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Le 5111 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Immensa e profonda quiete
al terminar di fuochi e cruente tenzoni,
l'usignuolo becca sui rami
e sulle pietre bagnate dal sangue
e dal sudor pugnante,
scalpiccìo confuso
di cavalli in preda all'abbandono
e remota luce del tramonto
che fa
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| Hendy |
04/04/2016 21:35| 963 |
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Voglio creder tu sia
una di quelle rondini
che felici ho visto oggi
rincorrersi nei cieli
con il primordiale
desiderio di dar vita
lontano da angosce
ricordi e pensieri.
Sprigioni il tuo garrir
ancora tanta gioia
e mai abbia fine
estate e
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La terra è gelata
attorno all’albero dagli occhi morti
nessun vento soffia ancora
per l’anima perduta
Le sue foglie
hanno il colore dell’inverno
ossa i suoi germogli
che respirarono l’ultimo segreto
Qualche parola
è rimasta
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Colma d'amor
è la corolla,
con grazia
il delicato e setoso
stelo s'è spezzato,
copioso e succulento
il nettare ai figli suoi
riversato
nella calda e profumata
sera di primavera,
nobile atto generoso
teso a
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Sono comparsi al mattino
nere le piume
silenzioso il volo
tra le nuvole del cielo
Qualcuno ha detto
che aspettavano un’anima
perduta fra il vento
ed i rimpianti della notte
Hanno volteggiato per ore
inseguendo i ricordi
ed i desideri del
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L’ho capito
nelle sere senza luna
che non saresti tornata
ma io guardavo il cielo
Per cogliere il segreto
dalle ultime ombre
e dalle nuvole promesse
ai giorni senza cuore
L’ho temuto
solo per un istante
ma io non ho mai pianto
perché
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La piazza i colori i caffè festanti
in giro per Lille spensierati gitanti
Il blu il rosso all’orizzonte d’ oriente
tramonto del nord marcato evidente
Le guance rosse il naso gelato
l’alito rigira spericolato
Il bavero copre il vento
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Ti ho guardata tante volte
nell’oblio del sonno
io che non ho mai parole
per comprendere la notte
E questo vuoto che circonda
le cose del mio cuore
nel loro vagare muto
fra nostalgia e distacco
Ti ho ascoltata ancora
nel tuo ultimo
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 | Dalle allucinazioni dell’anima esala,
quell’alito di vita morto appena nato
e corri ignaro tra le fosse nude,
sospiro e anelito,
gelido sguardo al cielo.
Deliri e incanti sussurrano parole
forse speranze già disciolte al sole,
e l’urna vuota,
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Era tornata subito
la triste mietitrice dell’inverno
lei non aveva atteso
che i germogli sbocciassero
Mentre i campi erano in fiore
e tutti festeggiavano
lei era ritornata
ad ammantare d’ombra il mattino
Non c’era vento
non il ricordo di un
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 | Nessun suono dalla gargatta strozzata
Ne’ luce e colore nei vacui occhi
Nessun sapore giunge all’arido palato
Né profluvi o puzziteri a solleticare le nari
Nessuna melodia o frastuono raggiunge le pieghe becche
Non vi è calore nelle mani
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Sei sempre lì,
paziente e puntuale,
oscuro vicolo cieco
della mia strada.
Non ne parlavo,
ma ti aspettavo,
certo che un giorno
purtroppo t’avrei trovata.
E, nonostante tutto, ti dico grazie
per rammentarmi di godere il presente
che
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Se qualcuno sposterà
le mie rovine da questa terra
allora i venti si apriranno
e non avranno pietà del cielo
Ruberanno il respiro
e la pelle sarà veleno
che corrode il cuore
l’anima vagherà in eterno
Nessuna gioia
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Ecco non so come dire...
