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♦ Stefano Acierno | |
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Le 5111 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Mi spoglio
nella sera che scivola via
con le gocce in attesa
di divenire pioggia
E mi tolgo
i pensieri dal corpo
quasi fossero errori
da non ripetere mai più
Nemmeno quando
il sangue scorre
e la pelle trema sempre
di febbre
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Stroncati i pensieri,
occhi inariditi dal dolore
fissano il vuoto in attesa
Giorni di angoscia
passano lenti
strappati al destino
dal non sapere
Notti insonni
pensieri invadono la mente
angosce viscide
soffocano il respiro
Stare lì
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 | Scivoli via
decisa
senza voltarti
indietro,
te ne vai
nel cielo chiaro
d’una giornata di sole,
tra profumi sfioriti
e raggi d’estate
che inondano
ma non scaldano.
Porti via con te
infiniti pensieri
traguardi, desideri
ed occhi
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| drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il
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 | giace avanti a me
ormai inerte
quel vecchio corpo
esile e stanco di donna
madre e mamma
piena d'infinito amore
come l'onda quieta
nelle silenziose notti d'estate
ansima lentamente
attendendo paziente
che l'ultimo respiro
volando
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Mi chiedo spesso
se mi accorgerò
di aver guardato il tramonto
per l’ultima volta
O se l’ombra mi coglierà
all’improvviso
senza poter danzare un pensiero
dietro alle nuvole
Mi domando spesso
se vivrò
l’ultima notte con
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Se mi hai dimenticato anche tu
allora mi convincerò
che è ora di andare via
per sempre da questa terra
Dipingerò ancora una volta
le fragole d’autunno
e riempirò lo scrigno della sera
con le carezze
Negate per
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Accartocciata nel tuo dolore,
incartato il tuo nudo corpo
steso su di un tavolo,
sei fuggita
fuggita dalla vita!
Sgretolati gli anni giovanili
da madre
padrona,
venduta la tua innocenza
Chiusa tra mille cancelli
mentre gli sguardi di
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Nel viale mesto della sera
tra lapidi come testimoni mute
cammino nella malinconia
di conoscere il senso di un addio
Non è il freddo sulla pelle
ma quello che ha messo radici
all'interno, tra le vene del cuore
a ferirmi con lame
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| Sabyr |
28/08/2017 19:05 | 871 |
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Pensavo sarebbe stato per sempre
ma non conoscevo la terra
aperta per il riposo dei giusti
e il suo profumo di frutti neri
Avevo visto il mare al tramonto
ma non sapevo che la tempesta
può uccidere ogni speranza
quando l’alba pretende la
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Il mio ricordo
sarà una luna senza colore
una spiaggia deserta
di un mare nero e informe
Il mio rimpianto
saranno parole mai dette
il silenzio del vento
dimenticato dalle stelle
Nessuna croce
sulla pietra ormai gelida
tenuta a
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 | Volavi con ali di carta
e lambivi il sogno
con fiumi d’inchiostro
imprimendo su pergamena
sussurri d’anima.
Legati i pensieri
al filo d’un aquilone
varcavi l’Infinito
ritrovando il bambino d’un tempo
sull’onirico sfondo.
Cristallo puro
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È lassù che voglio andare
nel mondo degli Angeli.
Quando la malaugurata sorte
raggiungerà il suo traguardo,
strappandomi dalla terra degli umani.
Non ho paura della morte e né la temo,
è solo un’attesa di
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Ci voleva fortuna
per non cadere
nel gioco delle ombre
in quella strana nostalgia
che ci coglie al mattino
e ci fa addormentare
in un lungo sonno
Solo il silenzio
ed una goccia di polvere
da soffiare via
col vento d’estate
nelle sere troppo
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Sono vivo.
Tra i viventi cammino
ma i morti
mi accompagnano
attraversano
ogni giorno
la mia
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Qui il respiro
vede il profondo
di dove soffia
la mia anima
scricchiolando
sulla pelle
delle mie ossa
come una cassa
che anela acqua
giusto per sete
e coltivar parassiti.
