ma impellente il bisogno
che non lascia tregua
spilli collaborano
ad intralciare il traffico
aizzando fauci
non ci vuole molto
solo estro
farà parte del disegno
incorporando quei cimeli
che ad oltranza
sempre
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Spietato,
mi incateni con il tuo lucido
riflesso.
Le braccia lungo i fianchi,
Sono io?
Cerco nei miei occhi un bagliore
qualunque.
Anche quello delle lacrime.
Sempre più grande questa frattura
che lacera, che stride.
Sono io?
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Sognarti è verità,
quando mi addentro
nel contatto delle tue ombre,
sfiorarti è desiderio
se per conservare i tuoi contorni
essi devono necessariamente
sfuggirmi,
piangerti è conforto
nell'istante in cui mi adagi la
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32777 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8071 al n° 8100.
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