sto passando il tempo lento che hai lasciato
con te nel cuore,
e cerco di districarmi tra la rabbia e il dolore
niente era capace di spegnere la mia voglia di vitalità,
di affrontare tutto con la speranza
di
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Respiri profondi
crudeli pensieri
nell'inquietante desolazione
involucri d'odio
in preghiera su spuri simulacri
ricerca di vischiosa linfa
dell'immense solitudini
tra le inevitabili soglie del tempo
sangue amaro
da chiodi
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Oltre queste mura
respira un cielo
nel ritmo della notte
che non sa guardare
verso un’opaca luna
Ed è preghiera vuota
rivolta al tempo
che non ha tregua
per il ritmo di un cuore
perduto nell'inganno
di un momento
Non rinnego la
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La luna
non chiama più il tuo nome
ora che sei andata
con il vento della sera
Nessuna carezza
poteva fermare il cuore
nessuna melodia
nata dai sogni della terra
Il giorno è un guscio
che conserva la memoria
sui rami secchi
in attesa di un
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Non c'è natura in tutto questo,
nessun caso o rapida sfortuna,
c'era la vita, impavida lei scorreva,
solo un giorno d'inebriante normalità.
Ma la tempesta in agguato era,
non scure nuvole e tempestosi venti,
c'era la pioggia
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| Pagu |
23/03/2016 08:17 | 1504 |
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Silenzio
sui campi d’ebano
che la notte sussurra
in un canto d’amore
Il vento
porterà conflitti
mai risolti negli anni
ed i dubbi di una vita
Scompariranno
soffiati via per sempre
altrove dove i suoni
non muovono ricordi
Né
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Perché mi cerchi
in questo cumolo di terra
privo di vita dove tu deponi fiori?
Non sono qui,
in questo luogo di tristezza
perché tu venga a trovarmi
piangendo su questa tomba.
Io non sono morta,
sono là,
in un angolo
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Caloroso saluto
lasciato ai passanti,
non un inno
né citazione
o sonetto
né triste addio,
solo sobria allegoria
per la loro e altrui vita
con sguardo d'amore
spalmato in dolce sorriso!
Così, tesa a catturar sensi
con
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C’era solo un velo
a coprire le tue paure
una leggera nebbia
che sorgeva nei mattini
La gocce colorate
che segnavano la pelle
sangue e lacrime
dettate dalle ombre
Molte morti incise
ormai perse fra le lune
ed un bacio
rubato al fiato dei
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Sarebbe stato bello
circoscrivere le cose
al loro reale fulgore
nella polvere di sempre
Spazzata via per caso
nel preciso momento
in cui il sorriso diviene
lentamente una smorfia
Di dolore o di sorpresa
senza conoscere altro
che non sia il
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 | Era il tempo
vento soffiava sui balconi
e le parole appassivano ai sogni
ottobre nel cuore
nel sentire dolore
Lasciasti quel
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Tutte le sere
torno nella casa vuota
e canto le mie tempeste
ai muri senza cuore
Non trovo più nulla
che mi dia respiro
se non il silenzio
che corrode il giorno
Resta sempre il buio
a cullare i pensieri
il dolce profumo
il nero
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Tagliente l'inquietudine
squarcia la mia anima:
non ha fine
non ho fine
non vi è fine.
Stupido e stupito
sono insetto tra giganti,
gigante tra pianeti,
pianeta tra universi,
universo tra dimensioni.
Ma non posso fuggire
il tempo
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Io ti attendevo
fuori da questo mondo
dove il buio
era solo un sogno
E fuori dalla porta
un segno di nostalgia
per il richiamo
dei miei incerti passi
Non saresti tornata
se non avessi
abbandonato le parole
alla gelida terra
La tua
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E' il richiamo
la trappola del ragno
Molte voci ha
Suadenti
Leziose
Ruggenti
E' il mimetismo
della tigre siberiana
L'agnello alla porta
china il capo inerme
L'ingenuità del debole
lascia infangare
anche il suo nome
ultimo
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| hy ju |
12/03/2016 18:04| 1252 |
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scende la notte
sull'anima stanca
mentre fuori piove
e il sole sembra tramontare
non più scoppi
di fulgida iridescenza
nè albe da aspettare
o luci per accecare
di riflessi il mare
non più stelle
canti di sirena
o
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Le erbe velenose
vanno colte nelle notti senza luna
l’aconito che brucia
la lama intinta ad ombra
La tetra mancinella
che insiste nella gola
e toglie il respiro nel profondo
vento di palude oscura
La terra accoglierà
i semi di
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Sono uno specchio
incapace d'espletare
la sua essenza;
non rifletto più.
È così
infinitamente
struggente
e così
dolorosamente
superficiale
la profondità
di questo male
effimero:
sento
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5111 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1711 al n° 1740.
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