Osservo il vuoto
sorseggiando il mio alito
che racconta
e conta
i
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Ho finto un sorriso guardandoti ancora
sentivo in cuor mio che giunta era l’ora
Il mal confondeva l’udito e la vista
da ogni battaglia ne uscivo sconfitta
Fugga da me timor dell’inferno
accoglimi Padre nel tuo Regno eterno
La fonte di vita non
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Conosceva i turbamenti del suo cuore ancora acerbo
nella notte delle ombre che ignoravano la fine
ma credeva nell’amore fantomatico e superbo
di due vergini del tempo con un sogno tra le spine.
Era un alito di vento lungo il corso d’intenzioni
una
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Cerca di ricordare
dove hai messo le mie ombre
perché il tempo è vicino
e non vorrei restare
Qui dove tutto è luce
e niente mi può trattenere
oltre il buio di un altare
che è la mia sera
La mia notte
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Avresti potuto
cogliere i raggi del sole
ma ti saresti bruciata
come una falena illusa
Avresti dovuto danzare
come i colori
nell’ora del tramonto
ma il buio ti avrebbe perduta
La luna non avrebbe potuto
sussurrare la tua pelle
con il gelo
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 | Questa mattina
mi sono dimenticato
di ricordare -
ero membrana epidermica
in balìa di vibrazioni cosmiche.
Un amplesso d'aria
e materia nera
inglobato nella danza astrale,
nelle venature del solo ricordo
possibile:
il
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Fate silenzio
perché questo è il suo volere
le ombre piangono
la regina senza nome
Il bosco non ha rugiada
per i mattini di luce
e la notte sussurra lune
di tenebra d’argento
Portate rispetto
e uccidete le parole
gli inutili
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Oltre l’argine del fiume
crescevano le viole
profumate di veleno
col colore delle sere
Io ricordo ogni cosa
lo sguardo che non sogna
il tramonto e le sirene
di un mare ormai nemico
Oltre il buio delle ore
più vicine alla mia notte
le
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Non so cosa avessi detto
io non avevo sentito
che il vento scivolare
da una parte all’altra
E ti aspettavo ancora
nelle strade senza luce
con una rosa nera
appassita fra le mani
C’era solo il silenzio
tra le cose non dette
e quello spazio
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C’era un piccolo gesto
che facevi
con le mani strette
e mi ricordavo di te
Piangevi dopo l’amore
con le lacrime appese
alle ciglia nere
nelle notti brevi
Gocce di dolore
che l’oscurità nascondeva
come i peccati
delle fate già
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S'aprì l'attico dietro le sue spalle
non guardò luna o sorgere di sole
d'improvviso lo sparo colpì,
vacillò il creato e subito svanì;
quel corpo estraneo lo precipitò
scomponendo nel dolore i
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I pomeriggi
avevano uno strano colore
quando si avvicinava la pioggia
e potevo respirare il vento
Verso sera
mentre camminavo incurante
delle nuvole scure
nate un passo dopo l’altro
Con il buio dei giorni
che restavano per finire il
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Tanto è
che bastano sole
due agili dita
e il pensiero al di sotto
smuove dondolando
un'aria malsana
magico il nodo
violenta
a tramonti distratti
il centro
della scena
oh... quanti amori
salgono
quella scala
per poi
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Tredici lune avevo pregato
prima di maledire il giorno
e lasciare la marea nera
alle sue spire di gatta morta
Veli di seta stretti al cuore
con un nodo di primula
colta nei mattini di nebbia
per non destare il male
E nessuna voglia di
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Ti guardi intorno,
vedi tua madre piangere
tuo padre disperarsi
ma non sai perchè
quanta sofferenza nel tuo cuore.
Ora a bordo di un gommone
sfidi inconsapevole il mare.
Ma oggi quel mare
è cattivo, ti sballotta,
ti avvolge, ti
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Come gabbiani volano via pensieri sorvolando l’incognita
quella pietra che ogni dì ritorna a farsi viva
splendente ed imponente carica di bitume
piscina alquanto inadatta onde avviare quella ricerca
dove senza preavviso si installa senza
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5111 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1291 al n° 1320.
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