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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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L'ultimo sole d'ottobre
ha gli occhi malati d'inverno
celato tra gelide nubi
svanisce tra ghigni di scherno.
Eterna è la notte che cala
sull'orlo d'antichi crinali
portando il dolore fra i sogni
e lacrime dietro gli
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Senza disturbare il dolore
posso prevedere le albe nere
ora quasi rassegnate
dai silenzi vagabondi
E dai funebri lamenti
arroventati sulle sere sole
in compagnia delle ombre
grigie e inerti spoglie
Senza coinvolgere il domani
posso sentire
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Risalisti con le labbra
i miei tagli sulle braccia,
baciandone ogni goccia
come rossa melagrana.
Dai miei rami bluastri
pende la suicida foglia.
Lascia che la accolga
la fossa degli Autunni.
Cedi la mia terra
agli orfani germogli.
Ardi le mie
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e il buio ingoiò l'ultimo raggio
ai margini di un tramonto spento
l'ombra del silenzio si distese sulla pietra
e la danza
ebbe fine in un lamento
nebbia ruvida incrostata sulla malata terra
in gelido abbraccio a dar
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Chissà se starai ridendo
delle nostre promesse
e di qualche sera passata
a parlare del fiume
Perché le lune a volte
piangono da sole
senza che ci sia bisogno
di una nuvola e di un vento
Chissà se starai ancora
a litigare
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Gelide le mani,
marmoreo il corpo,
sonno eterno sorriso strappa,
trangugia ultimo battito, ultimo respiro.
Sguardo sfiora il volto,
baciar vorrei le guance all'infinito,
accarezzar bianchi capelli, stringerti
al petto e non farti male,
ma la
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 | Aleggiano note sinistre
composte rabbiosamente
su uno stravagante spartito.
nel pentagramma tragico
dei vacui entusiasmi.
Schegge d’audacia
mentre ti accarezzo le rughe
e stendo sulle esili spalle
il sudario che ti appesantisce
il passo e lo
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 | Eri giovane e forte
guardavi oltre l’ orizzonte
con occhi ambiziosi
e speranzosi.
Una polvere bianca
dal sapore amaro,
l’ amaro della morte
decide la tua sorte.
Spezza le ali
della tua fragile gioventù
manda in frantumi
sogni e
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So che non mi dimenticherai
nel gelo dell'inverno
e sento il tuo fiato di cenere
che accarezza la pelle fragile
Credo che incontrerò lo sguardo
quando la sera appassirà
in una notte stanca
di sussurrare albe senza
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Lontananze affiorano
come sguardi umidi
dentro a un tempo che non riesce a portarti via
dai punti chiusi agli spiragli della mia mente.
Gioco a vivere
mentre silenziosamente tu bussi a porte sprangate
chiuse da me che annaspo per vivere
mentre la
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Ricordavo solo il gesto
di una mano sulla pelle pallida
ed il freddo del metallo
simile ad una luna ignota
Il fremito del buio
che abbandonava i sogni
dolcemente, senza rumore
ed il respiro avvolto nelle sere
Trattenevo solo il profumo
quasi
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cuore di sonno,
battito d'antiguerra:
resistenza dei pesci nella rete e rete agli occhi dorme non muore.
Nota le mani
la forma intera dei gesti
il parlare di lato l'erba che gli sposta i piedi
il rigore che tira non tira l'applauso di tutti gli
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 | Non esiste carezza
nella notte infinita
che riporti alla vita
una spenta bellezza
Non potranno mai canti
di sirene soliste
rievocare la triste
melodia dei sognanti
E domando confusa
a una stella lontana
dov'è ora la tana
che ha
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Le tombe degli altri
sono i miei pensieri abbandonati
le emozioni di ieri
che ho lasciato svanire nella terra
I miei segni innamorati
sono le pareti putride di questo sogno
che non condivido
con nessuno che sia di questo mondo
E mi
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Parli del gelo delle nuvole
ma non sai che il vento
non dimentica mai la notte
e il buio che riceve dalle ombre
Sussurri sulle mie paure
e il pianto delle stelle può far male
alle lune piene di ricordo
che brama il male del mio nero
Il
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Rieccomi galleggiare
in preda a chissà quale furore
mentale, galleggiare leggero
su di un manto di piume bianche
pure, immacolate.
Galleggiare riflettendo la maestosa
mia icona riflessa nello specchio
di questo stagno, sporco e puzzolente,
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E la Tempesta s'infuriava, e volle
lambire gli scogli del mare;
e la Tempesta s'infuriava e volle
baciàr la lontana montagna,
e che cosa ha sepolto la sua Furia?
Gli abissi dei sassi marini.
E che cosa ha sepolto la sua Furia?
L'ignoto
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C'erano poche possibilità
di sorprendere i corvi nel loro rifugio
fra le tegole e le nubi d'argento
che il cielo sembrava dimenticare
Tu cercavi di fare silenzio
per non disturbare i riflessi d'oro
dei loro lamenti tesi a cerchio
fra le
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 | Da bambino ricordo
talvolta qualcuno ci ammoniva di stare zitti
perché al terzo piano moriva un uomo
Silenzio allora facevamo
e volgevamo gli occhi alle finestre
nel segno di mestizia chiuse
"Ma dove se ne andrà adesso
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La notte tornerà tre volte
a sussurrare i suoi rintocchi neri
e il primo buio sarà una luna
gelida da far tremare il fiato
Poi verrà un profondo oblio
un silenzio che pochi ricorderanno
fra le danze di una morte lieve
velata
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Il sole tramonta e la porta aperta lascia alla luna,
che entra timida in questo giorno senza sale,
dove tante persone perderanno i loro pensieri.
La tua bianca luce entra dentro di me e si sofferma
accarezzando le mie mani un po' raggrinzite,
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 | Immobile,
come notturno
canto d’un grillo
è il silenzio.
Pendolo antico
detti il tempo
all’abbaiar dei cani
in
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Comprendo ora
i giorni senza un lamento
e la febbre dei tuoi passi
in un crescendo, senza amore
Il vento che non piangeva
gocce di metallo
per non ferire la coltre
del cielo nascosto alle nubi
Capisco bene
che la pioggia non
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Sto pensando a lei, a loro, agli altri.
Di tempo ne è passato, sono ancora qui,
ne passerà dell'altro, sarò ancora qui!
Dietro queste mura spinate, immerso in una grave monotonia.
Il tempo passa piano ma passa, niente
e
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Forse immaginavi già la morte
nei tuoi pensieri di ieri
ma io non l'ho mai saputo
e tu non scioglievi i tuoi passi per me
Non ti ho mai sentita piangere
e le lune che soffrivi
erano le tue compagne
dalle guance d'oro a tarda notte
I
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 | Lembi di vita ogni giorno
la nera morte strappa.
"Si muore un po' "
ogni istante e nel folle disegno
l'anima sobbalza.
Si sgretolano i profili
come statue di fragile porcellana;
la patina del tempo
il viso impolvera
scolora le
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Tornerò ogni tre lune
per sentire ancora il tuo respiro
e per celebrare i giorni
quasi fossero tramonti neri
Sarò il vento che soffia
dolcemente, senza far rumore
e non lascerò traccia
sui fiori che profumano la valle
Il
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Dolce morte bianca,
invoco la tua potenza,
attendo l’ assoluzione che tu sola mi puoi offrire.
Come foglia secca che cade dall’albero,
volerò tra candide nuvole.
Rimarrà il ricordo della mia esistenza,
ma sfumerà il dolore
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Come una morte
che trafigge il core
la vita divenne
un soffio
come la brezza
fresca che spira
da nord
così fu solitudine
che camminò accanto
fu come un battito
d'ali che fluttuando
dolcemente amplifica
le vibrazioni
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Vago ubriaco delle mie stesse lacrime
la luna ride tra le nebbie
stelle fredde e lontane osservano
un sentiero fatto di ghiaccio sotto i piedi
freddo come il mio cuore
e allo stesso tempo caldo
come il sangue che esce dalle ferite
Solo e lontano
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Ti toglierò il respiro
come gli amanti che uccidono
dopo una notte d'amore
nelle ultime follie delle loro lune
Il vento che soffia la morte
e il nero errore
che batte un rintocco
dopo l'altro nelle sere di vergogna
Taglierò i
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1921 al n° 1950.
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